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Il contratto di fornitura o somministrazione

8 Marzo 2021 | Autore:
Il contratto di fornitura o somministrazione

Un particolare tipo di contratto comporta che una parte eroghi prestazioni periodiche o continuative di cose a favore di un’altra, verso pagamento di un prezzo. Quali sono le sue caratteristiche e come è possibile recedere o domandarne la risoluzione.

Ti sei abbonato a una rivista di moda? Nel tuo nuovo appartamento, devi allacciare l’utenza del gas? Hai concluso un accordo con un ditta di prodotti dolciari per rifornire mensilmente il tuo bar? In tutte queste ipotesi, hai stipulato un contratto di fornitura o di somministrazione, mediante il quale una parte (somministrante) si obbliga, verso corrispettivo di un prezzo, ad eseguire a tuo favore (somministrato), prestazioni periodiche o continuative di cose [1]. Si tratta di un contratto di scambio, al pari della vendita, dalla quale si distacca in virtù della periodicità e/o ripetitività delle prestazioni di consegna a carico del somministrante.

Nella vendita, invece, lo scambio è istantaneo. Inoltre, nel contratto di fornitura o di somministrazione le varie prestazioni sono in qualche modo interconnesse tra loro [2] e la loro esecuzione si protrae nel tempo soddisfacendo i bisogni del somministrato in modo continuativo e non, invece, a fine rapporto. Tale tipo di contratto si distingue anche da quello di appalto, nel quale si configura l’obbligo di eseguire la fornitura di servizi o la realizzazione di un’opera anziché la consegna di beni.

Contratto di fornitura e contratto di somministrazione: c’è differenza?

A volte, nella pratica e in giurisprudenza, il contratto di somministrazione viene chiamato “fornitura”. La differenza consisterebbe nel fatto che in questa seconda figura l’entità della somministrazione è determinata in relazione al fabbisogno dell’avente diritto.

Lo stesso legislatore parla di fornitura in diverse norme come, ad esempio, negli articoli 1663, 1668, 1673 e 2223 del Codice civile.

In realtà, i termini «fornitura» e «somministrazione» devono considerarsi equivalenti e lo stesso legislatore li adopera in modo alternativo senza attribuire loro un significato differente.

Contratto di fornitura o di somministrazione: da cosa è caratterizzato?

Il contratto di fornitura o di somministrazione è un contratto di tipo oneroso, perché presuppone il corrispettivo di un prezzo, consensuale, in quanto si perfeziona con il solo consenso delle parti, e a tempo indeterminato in cui il fornitore/somministrante di solito è un imprenditore (si pensi alla fornitura dell’energia elettrica o dell’utenza telefonica).

Altresì, è un contratto di durata considerato che l’esecuzione delle prestazioni non è istantanea ma continua nel tempo e, quindi, le stesse possono essere:

  • periodiche, quando è previsto che trascorra un intervallo di tempo tra una prestazione e l’altra (vedi l’ipotesi dell’abbonamento ad un giornale);
  • continuative, quando sono caratterizzate dalla continuità dell’erogazione.

Nell’ambito della somministrazione, in relazione all’oggetto del contratto, si può distinguere tra:

  1. somministrazione di consumo, che si ha quando vengono consegnate cose di cui il somministrato acquista la proprietà;
  2. somministrazione d’uso, in cui al somministrante viene attribuito solo il godimento delle cose.

Il Codice civile disciplina anche l’entità della prestazione, infatti, stabilisce che in assenza di un precedente accordo la quantità si presume sulla base del normale fabbisogno dell’avente diritto e come periodo di riferimento si prende quello del perfezionamento del contratto.

Le parti, però, possono stabilire dei limiti entro i quali il somministrato può individuare la quantità desiderata [3].

Per quanto attiene all’obbligazione del somministrato, ovvero al pagamento del prezzo, può essere adempiuta:

  • al momento in cui si ricevono le singole prestazioni, se sono di tipo periodico;
  • oppure secondo scadenze d’uso, nel caso si tratti di prestazioni continuative come ad esempio nell’ipotesi delle bollette bimestrali o trimestrali delle utenze domestiche [4].

Contratto di fornitura/somministrazione: quando si può recedere?

Di solito, il contratto di fornitura o di somministrazione è a tempo indeterminato. In tal modo, ciascuna delle parti è libera di recedere in ogni momento, dando preavviso nel termine pattuito o in quello stabilito dagli usi o, in mancanza, in un termine congruo avuto riguardo alla natura della somministrazione [5].

Contratto di fornitura/somministrazione: la risoluzione

Nel caso di inadempimento di singole prestazioni di notevole importanza ciascuna parte ha diritto alla risoluzione del contratto [6].

Ad esempio, nel caso di fornitura di merci con esclusiva a favore del somministrante, il somministrato, che si sia rifornito presso altri fornitori di prodotti del medesimo tipo di quello oggetto del contratto, si è reso inadempiente e questo giustifica la controparte a risolvere il contratto. Se l’inadempimento del somministrato è di lieve entità, il somministrante può sospendere l’esecuzione della prestazione, dando un congruo preavviso [7].

In cosa consistono il patto di preferenza e la clausola di esclusiva

Il Codice civile prevede la possibilità per il somministrato di obbligarsi a stipulare un successivo contratto per lo stesso oggetto a favore del somministrante, purché la durata non ecceda il termine di cinque anni. Se è convenuto un termine maggiore, questo si riduce a cinque anni [ 8].

Se nel contratto è pattuita la clausola di esclusiva a favore del somministrante, l’altra parte non può ricevere da terzi prestazioni della stessa natura, né, salvo patto contrario, può provvedere con mezzi propri alla produzione delle cose che formano oggetto del contratto [9].

Se l’esclusiva è compiuta in favore del somministrato, sarà il somministrante a non potere eseguire la sua prestazione nella zona per cui l’esclusiva è concessa [10].


note

[1] Art. 1159 cod. civ.

[2] Cass. Civ. sent. n. 15189/2011.

[3] Art. 1560 cod. civ.

[4] Art. 1562 cod. civ.

[5] Art. 1569 cod. civ.

[6] Art. 1564 cod. civ.

[7] Art. 1565 cod. civ.

[8] Art. 1566 cod. civ.

[9] Art. 1567 cod. civ.

[10] Art. 1568 cod. civ.


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