Service tax: così funziona Iuc, Tasi e Tari

6 gennaio 2014


Service tax: così funziona Iuc, Tasi e Tari

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 gennaio 2014



Base imponibile e modalità di pagamento dell’imposta sui servizi indivisibili: da Confedilizia il vademecum sulla nuova imposta municipale.

Da quest’anno i Comuni applicheranno le nuove imposte sulla casa. Al posto di Ici, Imu e Tarsu diremo Iuc, Tasi e Tari.

Dal primo gennaio, infatti, entra in vigore l’imposta unica comunale (IUC) o anche detta “Service Tax” che racchiude in sé tutte le seguenti imposte:

– la vecchia IMU, per la quale diventa definitiva l’esenzione per le case di abitazione

– la Tari

– la Tasi.

Vediamo come funzionano.

La Iuc (Imposta Unica Comunale) è composta da tre tributi.

1) La prima (che ha una componente patrimoniale) è la vecchia Imu ed è quindi dovuta da chi possiede immobili. Resta esclusa per le abitazioni principali (tranne quelle di lusso).

2) La seconda si articola a sua volta in altri due tributi:

a) Tasi: ossia il tributo per i servizi indivisibili offerti dal Comune, come ad esempio la manutenzione e l’illuminazione delle strade. È a carico sia del possessore sia dell’utilizzatore dell’immobile;

b) Tari: ossia la tassa sui rifiuti relativa al servizio di raccolta e smaltimento. È a carico dell’utilizzatore dell’immobile.

IMU

Chi deve pagare

Dovranno pagare l’Imu i proprietari di immobili o i titolari di usufrutto, uso, abitazione,enfiteusi, superficie.

Rimane invariata rispetto al precedente sistema e gode delle stesse esenzioni per i proprietari di prima casa.

Immobili interessati

Gli immobili interessati sono: fabbricati, terreni, aree fabbricabili, a qualsiasi uso destinati, compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l’attività dell’impresa.

L’imposta non si applica al possesso dell’abitazione principale e relative pertinenze (queste ultime solo se appartenenti alle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un’unità per ciascuna delle categorie indicate, anche se iscritte al catasto unitamente all’unità ad uso abitativo).

Il versamento del tributo risulta invece necessario per gli immobili classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, vale a dire abitazioni signorili, ville e palazzi di pregio.

Base imponibile

La base imponibile del tributo è data dalla rendita catastale dell’immobile, rivalutata del 5 per cento e moltiplicata per indici che cambiano a seconda della natura del cespite. Si tratta in particolare di:

160 per i fabbricati del gruppo catastale A (esclusi gli A/10) e delle categorie catastali C/2, C/6 e C/7; 140 per i fabbricati del gruppo catastale B e delle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;

80 per i fabbricati della categoria catastale A/10 e D/5; 65 per i fabbricati del gruppo catastale D (esclusi i D/5);

55 per i fabbricati della categoria catastale C/1.

 

Aliquota

L’aliquota di base è 7,6 per mille, che i Comuni possono aumentare o diminuire fino a 0,3 punti percentuali; la riduzione può arrivare fino al 4 per mille per gli immobili locati.

Per l’abitazione principale e relative pertinenze l’aliquota è 4 per mille, che le amministrazioni possono aumentare o diminuire sino a 0,2 punti percentuali; la detrazione prevista risulta pari a 200 euro.

I Comuni possono elevare la detrazione, fino a concorrenza dell’imposta dovuta.

Le aliquote anno applicate alla stessa base imponibile utilizzata per l’IMU.

Saranno i Comuni a deciderle, entro però questi limiti:

– aliquota base all’1 per mille e aliquota massima al 3,3 per mille (per il 2014).

– la somma delle aliquote Tasi e Imu per ciascuna tipologia di immobile non deve essere superiore all’aliquota massima IMU consentita dalla legge statale alla fine del 2013. A questo principio un recente decreto (dl 16/2014) ha aggiunto che tali soglie massime possono essere superate dai comuni per lo 0,8 per mille totale, distribuito come meglio credono.

