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Covid: valanga di firme di Vip contro il Governo

9 Dicembre 2020
Covid: valanga di firme di Vip contro il Governo

Molti intellettuali tra i quasi ventimila che hanno sottoscritto la petizione che attacca l’Esecutivo, rinfacciando il tradimento della loro fiducia.

Si intitola «Covid-19 – Ci eravamo fidati». Il prosieguo sembra essere: «E avevamo fatto male». Non è in effetti in questi termini e con questa sintesi che il concetto viene espresso, ma il significato di una petizione contro il Governo, fresca di pubblicazione, è comunque questo.

Lanciata sulla piattaforma Change.org nove giorni fa, ha già quasi raggiunto le ventimila firme. Tra i sottoscrittori, molti nomi noti: da Ferruccio De Bortoli a Marco Taradash, da Giovanni Orsina a Mario Adinolfi. Intellettuali tra i primi firmatari e non, per recriminare alla presidenza del Consiglio dei ministri, cui la petizione è indirizzata, una lunga serie di mancanze nella gestione della pandemia.

La fiducia, inizia la lettera, nasceva dalla constatazione delle oggettive difficoltà di una situazione inedita. Poi, però, la fiducia è finita. «Tutti conosciamo la realtà – prosegue la petizione -: l’inefficienza, la disorganizzazione, i malati respinti dagli ospedali, la carenza di informazioni e assistenza». Vip e non mettono in fila tutti i comportamenti che impediscono loro di continuare a sostenere il Governo in questa sfida.

«Abbiamo scoperto che non avete mantenuto le promesse del vaccino antinfluenzale, neanche per le persone più a rischio – è scritto nel testo della raccolta firme -; che avevate vietato di svolgere le autopsie sui defunti, contro ogni logica scientifica; che le terapie intensive non erano affatto raddoppiate come invece il presidente del Consiglio annunciava in tv; che i tamponi erano pochi e le persone costrette a fare ore di coda e ai privati, intanto, in molte regioni si proibiva di eseguirli; che Immuni era inutile, anche perché nessuno caricava i dati dei positivi da segnalare con l’app; che spesso non si trovava nessuno a cui rivolgersi, che i numeri verdi erano muti, i medici di famiglia o subissati o assenti; che il tracciamento è stato abbandonato; che l’Italia ha riconosciuto all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) di non aver seguito il Piano pandemico nazionale perché vecchio di 15 anni».

Gli intellettuali rimproverano all’Esecutivo anche di aver perso tempo, tra la prima e la seconda ondata di Covid, tra Stati Generali, autostrade e banchi a rotelle. Adesso, annunciano, l’atteggiamento dell’opinione pubblica, o di almeno un pezzo di essa, è cambiato.

«Stavolta non canteremo dai balconi, né esporremo bandiere – proseguono i firmatari -. Siamo diventati esigenti e diffidenti. Non ci lasceremo distrarre da promesse di riforma fiscale, rinnovamento della pubblica amministrazione, trasformazione digitale e libri dei sogni da Stati Generali… Pretendiamo che vi concentriate sulla pandemia».

I sottoscrittori della petizione chiedono al Governo trasparenza su tutti gli atti che riguardano l’emergenza sanitaria. Chiarezza non solo dei dati, che vorrebbero fossero aperti e messi a disposizione di chiunque voglia leggerli, ma anche sul prosieguo della gestione dell’epidemia.

«Dopo la tragica farsa del vaccino anti-influenzale – concludono -, vogliamo conoscere in anticipo e in dettaglio il piano sul vaccino anti-Covid. Approvvigionamento, distribuzione e somministrazione; come gestire la logistica e le difficoltà tecniche della distribuzione; i nomi dei responsabili, le scelte sulle priorità nella somministrazione, consentendo a ciascun cittadino di conoscere e monitorare tutto in tempo reale».



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1 Commento

  1. Mi meraviglia che tra i firmatari di questa petizione ci fosse anche De Bartolini. Avevo un concetto diverso su di Lui : ma ora mi devo ricredere !

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