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Nullo il licenziamento se prima il datore non ascolta il lavoratore

6 gennaio 2014


Nullo il licenziamento se prima il datore non ascolta il lavoratore

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 gennaio 2014



Il datore è tenuto a dar seguito alla richiesta di ascolto spedita dal dipendente entro sessanta giorni dalla comunicazione; è sufficiente che la raccomandata sia stata inviata dal dipendente nel termine suddetto, a prescindere dal giorno in cui l’azienda la riceve. 

Anche se si tratta di un licenziamento disciplinare (ossia causato da una condotta colposa o manchevole del dipendente), il datore di lavoro è sempre tenuto a dar seguito alla richiesta di ascolto inoltrata dal dipendente con la lettera di impugnazione del licenziamento medesimo.

È quanto emerge da una recente sentenza dalla corte di appello di Campobasso [1].

La legge [2] stabilisce che il dipendente, cui l’azienda abbia comunicato il licenziamento, se intende contestare tale provvedimento, lo deve “impugnare” con una lettera indirizzata al datore di lavoro.

Detta lettera – preferibilmente con raccomandata a.r. o telegramma [3] per garantire la prova della ricezione – va inviata entro 60 giorni del ricevimento del licenziamento in forma scritta [4]. Non importa, poi, se essa giunga al datore di lavoro oltre detto termine. Infatti, conta il momento in cui il soggetto licenziato abbia consegnato la missiva al servizio postale e non quando la riceve il destinatario [5].

Dunque, se in tale lettera il lavoratore ha chiesto di essere sentito, è illegittimo il licenziamento disciplinare se il datore non ha dato seguito alla suddetta richiesta di ascolto.

note

[1] C. App. Campobasso, sent. n. 189/2013.

[2] Art. 6 Legge 15 luglio 1966 n. 604.

[3] Cass. sent. n. 7620/2001.

[4] Oppure entro 60 giorni dalla comunicazione dei motivi del licenziamento se non sono stati comunicati contestualmente al licenziamento medesimo.

[5] In base ai principi generali in tema di decadenza, enunciati dalla giurisprudenza di legittimità e affermati – con riferimento alla notificazione degli atti processuali – dalla Corte costituzionale, l’effetto di impedimento della decadenza si collega, di regola, al compimento, da parte del soggetto onerato, dell’attività necessaria ad avviare il procedimento di comunicazione demandato ad un servizio – idoneo a garantire un adeguato affidamento – sottratto alla sua ingerenza.

Autore immagine: 123rf.com

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