Ne consegue che, per il 2014, sugli edifici residenziali:

– ferme le altre soglie, la soglia massima Tasi+Imu per le seconde case può arrivare fino all’11,40 per mille (senza addizionale al 10,60 per mille);

– ferme le altre soglie, la soglia massima Tasi+Imu per le case di abitazione di lusso, castelli, etc. (categorie catastali A1,A8 e A9) può arrivare fino al 6,8 per mille (senza addizionale al 6 per mille);

– ferme le altre soglie, la soglia massima Tasi+Imu per le case di abitazione diverse da quelle sopra (ed esenti IMU) può arrivare fino al 3,3 per mille (senza addizionale al 2,5 per mille).

Fermo quanto sopra, si capisce quante siano le combinazioni ottenibili distribuendo l’addizionale dello 0,8 per mille tra le varie categorie di immobili.

Quando e come si versa il tributo?

L’imposta andrà pagata in due rate di pari importo, il 16 giugno e il 16 dicembre, oppure in una sola soluzione nella prima data; il versamento può essere eseguito con modello F24 o con bollettino postale.

TASI

Essa sostituisce, a partire dal 2014, la maggiorazione Tares, che ugualmente copriva, abbinata alla tassa sui rifiuti, i servizi indivisibili comunali (illuminazione pubblica, pulizia strade, etc.).

La paga l’occupante, ma se questi non è proprietario (o usufruttuario o titolare di altro diritto reale) la sua quota è parziale, nella misura decisa dal Comune tra il 10% e il 30% del dovuto (il resto lo paga il proprietario).

Dovrà pagare la Tasi, dunque, chi possiede o detiene a qualsiasi titolo fabbricati, compresa l’abitazione principale come definita ai fini Imu, aree scoperte o edificabili, a qualsiasi uso adibiti, con esclusione delle aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali imponibili, non operative, e delle aree comuni condominiali che non sono detenute o occupate in via esclusiva e i locali sono occupati da un soggetto diverso dal titolare del diritto reale sull’unità immobiliare.

 

L’aliquota di base è all’1 per mille e il Comune può ridurla a zero o intervenire diversamente, rispettando però un vincolo.

La somma delle aliquote Tasi e Imu per ogni tipo di immobile non può superare il 10,6 per mille e ad altre minori aliquote, in relazione alle diverse tipologie di cespite; per il 2014 l’aliquota massima non può eccedere il 2,5 per mille.

Chi occupa l’immobile versa una quota della Tasi compresa fra il 10 e il 30 per cento dell’ammontare complessivo, nella misura stabilita dal Comune. Che decide anche sui pagamenti: pure in questo caso è consentito il versamento in un’unica soluzione il 16 giugno.

TARI

È la tassa sui rifiuti e va a sostituire, dal 2014, la Tares (attivata per il solo 2013), la Tarsu e la Tia.

La deve pagare non il proprietario dell’immobile, ma colui che lo occupa a qualsiasi titolo (per es. locatario, usufruttuario, ecc.).

Come la Tasi, dunque, la Tari deve essere pagata da chi possiede o detiene a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani, con esclusione delle aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, non operative, e delle aree comuni condominiali che non sono detenute o occupate in via esclusiva.

Le modalità di versamento sono analoghe a quelle dalla Tasi.

Quanto si pagherà?

A stabilirlo saranno i regolamenti comunali (da emanarsi entro fine aprile 2014 e che dettaglieranno anche i tempi e le modalità). La legge statale, però, fissa le regole generali.

Per l’IMU le regole sono ferme: la prima rata (del 16/6/2014) dovrà essere calcolata con le aliquote comunali previste per il 2013 e la seconda (del 16/12/2014) dovrà invece essere calcolata – a conguaglio sulla base di tutto l’anno 2014 – con le aliquote nel frattempo deliberate dal Comune per il 2014 (e pubblicate sul sito del Min.economia www.finanze.it entro il 28/10/2014).

Per la TARI saranno i Comuni a determinare le tariffe utilizzando all’incirca gli stessi criteri  della Tares, Tarsu e Tia. Entro giugno 2014, comunque, dovrebbero arrivare i nuovi metodi per il calcolo. L’ente locale stabilirà le modalità e le rate (non meno di due semestrali).

Stesso discorso vale per la TASI per la quale le scadenze di pagamento sono liberamente fissate dai Comuni, sempre con almeno due rate con cadenza semestrale, anche differenziate rispetto alla Tari.

note

Autore immagine: 123rf.com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI