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Caduta albero: ultime sentenze

10 Dicembre 2020
Caduta albero: ultime sentenze

Prevenzione dello specifico rischio di crollo dell’albero; danno cagionato ad un autoveicolo; omicidio colposo; responsabilità dei preposti alla gestione del verde pubblico; risarcimento del danno.

Responsabilità per la caduta di un albero

L’obbligo giuridico connesso all’esercizio di una funzione richiede un quadro fattuale-normativo che consenta al funzionario pubblico di essere consapevole di prendere in carico la situazione di rischio in veste di garante, sulla base di un’investitura derivante da una chiara situazione di fatto, avente rilevanza giuridica, e che investa lo stesso dell’obbligo di garanzia, con tutto ciò che ne consegue in termini di consapevolezza di dover seguire certe regole, che si connettono all’obbligo di diligenza richiesto al pubblico dipendente nell’esercizio della specifica funzione di controllo al medesimo demandata.

Per l’effetto, deve essere annullata la pronuncia di merito che si limita a far discendere l’obbligo giuridico di garanzia dalla generica qualità di funzionario del Comune (annullata senza rinvio la pronuncia che aveva addebitato, ad una funzionaria comunale, per pretesa posizione di garanzia, la responsabilità per la caduta di un albero che aveva cagionato la morte di una donna che circolava, con la propria autovettura, nella strada sottostante la pianta).

Cassazione penale sez. IV, 05/06/2019, n.37224

Caduta di un albero in un parco privato

Quando al fine di domandare il ristoro del pregiudizio subito, venga dedotta in giudizio la lesione del diritto soggettivo di proprietà, non degradato ad interesse occasionalmente protetto, per essere la lesione riconducibile a condotta illecita e non discrezionale della p.a., la cognizione di detta domanda appartiene al giudice ordinario, cui spetta di accertare, con valutazione di fatto, insindacabile se adeguatamente motivata, il rispetto da parte dell’amministrazione pubblica del generale principio del “neminem laedere” sancito dall’art. 2043 c.c.

(Nella specie in un caso di danno da caduta di un albero in un parco privato, soggetto al vincolo della l. 1 giugno 1939 n. 1089, i giudici di merito con decisione giudicata incensurabile dalla S.C. avevano ravvisato responsabilità della p.a. per non avere disposto il tempestivo abbattimento della pianta, benché l’organo tecnico (servizio forestale) lo avesse considerato l’unico rimedio idoneo a tutelare l’incolumità delle persone e delle cose).

Cassazione civile sez. un., 13/05/1998, n.4825

Caduta di un albero sul tetto dell’immobile

Al conduttore non è consentito di astenersi dal versare il canone, ovvero di ridurlo unilateralmente, nel caso in cui si verifichi una riduzione o una diminuzione nel godimento del bene, e ciò anche quando si assume che tale evento sia ricollegabile al fatto del locatore.

La sospensione totale o parziale dell’adempimento dell’obbligazione del conduttore è, difatti, legittima soltanto qualora venga completamente a mancare la controprestazione da parte del locatore, costituendo altrimenti un’alterazione del sinallagma contrattuale che determina uno squilibrio tra le prestazioni delle parti. (Nella specie, il conduttore, dopo che l’immobile era stato lesionato dalla caduta di un albero sul tetto, aveva continuato a utilizzarlo mantenendovi i mobili e ad altri oggetti nelle stanze non danneggiate dal sinistro).

Cassazione civile sez. III, 01/06/2006, n.13133

Caduta di un albero posto sulla pubblica via

Rientra nell’ipotesi della responsabilità per custodia ex art. 2051 c.c., con applicazione dei relativi oneri probatori, la responsabilità dell’ente pubblico per i danni subiti da un autoveicolo a seguito della caduta di un albero, posto sulla pubblica via, sulla sede stradale.

Tribunale Monza, 24/06/2004

Caduta di un albero e risarcimento del danno

In caso di danni provocati a un veicolo dalla caduta di un albero, il proprietario del terreno sul quale insisteva l’albero rovinato al suolo è tenuto a risarcire il danno, ai sensi dell’art. 2051 c.c., a meno che non provi la sussistenza del caso fortuito.

