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Infortunio nell’ora di educazione fisica: ultime sentenze

9 Dicembre 2020
Infortunio nell’ora di educazione fisica: ultime sentenze

Risarcimento del danno a carico della scuola e del ministero dell’Istruzione per autolesioni e danno provocato da altro alunno.

Il tema delle lesioni durante l’ora di educazione fisica tiene banco nelle aule di tribunale. La giurisprudenza ha diviso le due ipotesi delle «autolesioni» – quelle cioè provocate dall’alunno a sé stesso durante una manovra sportiva inadeguata (ad esempio, una caduta durante una corsa) – e delle lesioni determinate dalla condotta di un altro alunno (si pensi a una gomitata durante una partita a calcetto o una spinta).

Ecco le ultime sentenze in tema di infortunio nell’ora di educazione fisica.

Grava sul Ministero l’onere della prova per l’attività svolta dal docente

In tema di infortunio scolastico, ai sensi dell’art. 1218 c.c. sugli attori gravava l’onere di allegare il fatto e il nesso causale, mentre sul convenuto la prova di avere correttamente adempiuto agli obblighi di vigilanza e controllo sugli alunni durante il tempo di affidamento degli stessi alla scuola. Si tratta di una presunzione di responsabilità che non ha carattere assoluto, caratterizzata da una inversione dell’onere della prova che grava sul Ministero per l’attività svolta dal docente. 

Cassazione civile sez. III, 20/04/2020, n.7951

Danno da autolesione durante l’orario scolastico: natura contrattuale e riparto dell’onere probatorio

Ai fini della configurazione della responsabilità dell’insegnante per l’infortunio procurato dall’alunno a se stesso, è sufficiente che i genitori del minore provino che l’evento nefasto si sia verificato durante l’orario scolastico; è poi onere del Ministero provare che lo stesso si sia verificato per causa non imputabile né alla scuola, né all’insegnante.

Corte appello Bari sez. III, 06/02/2020, n.279

Infortunio durante la ricreazione scolastica, responsabilità dell’insegnante e dell’istituto ed onere probatorio

Nell’ipotesi di danno cagionato a minorenne in contesto scolastico, quando ricorre l’ipotesi di danno arrecato dal minore a se stesso trattasi di responsabilità contrattuale. Diversamente, quando il danno è patito dal minore per fatto altrui, l’istituto di riferimento è quello della responsabilità aquiliana ed in particolare l’art. 2048 c.c. che configura una speciale ipotesi di responsabilità indiretta per fatto altrui.

In sostanza, nel caso di danno cagionato dall’alunno a se stesso, la responsabilità dell’istituto scolastico e dell’insegnante non ha natura extracontrattuale, bensì contrattuale, atteso che – quanto all’istituto scolastico – l’accoglimento della domanda di iscrizione, con la conseguente ammissione dell’allievo alla scuola, determina l’instaurazione di un vincolo negoziale, dal quale sorge a carico dell’istituto l’obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni, anche al fine di evitare che l’allievo procuri danno a se stesso; e che – quanto al precettore dipendente dell’istituto scolastico – tra insegnante e allievo si instaura, per contatto sociale, un rapporto giuridico, nell’ambito del quale l’insegnante assume, nel quadro del complessivo obbligo di istruire ed educare, anche uno specifico obbligo di protezione e vigilanza, onde evitare che l’allievo si procuri da solo un danno alla persona. Ne deriva che, nelle controversie instaurate per il risarcimento del danno da autolesione nei confronti dell’istituto scolastico e dell’insegnante, è applicabile il regime probatorio desumibile dall’art. 1218 c.c., sicché, mentre l’attore deve provare che il danno si è verificato nel corso dello svolgimento del rapporto, sull’altra parte incombe l’onere di dimostrare che l’evento dannoso è stato determinato da causa non imputabile né alla scuola né all’insegnante.

Tribunale Bolzano sez. II, 20/09/2019, n.838

Il docente e l’istituto sono responsabili del danno subito dall’alunno a seguito di infortunio durante l’ora di educazione fisica

Sussiste la responsabilità del docente e dell’istituto scolastico in relazione al danno subito dall’alunno nel corso dello svolgimento di una lezione di educazione fisica, in conseguenza di una caduta durante la corsa ad ostacoli, alla presenza dello stesso insegnante, qualora emerga che detta corsa sia stata nell’occasione praticata per la prima volta dall’intera classe e che gli ostacoli non siano stati posizionati in maniera prudente.

Il docente, invero, prima dello svolgimento della prova (che nella specie pure illustrava le modalità di svolgimento dell’esercizio e lo eseguiva personalmente) è tenuto a sincerarsi che ciascun singolo allievo abbia bene inteso le modalità di svolgimento dell’esercizio prima ancora che ognuno di loro dia inizio alla propria prestazione.

Tribunale Salerno sez. I, 29/01/2019, n.369

Infortunio durante l’orario scolastico: riparto dell’onere probatorio tra scuola e studente.

Nel caso di danno cagionato dall’alunno a se stesso, la responsabilità dell’istituto scolastico e dell’insegnante non ha natura extracontrattuale, bensì contrattuale, atteso che – quanto all’istituto scolastico – l’accoglimento della domanda di iscrizione, con la conseguente ammissione dell’allievo alla scuola, determina l’instaurazione di un vincolo negoziale, dal quale sorge a carico dell’istituto l’obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica, anche al fine di evitare che l’allievo procuri danno a se stesso; e che – quanto al precettore dipendente dell’istituto scolastico – tra insegnante e allievo si instaura, per contatto sociale, un rapporto giuridico, nell’ambito del quale l’insegnante assume, nel quadro del complessivo obbligo di istruire ed educare, anche uno specifico obbligo di protezione e vigilanza, onde evitare che l’allievo si procuri da solo un danno alla persona. Ne deriva che, nelle suddette controversie, è applicabile il regime probatorio desumibile dall’art. 1218 cod. civ., sicché, mentre l’attore deve provare che il danno si è verificato nel corso dello svolgimento del rapporto, sull’altra parte incombe l’onere di dimostrare che l’evento dannoso è stato determinato da causa non imputabile né alla scuola né all’insegnante.

Tribunale Catania sez. III, 02/01/2019, n.483

Infortunio sportivo durante l’orario scolastico: riparto dell’onere probatorio tra scuola e studente ferito

In materia di risarcimento danni per responsabilità civile conseguente ad un infortunio sportivo subito da uno studente all’interno della struttura scolastica durante le ore di educazione fisica, incombe sullo studente l’onere della prova dell’illecito commesso da altro studente, quale fatto costitutivo della sua pretesa, mentre è a carico della scuola la prova del fatto impeditivo, cioè l’inevitabilità del danno nonostante la predisposizione di tutte le cautele idonee a evitare il fatto.

Cassazione civile sez. VI, 05/06/2018, n.14355

La responsabilità dell’accidentale caduta dell’insegnante, causata dall’urto con un alunno, non esonera il Ministero -datore dall’inadempimento agli obblighi di tutela sul lavoro.

Essendo pacifica la circostanza relativa alle modalità di verificazione dell’evento quanto al fatto che in orario prossimo alla ripresa delle lezioni, l’insegnante venne investita nei corridoi da un alunno in corsa così cadendo a terra e procurandosi le lesioni descritte in ricorso, non può invocarsi per ciò solo l’esistenza di una sorta di rischio professionale, connesso al contatto con gli alunni minorenni nell’ambiente scolastico e nell’espletamento dell’incarico, esonerando il Ministero datore di lavoro dagli obblighi di prevenzione stabiliti dalla legge. Anche se la condotta della medesima fosse qualificabile, per ipotesi, come inadempimento colpevole, ciò non varrebbe comunque né ad interrompere il nesso di causalità fra l’infortunio e la violazione dell’art. 2087 c.c. da parte del datore di lavoro né ad esimere il Ministero dalla sua responsabilità per l’accaduto.

Corte appello Roma sez. lav., 30/01/2018, n.113

Autolesioni dell’alunno: c’è responsabilità dell’insegnante per violazione del dovere di vigilanza

In tema di responsabilità dell’insegnante per un infortunio scolastico, è necessario qualificare la domanda ai sensi dell’art. 1218 c.c., qualora l’attore evidenzi la responsabilità dell’insegnante in ordine ad autolesioni, ovvero a lesioni non provocate dal fatto illecito di un terzo, essendo, in tal caso, in discussione la culpa in vigilando dell’insegnante per il fatto commesso su sé stesso dall’allievo.

Tribunale L’Aquila, 30/08/2016, n.764

Responsabilità degli insegnanti 

L’accertamento della responsabilità dell’istituto scolastico per i danni alla persona riportati da un allievo all’interno dell’istituto presuppone la prova del fatto, ovvero del verificarsi del fatto dannoso, e del nesso causale tra esso e il soggetto responsabile, ovvero che l’infortunio si sia verificato all’interno dell’edificio scolastico, durante l’orario scolastico, ovvero quando il minore era sotto la responsabilità dell’istituto e degli insegnanti.

L’accertamento della precisa dinamica del fatto, ovvero del luogo esatto in cui esso si è verificato e delle modalità dell’accaduto, può consentire all’istituto di fornire la prova liberatoria, ipotizzabile qualora il danno sia derivato da un gesto inconsulto dell’alunno o di altro alunno, non prevedibile né evitabile neppure a mezzo della presenza costante e attenta di un insegnane o del personale scolastico (nella specie, la dinamica precisa non era stata accertata; ne consegue che, essendo stati accertati i primi due presupposti, fondanti la responsabilità dell’istituto, e non avendo lo stesso fornito la prova liberatoria, correttamente il Ministero era stato condannato a risarcire il danno alla minore).

Cassazione civile sez. VI, 12/10/2015, n.20475

Presupposto della responsabilità dell’insegnante per il danno subito dall’allievo, nonché fondamento del dovere di vigilanza sul medesimo, è la circostanza che costui gli sia stato affidato, sicché chi agisce per ottenere il risarcimento deve dimostrare che l’evento dannoso si è verificato nel tempo in cui l’alunno era sottoposto alla vigilanza dell’insegnante, restando indifferente che venga invocata la responsabilità contrattuale per negligente adempimento dell’obbligo di sorveglianza o la responsabilità extracontrattuale per omissione delle cautele necessarie – suggerite dall’ordinaria prudenza, in relazione alle specifiche circostanze di tempo e di luogo – affinché, fosse salvaguardata l’incolumità dei discenti minori. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso la responsabilità dell’istituto scolastico con riguardo all’infortunio subìto da una minore dopo l’uscita di scuola, allorché, mentre era seduta sul parapetto della scala dell’edificio scolastico, era caduta all’indietro, in seguito alla spinta di un compagno).

Cassazione civile sez. VI, 16/02/2015, n.3081

Se l’alunno diventa maggiorenne

Il ricorso per cassazione proposto dai genitori quali esercenti la potestà sul figlio, quando lo stesso sia già divenuto maggiorenne, con riguardo a giudizio per i danni da questo subiti in un infortunio scolastico, rimanendo inammissibile in relazione a tale qualità, può tuttavia ritenersi proposto dai genitori anche in proprio, ove quella specificazione risulti frutto di errore materiale, desumibile, nella specie, dalla partecipazione in proprio dei medesimi genitori ai precedenti gradi del processo, nonché dal contenuto sostanziale della pretesa risarcitoria azionata, senza che possa intendersi come rinuncia alla domanda in proprio sin dall’inizio formulata nemmeno la circostanza che la procura speciale per la fase di legittimità sia stata conferita nella sola medesima qualità di genitori.

Cassazione civile sez. un., 23/09/2013, n.21670



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5 Commenti

  1. Se mando mio figlio a scuola, pretendo che sia sotto l’occhio vigile del personale docente. Non è ammissibile che un bambino/ragazzo si faccia male quando si trova sotto la sua vigilanza. Certi professori, piuttosto che andarsi a fumare la sigaretta quando i ragazzi giocano, dovrebbero monitorare gli studenti evitando che possano incappare in certi disagi e in certi infortuni

  2. Ho scoperto che mio figlio, durante l’ora di educazione fisica, quando i ragazzi giocavano, veniva preso di mira e insultato sia dal docente che dagli altri studenti. Questo causava in lui un profondo senso disagio e creava una certa difficoltà a relazionarsi con gli altri. Poi, per un periodo, non voleva andare a scuola. L’ho convinto a spiegarmi le ragioni, dopodiché ne ho parlato al preside ed abbiamo preso dei provvedimenti. Ho voluto evitare denunce ecc per non sottoporre mio figlio ad altro stress, però credo sia necessario intervenire e parlare sempre con i propri figli anche per capire certe situazioni. Anche se non c’è un infortunio fisico, il malessere psicologico non è da sottovalutare

  3. Accade spesso che nell’ora di educazione fisica qualche alunno possa farsi male a causa di una pallonata e di una distorsione alla mano, ma non per questo tutti chiamano ai danni l’insegnate o la scuola. Quante volte mi sarà capitato ed alla fine ho risolto in poco tempo con un po’ di ghiaccio e pomata

  4. Salve. Mio figlio si è infortunato a scuola. Ovviamente, la maestra era distratta dai social e guardava il telefonino anziché prestare attenzione ai bambini. Ora, vorrei capire come devo regolarmi e come possiamo avere il risarcimento del danno. Attendo un vostro chiarimento, grazie mille.

    1. Se il bambino si fa male durante l’orario scolastico, la responsabilità ricade sull’insegnante e sulla scuola. I genitori possono chiedere il risarcimento all’istituto scolastico per violazione dell’obbligo di vigilanza e custodia. Per ottenere il risarcimento è necessario dimostrare: il fatto storico: ossia l’accadimento; il danno all’integrità fisica: cioè che il bambino si è fatto male (ad esempio, ha riportato un taglio alla testa, una slogatura, una frattura del braccio, ecc.);  il nesso causale: ossia che il danno sia stato determinato dalla mancanza di vigilanza da parte della scuola; che l’evento si è verificato a scuola. La scuola non pagherà il risarcimento se riuscirà a dimostrare che: il danno si è verificato a causa di un evento imprevedibile ed inevitabile. Pensa, ad esempio, ad un bambino che durante l’ora di lezione tira un vocabolario in testa al compagno di banco provocandogli un occhio nero; di aver adottato tutte le misure necessarie a garantire la massima sicurezza dei propri studenti.

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