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Cassa Integrazione: cos’è e quanto dura

10 Dicembre 2020
Cassa Integrazione: cos’è e quanto dura

Quando un’impresa affronta un periodo temporaneo di crisi può richiedere l’erogazione degli ammortizzatori sociali allo Stato.

Sei un lavoratore subordinato. L’azienda per cui lavori sta attraversando un periodo di crisi e ti ha comunicato che verrai messo in cassa integrazione per un determinato periodo di tempo. Vuoi sapere che cosa significa e per quanto tempo resterà sospeso il tuo rapporto di lavoro.

Le vicende economiche delle singole aziende possono avere anche un forte impatto sociale. Se, ad esempio, a causa di una crisi di mercato, un’azienda si trova costretta a ridurre i propri volumi produttivi c’è il rischio che possa anche adottare una riduzione del personale, con conseguenti costi dal punto di vista sociale. Per questo, le aziende che si trovano in un momentaneo periodo di crisi, possono chiedere l’erogazione della cassa integrazione.

Ma cos’è questo ammortizzatore sociale? Quanto dura la cassa integrazione? La durata massima complessiva dei trattamenti di integrazione salariale dipende dallo specifico strumento che è stato attivato dall’impresa. Ma andiamo per ordine.

Che cos’è la cassa integrazione?

La cassa integrazione guadagni è il principale strumento del nostro sistema di ammortizzatori sociali. Si tratta di un fondo che sostiene il reddito dei lavoratori il cui orario di lavoro viene ridotto o sospeso dal datore di lavoro a causa di un momentaneo periodo di crisi dell’impresa.

Può, infatti, accadere che l’impresa si trovi ad affrontare un periodo temporaneo di difficoltà e che debba, conseguentemente, procedere ad una sospensione o riduzione dell’orario di lavoro dei dipendenti. Per evitare che questa decisione determini un abbattimento del reddito erogato al lavoratore, la cassa integrazione interviene ad integrare il salario perso dal lavoratore a causa della sospensione o riduzione di orario.

A quanto ammonta la cassa integrazione?

L’indennità economica erogata al dipendente a titolo di cassa integrazione equivale all’80% della retribuzione persa a causa della riduzione o sospensione di orario di lavoro. In ogni caso, annualmente l’Inps pubblica, in un’apposita circolare il valore del massimale mensile di cassa integrazione, vale a dire, la somma di denaro che può essere erogata al massimo mensilmente al lavoratore a titolo di trattamento di integrazione salariale. Ne consegue che i lavoratori che hanno un livello reddituale più alto percepiranno un trattamento inferiore al 80% del reddito perso.

Per quanto concerne il 2020, i massimali mensili della cassa integrazione sono rispettivamente 939,89 euro mensili netti (998,18 euro lordi) per i lavoratori con retribuzione inferiore o uguale a 2.159,48 euro e 1.129,66 euro mensili netti (1.199,72 euro lordi) per i lavoratori con retribuzione superiore a 2.159,48 euro [1].

Quanto dura la cassa integrazione?

Nel nostro sistema di ammortizzatori sociali, non esiste un solo strumento di integrazione salariale ma ne esistono diversi. In particolare, possiamo distinguere tra:

  • cassa integrazione guadagni ordinaria (Cigo);
  • cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs);
  • contratto di solidarietà (CdS);
  • fondo di integrazione salariale (Fis).

La legge [2] prevede che, per ciascuna unità produttiva, il trattamento ordinario e quello straordinario di integrazione salariale non possono superare la durata massima complessiva di 24 mesi in un quinquennio mobile. La durata massima sale a 36 mesi in caso di contratto di solidarietà.

Una volta terminata la fruizione della cassa integrazione, l’azienda deve ripristinare l’orario di lavoro contrattuale dei propri dipendenti senza poter contare su ulteriori sussidi da parte dello Stato. Se, tuttavia, l’azienda non ha recuperato completamente i propri volumi produttivi e non può, quindi, ripristinare la forza lavoro pienamente, dovrà procedere al licenziamento del personale in esubero.

Chi paga la cassa integrazione?

La cassa integrazione viene erogata dall’Inps su richiesta del datore di lavoro che deve presentare la relativa domanda attendendosi alle norme di legge ed alla prassi degli enti.

In particolare, la cassa integrazione guadagni ordinaria e le prestazioni erogate dal Fis vengono richieste e liquidate dall’Inps. La cassa integrazione guadagni straordinaria, invece, viene autorizzata dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali e successivamente liquidata dall’Inps.

È direttamente il datore di lavoro ad anticipare il trattamento di integrazione salariale in busta paga al lavoratore, alle normali scadenze dei periodi di paga, salvo poi recuperare le somme anticipate portandole a conguaglio con i contributi previdenziali dovuti all’Inps.

In caso di particolari difficoltà relative alla liquidità dell’impresa, debitamente documentate, il datore di lavoro può richiedere all’Inps il pagamento diretto del trattamento di integrazione salariale ai lavoratori.


note

[1] Inps, Circolare n. 20/2020.

[2] Art. 4 D. Lgs. 148/2015.


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