HOME Articoli

Lo sai che? No riconvenzionale per ulteriori crediti nell’opposizione a decreto ingiuntivo da parte del creditore

Lo sai che? Pubblicato il 6 gennaio 2014

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 6 gennaio 2014

Nel giudizio di opposizione a d.i., il creditore non può chiedere in via riconvenzionale un compenso ulteriore, altrimenti cade nel divieto di formulare domande nuove riservate invece all’opponente.

Una sentenza interessante, in materia di recupero crediti, quella appena emessa dalla Cassazione [1]. Secondo la Corte, nel caso di opposizione a decreto ingiuntivo, il creditore opposto non può presentare domande riconvenzionali per chiedere un ulteriore compenso. Ciò perché, nel giudizio di cognizione relativo all’opposizione al decreto monitorio, la posizione sostanziale del creditore è quella di attore e, come noto, quest’ultimo mai potrebbe presentare domande riconvenzionali che, invece, sono riservate al convenuto. Dunque è l’opponente, in virtù della sua posizione sostanziale di convenuto, legittimato a proporre domande riconvenzionali, e non invece l’opposto.

Se il creditore, pertanto, spiega domanda riconvenzionale incorrerebbe nel divieto (rilevabile d’ufficio anche davanti alla Cassazione per la prima volta) di formulazione di domande nuove. Viene fatto salvo il caso in cui, per effetto di una riconvenzionale proposta dall’opponente, la parte opposta venga a trovarsi, a sua volta, nella posizione processuale di convenuta.

note

[1] Cass. sent. n. 51 del 3.01.2014.

Autore immagine: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI