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Come viene pagata la Naspi?

8 Marzo 2021
Come viene pagata la Naspi?

Il lavoratore che perde il lavoro e fa domanda di disoccupazione deve indicare la modalità con cui vuole ricevere l’assegno mensile.

Hai ricevuto una lettera di licenziamento ed hai perso il lavoro. Stai per inoltrare all’Inps la domanda di fruizione dell’indennità di disoccupazione. Ti chiedi se puoi scegliere con quale modalità di pagamento ricevere l’indennità mensile.

La Naspi, introdotta dal Jobs Act, ha preso il posto della vecchia indennità di disoccupazione per tutti gli eventi di disoccupazione involontaria che si sono verificati a partire dal primo maggio 2015. Si tratta di un assegno mensile che viene erogato ai disoccupati che hanno perso il lavoro contro la loro volontà.

Ma come richiedere la Naspi? Come viene pagata la Naspi? Il lavoratore può decidere, nella domanda di richiesta del beneficio, le modalità di pagamento della somma mensile.

Che cos’è la Naspi?

Naspi è l’acronimo di “Nuova assicurazione sociale per l’impiego”. Si tratta di una prestazione economica che viene erogata mensilmente dall’Inps ai lavoratori che hanno perso il lavoro contro la loro volontà. La Naspi ha preso il posto della vecchia indennità di disoccupazione per tutti gli eventi di perdita del lavoro che si sono verificati a partire dal primo maggio del 2015 [1].

L’indennità di disoccupazione Naspi non viene erogata automaticamente dall’Inps ai lavoratori che perdono il lavoro e che possiedono i relativi requisiti ma viene erogata solo a fronte della presentazione della relativa domanda da parte dell’interessato.

Chi ha diritto alla Naspi?

Possono presentare domanda di fruizione della Naspi i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, ivi inclusi gli apprendisti, i lavoratori dello spettacolo, i dipendenti a termine delle pubbliche amministrazioni e i soci lavoratori di cooperativa. I predetti soggetti possono ottenere l’indennità di disoccupazione se hanno perso il lavoro contro la loro volontà.

Ne deriva che la Naspi non spetta in tutte le ipotesi di cessazione del rapporto di lavoro ma solo se il lavoratore è stato licenziato, oppure si è dimesso per giusta causa, oppure ha concluso il contratto di lavoro per effetto della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro nei casi specifici in cui la legge prevede comunque il riconoscimento della Naspi.

In linea generale, il lavoratore che si è dimesso volontariamente o che ha risolto il contratto consensualmente non ha diritto a percepire tale emolumento.

Oltre alla perdita involontaria del lavoro e alla tipologia contrattuale, la concessione della Naspi è subordinata anche ad altre condizioni. In particolare, nei confronti del beneficiario, devono risultare accreditate presso l’Inps almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione involontaria nei 4 anni che precedono la cessazione del rapporto lavorativo. Inoltre, il beneficiario deve aver svolto almeno 30 giorni di effettivo lavoro nei dodici mesi che precedono l’inizio dello stato di disoccupazione.

Naspi: quanto spetta?

L’assegno mensile erogato dall’Inps al beneficiario a titolo di Naspi è proporzionale alla retribuzione media percepita dal disoccupato nei 4 anni che precedono la cessazione del rapporto di lavoro. In particolare, l’importo della prestazione è pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni precedenti all’inizio dello stato di disoccupazione.

In ogni caso, per ogni anno, l’Inps fissa un tetto massimo erogabile mensilmente a titolo di Naspi. Il massimale Naspi 2020 è pari ad euro 1.335,40 [2]. L’erogazione della Naspi ha luogo per un numero di mesi massimo pari a 24.

Come viene pagata la Naspi?

Per quanto concerne le modalità di pagamento della Naspi, è lo stesso richiedente che deve specificare, nella domanda di Naspi, qual è la modalità di pagamento prescelta.

In particolare, la Naspi può essere pagata tramite:

  • accredito sul conto corrente;
  • accredito sulla carta prepagata;
  • accredito presso l’ufficio postale di riferimento del beneficiario.

Il disoccupato, all’atto della presentazione della domanda di Naspi, deve compilare il modello INPS SR163 nel quale viene indicata la modalità di pagamento prescelta.

Per controllare il corretto pagamento della Naspi da parte dell’Inps è possibile accedere al sito www.inps.it, effettuando il login tramite il proprio Pin dispositivo Inps, ed entrare nel proprio fascicolo previdenziale al fine di visualizzare, alla voce pagamenti, le date di accredito della Naspi.


note

[1] D. Lgs. 22/2015.

[2] Circolare Inps n. 20/2020.


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