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Spostamenti tra Comuni a Natale: la decisione del Governo

9 Dicembre 2020 | Autore:
Spostamenti tra Comuni a Natale: la decisione del Governo

Prevale la linea dura: il divieto di varcare i confini municipali il 25 e 26 dicembre ed il 1° gennaio non si tocca, nonostante le pressioni dai territori.

Niente da fare. Il Governo non arretra di un millimetro sulla decisione di vietare gli spostamenti da un Comune all’altro il giorno di Natale, a Santo Stefano e a Capodanno. Da più parti era stato chiesto a Palazzo Chigi di rivedere la decisione presa con il decreto legge approvato una settimana fa sulle restrizioni alla mobilità nelle date più importanti delle feste. La richiesta, tutto sommato, non era nemmeno troppo esosa: sostituire il divieto tra Comuni almeno con un divieto tra province. Ma la squadra di Giuseppe Conte non ne vuole sapere: le cose restano come sono state scritte e firmate sul decreto. Il 25 e 26 dicembre ed il 1° gennaio, si resterà confinati nel proprio Comune di residenza.

Fino a ieri, sembrava plausibile la possibilità di un passaggio parlamentare a breve per modificare il decreto legge per aprire i confini municipali e consentire, soprattutto a chi abita nei centri più piccoli, di avere un po’ più di libertà di movimento. Ora, sembra sicuro che il provvedimento non passerà dalle Camere; perché non c’è la volontà di cambiarlo.

Ad alzare la voce per primo era stato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che aveva inviato una lunga lettera a Conte per invitarlo a meditare sull’argomento e a fare qualche passo indietro. Si faceva leva in particolare su chi abita in piccoli Comuni isolati in montagna o in campagna, cittadini che a differenza di chi vive nelle grandi città, avrebbero avuto dei seri problemi anche a fare una passeggiata. Il problema esiste anche per chi ha dei parenti molto stretti (genitori, figli) che abitano a pochi chilometri di distanza ma in Comuni diversi: non potranno condividere la tavola a Natale o a Capodanno, nonostante il Dpcm lo consenta. Una limitazione, dunque, con un forte sapore di discriminazione.

All’appello di Cirio si sono uniti altri governatori, di destra e di sinistra, così come l’Unione delle Province. Inviti e proteste che resteranno inascoltati: il decreto non si tocca. Anche per una questione tecnica. Il decreto legge sui divieti di spostamento durante le feste scade il 15 gennaio. Se ora venisse cambiato, dunque, le modifiche resterebbero in vigore fino a quella data. Tuttavia, una settimana prima, il 7 gennaio, dovrebbe essere approvato un nuovo Dpcm con le misure per il dopo-Natale. In sostanza, si vuole evitare un conflitto tra i due provvedimenti. Almeno così si dice, perché la soluzione, volendo, la si trova. Volendo, però.



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5 Commenti

  1. Beh se ad ogni richiesta di allentamento delle misure, il Governo dovesse cambiare rotta dalla decisione iniziale, sarebbe proprio una barzelletta. Cioè, quante teste ci sono a pensare a questo dpcm? Evidentemente, avranno valutato le varie opzioni, prima di arrivare ad una conclusione e sono arrivati alla scelta più saggia a mio parere, anche perché io sono convinto che se lasciassero in ogni caso il via libera, la gente non si saprebbe comportare responsabilmente e questa è la cosa che più mi fa riflettere e mi intristisce. Dopo tutto quello che abbiamo passato e stiamo passando ancora si sollevano questioni inutili sull’argomento. Ma concentriamoci su come uscire dalla pandemia piuttosto che pensare alle feste e ai festini

  2. Mi sento come un animale in gabbia che pur sapendo come bisogna comportarsi non può muoversi liberamente. La colpa è solo di coloro che come al solito non sanno darsi una regolata e pertanto devono avere multe salate e restrizioni esagerate per osservare, forse e nemmeno del tutto le regole….Per colpa degli irresponsabili, siamo in una situazione peggiore rispetto all’estate. Certo, mettiamoci pure i malanni di stagione, ma a parte questo siamo noi i responsabili dei nostri comportamenti.

  3. Ho l’impressione che saranno in tanti a trovare il modo di aggirare le regole, nonostante il dpcm, nonostante la situazione che stiamo vivendo. Immagino festini di amici e parenti che si riuniscono e si ospitano reciprocamente nei giorni in cui non è consentito spostarsi tra comuni. E la gente si riunisce lo stesso. Saremo davvero pochi ad evitare rimpatriate e assembramenti

  4. Certo, ora si solleva il problema di discriminazioni tra Comuni. Ci mancava questo. Sentite, per me il problema non si pone proprio. Anche io vivo in un piccolo Comune in cui non c’è nulla a parte i servizi necessari e qualche bar in cui di solito ci ritroviamo con gli amici del paese. Siamo in una zona di montagna e arrivare in città è abbastanza complicato. Ora, per fortuna siamo tutti lì e potremo vederci, ma eviteremo le nostre solite tavolate anche se stiamo nello stesso comune.

  5. Io abito in una grande città, invece, e nonostante l’opportunità di andare in giro e ritrovarmi come ogni anno con amici e parenti, per quest’anno abbiamo pensato lo stesso di evitare feste e di salutarci magari durante i momenti dedicati alle compere al supermercato. Alla fine, lo spirito del Natale è riscoprirsi vicini e uniti nonostante tutto. Quest’anno, questo tutto è la pandemia, Allora, non ci riuniremo attorno ad una tavola, ma potremo vederci all’esterno durante gli acquisti. L’altruismo è anche questo. Desiderare il benessere dei tuoi cari. Per questa ragione, eviteremo pranzi e cene a casa. E poi, sinceramente, non ho tutta questa voglia di rimanere ancora a casa dopo quest’anno, quindi, ci si saluta gomito a gomito (o, meglio, come diceva l’Oms con la mano sul cuore) all’aperto

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