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Riciclaggio denaro sporco: come funziona?

9 Dicembre 2020 | Autore:
Riciclaggio denaro sporco: come funziona?

Come si nascondono i proventi illeciti di un delitto? Metodi più comuni per riciclare i soldi che derivano da un’attività criminosa.

Non tutti i crimini presuppongono l’uso delle armi e, più in generale, della violenza. Esistono reati gravissimi che possono essere commessi semplicemente con un’operazione bancaria, la firma su un assegno o un altro gesto molto comune. Tra questi delitti c’è sicuramente quello di riciclaggio, il quale consiste nell’ostacolare l’identificazione della provenienza del denaro o di altri beni mobili rispetto al reato di cui sono il frutto. Come funziona il riciclaggio di denaro sporco?

Per comprendere questo aspetto dobbiamo innanzitutto chiarire, in maniera più dettagliata, cos’è e in cosa consiste il riciclaggio. Sin da subito, però, possiamo dire che per denaro sporco si intendono i proventi di un’attività illecita. Il riciclaggio serve appunto ad impedire che l’autorità giudiziaria possa rintracciare questi proventi, individuati i quali si potrebbe facilmente risalire alla loro origine delittuosa, con tanto di conseguenza penale. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme come funziona il riciclaggio di denaro sporco.

Riciclaggio: cos’è?

Il riciclaggio è un reato che consiste nell’ostacolare l’identificazione dell’origine illecita di beni mobili (compreso il denaro, ovviamente).

Per la precisione, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da 5mila a 25mila euro chi:

  • sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto non colposo;
  • compie in relazione a tali beni altre operazioni, in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa [1].

In pratica, il reato di riciclaggio serve a contrastare l’impiego di denaro e capitali di provenienza illecita: e, infatti, perché si possa parlare di riciclaggio, è necessario che il denaro (o gli altri beni) siano il frutto di un delitto doloso, cioè di un crimine.

Denaro sporco: cos’è?

Viene comunemente definito denaro sporco quello ottenuto dalla commissione di un delitto. In pratica, il denaro sporco rappresenta il profitto o il frutto di un reato.

Denaro sporco è, ad esempio, quello ricavato da una rapina, da una truffa, da un furto, dal peculato, dall’appropriazione indebita, ecc.

Riciclaggio: chi può commetterlo?

Bisogna prestare attenzione a un aspetto particolare del reato di riciclaggio. Il riciclaggio non è commesso da chi si è “guadagnato” il denaro sporco, ma da chi riceve quel denaro senza aver concorso nel reato da cui proviene.

In altre parole, colui che è in possesso del denaro sporco perché lo ha ricavato da un reato che egli stesso ha commesso (una truffa, un furto, ecc.) non si macchia anche di riciclaggio; il riciclaggio è commesso invece chi accetta consapevolmente quel denaro e si presta a impiegarlo per ostacolarne l’identificazione.

Insomma: il delitto di riciclaggio implica l’estraneità del suo autore al delitto dal quale il denaro (o gli altri beni da riciclare) proviene.

Denaro sporco: come funziona il riciclaggio?

Il riciclaggio di denaro sporco può essere attuato mediante molteplici condotte diverse.

Facciamo qualche esempio.

Tizio decide di investire i soldi ottenuti da numerose truffe acquistando immobili. Chi accetta quel denaro sporco rischia di incorrere nel reato di riciclaggio, in quanto impedisce che i soldi possano essere rintracciati e identificati quale provento delle rapine.

Classico esempio di riciclaggio è quello che si configura allorquando delle somme di denaro (frutto, ovviamente, di delitti) vengono trasferiti sul conto bancario o postale di un terzo il quale, a sua volta, si impegna a ritrasferirne una parte sul conto di altro soggetto ancora.

Sussiste il reato di riciclaggio nello smontaggio e successiva vendita dei singoli pezzi di un’autovettura di provenienza delittuosa (furto), in ragione dell’idoneità dell’indicata condotta ad ottenere l’occultamento della provenienza del bene [2].

La sostituzione o la modifica della targa di un’auto rubata configura il reato di riciclaggio [3].

Insomma: tutto ciò che consente di nascondere o “camuffare” il denaro sporco rendendo i proventi illegali inseribili nell’economia legale, costituisce riciclaggio.

Riciclaggio di denaro sporco: metodi comuni

Nel precedente paragrafo, abbiamo visto in quali casi si può incorrere nel reato di riciclaggio. In pratica, tutto ciò che serve a impedire l’identificazione del denaro sporco costituisce riciclaggio.

Di seguito, alcuni metodi spesso utilizzati per attuare il riciclaggio e rendere irreperibili i proventi illeciti:

  • deposito in contanti presso banche o poste e successivi bonifici presso altri conti;
  • gioco d’azzardo. I casinò, le corse ai cavalli e le lotterie sono mezzi per legalizzare i proventi illegali. L’acquisto di biglietti avviene con denaro sporco mentre nei casinò è possibile sostituire, dopo l’acquisto di chip, il rimanente con soldi puliti oppure richiedere un assegno da inviare ad una banca di provenienza lecita;
  • acquisto di polizze assicurative o di altri titoli;
  • acquisto di un’attività commerciale in cui investire il danaro sporco per poi ricavare guadagni leciti.

note

[1] Art. 648-bis cod. pen.

[2] Cass. sent. n. 15092 del 13.04.2007.

[3] Cass. sent. n. 27867/2019.

Autore immagine: canva.com/


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2 Commenti

  1. e l’evasione fiscale? quando un socio/amministratore si prende prima i soldi della società poi ce li versa come finanziamento soci e quindi quello che era fatturato poi non lo è più e le tasse non si pagano.

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