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Come dimostrare che una raccomandata semplice è stata recapitata

9 Dicembre 2020
Come dimostrare che una raccomandata semplice è stata recapitata

Si può presumere consegnata la raccomandata semplice dalla stampa del sito del gestore che consente di tracciarla?

La ragione per cui tradizionalmente si preferisce, alla raccomandata semplice, la raccomandata con avviso di ricevimento (la cosiddetta raccomandata a.r. o, come alcuni la chiamano, la raccomandata con ricevuta di ritorno) è perché quest’ultima garantisce al mittente la prova certa del ricevimento della busta da parte del destinatario. Il postino infatti compila l’attestazione che, nel caso di Poste Italiane, ha valore di atto pubblico e non può essere sconfessata se non con un particolare – e particolarmente difficile – procedimento chiamato «querela di falso». Tale attestazione viene quindi rispedita al mittente e costituisce la “prova documentale” della consegna dell’atto, prova che questi potrà custodire per vincere eventuali contestazioni di mancato recapito.

Tutto ciò non succede con la raccomandata semplice per la quale non è previsto alcun avviso di ricevimento. Sicché, a questo punto ci si potrebbe chiedere come dimostrare che una raccomandata semplice è stata recapitata. Un problema che potrebbe sorgere in chi, ad esempio, ha optato – per risparmiare – per tale strumento rispetto alla più utilizzata raccomandata a.r.. 

Lo stesso dubbio potrebbe assalire anche chi ha scelto la raccomandata a.r. ma ha successivamente perso la cartolina con la prova della consegna. In verità, in questo secondo caso (appunto: smarrimento della cartolina con la prova dell’avvenuta consegna della raccomandata a.r.) la soluzione è molto più agevole: basta recarsi all’ufficio postale e chiedere il duplicato della cartolina stessa. Per farlo, basta compilare una nuova cartolina inserendo i dati contenuti nella velina (la ricevuta della spedizione che viene compilata dallo stesso mittente).

A spiegare come dimostrare che una raccomandata semplice è stata recapitata è la giurisprudenza della Cassazione. Proprio di recente, ed in particolare da quando si sono affacciati i moderni sistemi informatici collegati a internet, la Corte è stata chiamata a pronunciarsi sul valore di prova che potrebbe avere la stampa della videata che compare sul sito del gestore delle poste con cui viene attestata l’avvenuta consegna della busta ed a cui il mittente potrebbe collegarsi. Ecco qual è il parere dei giudici supremi in merito. 

Partiamo da una premessa. Come a tutti è noto, quando si spedisce una raccomandata semplice viene consegnata al mittente una ricevuta ove è riportato il numero della raccomandata. Collegandosi poi al sito internet del servizio postale ed inserendo il numero di tale raccomandata è possibile controllarne lo stato e verificare se la stessa è ancora in transito oppure è arrivata a destinazione.

Ammettendo che il sito del gestore postale riporti la notizia dell’avvenuta consegna della busta, è possibile stampare tale schermata per dimostrare che la raccomandata semplice è stata consegnata? La risposta, secondo la Cassazione, è affermativa.

In particolare, se anche la stampa a video non è equiparabile, come forza, all’attestazione riportata sulla cartolina con l’avviso di ricevimento (che, come abbiamo detto, ha valore di atto pubblico e fa fede fino a querela di falso), essa comunque assume un valore indiziario. 

In particolare, la Corte dice che «le risultanze del sito internet del gestore del servizio postale in ordine all’esito della spedizione di una lettera raccomandata semplice (senza avviso di ricevimento) costituiscono certamente quanto meno un ulteriore elemento di prova indiziaria sull’esito della spedizione della raccomandata, elemento ulteriore, che rafforza la presunzione della consegna dell’atto regolarmente spedito in raccomandazione al destinatario e della sua conoscenza».

Risultato: è possibile in questo modo vincere la contestazione della controparte sul mancato ricevimento della raccomandata semplice.


note

[1] Cass. ord. n. 17810/20.

Autore immagine: depositphotos.com


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