Tribunale Roma sez. XII, 28/09/2004

L’inesigibilità di investimenti precauzionali

Posta l’inesigibilità di investimenti precauzionali volti a controllare lo stato interno delle piante appartenenti al suo patrimonio, il Comune non risponde del danno cagionato ad un autoveicolo dalla caduta, durante un temporale, di un albero ammalorato da una “carie” non visibile dall’esterno.

Tribunale Monza, 17/03/2016

Omicidio colposo conseguente alla caduta di un albero

In tema di reati omissivi colposi, la posizione di garanzia può essere generata non solo da investitura formale, ma anche dall’esercizio di fatto delle funzioni tipiche delle diverse figure di garante purché l’agente assuma la gestione dello specifico rischio mediante un comportamento concludente, consistente nella presa in carico del bene protetto.

(Fattispecie relativa ad omicidio colposo conseguente alla caduta di un albero, in cui la Corte ha annullato con rinvio la sentenza che aveva affermato la responsabilità del funzionario agronomo di un Comune facendo conseguire la posizione di garanzia all’effettuazione da parte dell’imputata, un mese e mezzo prima dell’evento, di un semplice sopralluogo del tutto casuale sul posto, in mancanza di prova dell’espletamento, nell’esercizio delle proprie funzioni, di una vera e propria ispezione in senso tecnico giuridico, finalizzata alla prevenzione dello specifico rischio di crollo dell’albero, e dunque tale da consentirle di essere consapevole della presa in carico della situazione di rischio quale garante).

Cassazione penale sez. IV, 05/06/2019, n.37224

Caduta di un albero e distruzione della vettura in leasing

In materia di leasing, non può ritenersi manifestamente eccessiva la clausola penale con la quale le parti stabiliscono che, in caso di risoluzione del contratto per distruzione o perimento del bene, l’utilizzatore sia tenuto a corrispondere in favore del concedente i canoni non ancora scaduti e il prezzo dell’eventuale acquisto finale. Trattasi, infatti, di una clausola che non attribuisce al concedente vantaggi maggiori di quelli conseguibili dalla regolare esecuzione del contratto.

In altri termini, una clausola penale così configurata garantisce al concedente di venirsi a trovare nella medesima situazione in cui si sarebbe trovato nell’ipotesi di sviluppo fisiologico del rapporto contrattuale.

Nel caso di specie, il Tribunale ha respinto la domanda dell’utilizzatore di una vettura in leasing, distrutta in seguito, alla caduta di un albero, confermando il decreto con il quale era stato ingiunto il pagamento della somma corrispondente ai canoni non ancora versati e alla rata finale del contratto di leasing, come previsto nel contratto.

Tribunale Pescara, 17/01/2019, n.86

Morte di un passante a seguito della caduta di un albero

Nell’ambito di un evento mortale seguito alla caduta di un albero su di un passante, deve essere cassata la decisione dei giudici di appello che hanno escluso la responsabilità degli imputati (responsabili della gestione del verde pubblico) sul rilievo che non incombe alcun dovere sul proprietario di un patrimonio arboreo, anche pubblico, di sottoporlo a censimento al fine di valutarne la pericolosità, salva la necessità d’intervento in caso di segnalazione di anomalie o situazioni di pericolo da parte dei cittadini.

Nell’ambito di tale iter argomentativo, i giudici non avevano adeguatamente affrontato il tema della evitabilità, in relazione alla necessità di porre in essere interventi adeguati ad opera di personale esperto ai fini di scongiurare l’evento, né quello attinente alle posizioni di garanzia eventualmente e distintamente gravanti sugli imputati.

Cassazione penale sez. IV, 03/03/2015, n.26991

Caduta albero: il danno procurato all’automobilista

Nel caso in cui un automobilista, percorrendo una via custodita dall’Anasm viene colpito dalla caduta di un albero precipitato da un muro di sostegno dell’Anas, quest’ultima, nella misura del 50% unitamente al proprietario del terreno sul quale è piantato l’albero, è tenuta a risarcire il danno procurato all’automobilista per non avere provveduto ad eliminare la condizione di pericolo che persisteva nel tempo ed era all’evidenza suscettibile di creare pericolosità per la pubblica incolumità. Allo stesso modo il proprietario del terreno sul quale è piantato l’albero è responsabile del comportamento colposo in quanto custode del bene.

Tribunale Savona, 20/07/2006

Quando il Comune risponde dei danni causati dalla caduta di un albero?

Il Comune risponde dei danni causati dalla caduta di un albero di sua proprietà qualora l’evento sia dipeso non già da condizioni meteorologiche avverse o da altri fattori causali esterni bensì dalla vetustà della pianta, attesa l’inosservanza dell’obbligo di manutenzione gravante sull’ente medesimo.

Tribunale Brindisi, 03/03/2006, n.202



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5 Commenti

  1. Proprio ieri, ho trovato il cofano della mia auto ammaccato a causa di una grossa pigna caduta dall’albero sotto cui avevo parcheggiato. Vorrei provare a chiedere il risarcimento all’amministratore di condominio. Ho diritto al risarcimento danni da parte del condominio?

    1. Spetta al danneggiante – nel nostro caso il condominio – dimostrare che il danno è stato determinato da un «caso fortuito» ossia da un evento imprevedibile e inevitabile. Sul punto si è già espressa numerose volte la giurisprudenza sostenendo che le forti raffiche di vento o i temporali, sia pur di intensità superiori alle medie stagionali, non possono escludere la responsabilità del proprietario dell’albero, il quale deve prevedere che, di tanto in tanto, possano verificarsi fenomeni atmosferici più intensi della media. Solo l’evento eccezionale, come il terremoto o un tifone del tutto atipico per la zona geografica in cui si verifica, può salvare il condominio dal risarcimento. In questo caso, il proprietario dell’auto dovrà pagare da solo la riparazione del danno.

  2. Buongiorno. Stamattina, camminavo in auto su una strada pubblica quando una pigna è caduta sul cofano, creando un bozzo rilevante. Ora, mi domando se posso chiedere il risarcimento al Comune in cui si trova l’albero da cui la pigna si è staccata?

    1. Il danneggiato deve provare che il danno è stato cagionato da una specifica cosa; che l’ente pubblico ha il dovere di custodire quella cosa, cioè di vigilare su di essa e mantenerne il controllo, in modo da impedire che essa produca danni a terzi. In presenza della prova, da parte del danneggiato, di questi due elementi scatta una “presunzione di responsabilità” a sfavore del Comune. L’Amministrazione-custode risponde dei danni cagionati dalla cosa in custodia, a meno che non provi che il danno è derivato esclusivamente da “caso fortuito”, vale a dire da un evento del tutto eccezionale, imprevisto ed imprevedibile, che abbia determinato da solo l’evento dannoso (si pensi a calamità naturali o anche ad attività compiute da terze persone). Relativamente alla caduta di una pigna o di un ramo, il Comune non può ritenere provato il caso fortuito nemmeno dimostrando che, al momento del danno, si è verificato un evento atmosferico fuori dall’ordinario, che ha concorso in modo rilevante al verificarsi dell’evento. La Suprema Corte è molto rigorosa in proposito, richiedendo, oltre all’evento atmosferico di notevole entità, anche la dimostrazione che il danno si sarebbe verificato comunque, nonostante l’ente pubblico abbia adottato tutte le cautele necessarie per prevenire il danno medesimo.

    2. Affinché l’amministrazione vada indenne da responsabilità, che essa offra la prova: che la pianta non era affetta da vetustà e corrosioni, e che, pertanto, la medesima si trovava in buone condizioni vegetative e manutentive; che tale situazione di integrità della pianta era nota al custode – cioè all’ente pubblico – perché il medesimo aveva effettuato la doverosa sorveglianza e manutenzione; che, nonostante ciò, si è verificata la caduta dei rami, e che, pertanto, l’evento dannoso è stato determinato da un fatto talmente eccezionale, che si è dimostrato in grado di cagionare il danno in via esclusiva, ossia a prescindere dalle specifiche condizioni della pianta. Il Comune è altresì responsabile se, pur avendo effettuato degli interventi manutentivi, essi si sono rivelati insufficienti rispetto a più radicali interventi suggeriti dagli organi tecnici (si pensi, ad esempio, al caso della caduta di un albero per il quale il Comune, pur consapevole del pericolo, ha disposto la potatura e il puntellamento, quando invece il servizio forestale ha considerato l’abbattimento come unico rimedio efficace a tutelare appieno cose e persone).

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