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Le donazioni con bonifico fanno reddito?

10 Dicembre 2020
Le donazioni con bonifico fanno reddito?

Quando si pagano le tasse sulle donazioni: le franchigie e i casi di esenzione. 

Un nostro lettore ci chiede se le donazioni con bonifico fanno reddito. Da quel che ci sembra di capire, il quesito è rivolto a conoscere l’eventuale tassazione applicabile alle liberalità come i bonifici bancari tra familiari o estranei. 

La disciplina è molto articolata e, su questa, è più volte intervenuta la Cassazione. Cerchiamo di fare il punto della situazione e di comprendere se le donazioni di denaro sul conto corrente vanno dichiarate all’Agenzia delle Entrate.

Donazioni con bonifico dirette 

Volendo restringere il campo di questa trattazione ai soli bonifici bancari o postali, dobbiamo distinguere due diverse forme di donazione: la donazione diretta e la donazione indiretta.

La donazione diretta è quella che viene realizzata senza alcun ulteriore scopo se non appunto garantire al beneficiario (il donatario) la disponibilità di una somma di denaro affinché questi ne faccia l’uso che vuole. In tale ipotesi, rientrano, ad esempio, le raccolte fondi effettuate tramite internet, le elargizioni che un genitore può fare in favore del figlio al fine di supportarlo nelle spese quotidiane, i regali in occasione di ricorrenze o festività (si pensi al denaro regalato agli sposi o in occasione della laurea).

Se la donazione diretta è di modico valore non è soggetta ad imposizione fiscale: dunque, “non fa reddito” e non va dichiarata. A disporlo è il testo unico delle imposte sui redditi [1]. 

La legge tuttavia non definisce gli importi entro i quali la donazione può considerarsi “di modico valore” sicché la questione va risolta caso per caso. Si considera “di modico valore” la donazione che, in relazione alle condizioni economiche del donante, non comporta un eccessivo impoverimento e, in relazione alle condizioni del donatario, non comporta un eccessivo arricchimento. Dunque, la donazione di poche decine o anche centinaia di euro è, di norma, una donazione di modico valore che non sconta alcuna tassazione. 

Invece, la donazione diretta che non è di modico valore deve essere eseguita mediante atto notarile: non può cioè essere effettuata informalmente, con il semplice passaggio del denaro da un conto a un altro, ma necessita di un atto formale (l’atto di donazione) che va redatto, in presenza di due testimoni, dinanzi al notaio. L’atto pubblico di donazione è soggetto all’imposta di registro e sull’operazione si pagano le imposte di donazione. In questo caso, dunque, “la donazione fa reddito”.

Attenzione però perché l’imposta sulle donazioni segue regole particolari a seconda dei soggetti coinvolti. In particolare:

  • se la donazione avviene tra coniugi o tra ascendenti e discendenti (ad esempio, donazione dal padre al figlio o dal nonno al nipote, e viceversa), l’imposta scatta solo se il valore della donazione è superiore a 1.000.000. In tal caso, si applica un’aliquota pari al 4% per la parte della donazione eccedente la franchigia di 1milione. Pertanto, su una donazione di 900mila euro non si pagano tasse, mentre su una donazione di 1.100.000 euro si deve versare a titolo di imposta il 4% di 100.000 euro;
  • se la donazione avviene tra fratelli e sorelle, l’imposta scatta solo se il valore della donazione è superiore a 100.000 euro e, comunque, anche in questo caso, sulla parte eccedente la franchigia. Qui, l’aliquota è del 6%;
  • se la donazione avviene tra parenti sino al 4° grado, affini in linea retta e in linea collaterale fino al 3° grado, l’aliquota è del 6% ma non ci sono franchigie. Quindi, salvo nel caso in cui si tratti di una donazione di modico valore, si pagano sempre le tasse;
  • in tutti gli altri casi, la donazione di non modico valore sconta un’aliquota dell’8% senza franchigie;
  • se il beneficiario della donazione è un portatore di handicap riconosciuto ai sensi della legge 104 del 1992, si applica sempre una franchigia di 1.500.000, mentre l’aliquota resta quella prevista in base al grado di parentela tra le parti (4%, 6% o 8%).

Donazioni con bonifico indirette

La donazione si definisce indiretta quando lo spostamento del denaro da un conto a un altro avviene per un preciso scopo. Il caso tipico è quello in cui il padre, per consentire al figlio di comprare una casa, effettui in favore di questi un bonifico sul conto pari a tutto il prezzo (o solo una parte) da versare successivamente al venditore. 

Anche in questo caso, si è detto che la donazione indiretta che non si sostanzi in un atto notarile, e quindi avvenga informalmente, non è soggetta ad alcuna imposta di donazioni. Essa quindi non deve essere dichiarata. 

Nel 2016, la Cassazione [2] ha spiegato che la donazione indiretta, anche se di non modico valore, non deve essere tassata a condizione che il successivo atto di acquisto effettuato grazie alla donazione menzioni la provenienza del denaro. In caso contrario, anche la donazione indiretta sconta l’imposta sulle donazioni. 

Nel 2017, le Sezioni Unite della Cassazione [3] hanno affermato che «il trasferimento per spirito di liberalità di strumenti finanziari dal conto di deposito titoli del beneficiante a quello del beneficiario realizzato a mezzo banca, attraverso l’esecuzione di un ordine di bancogiro impartito dal disponente, non rientra tra le donazioni indirette, ma configura una donazione tipica ad esecuzione indiretta; ne deriva che la stabilità dell’attribuzione patrimoniale presuppone la stipulazione dell’atto pubblico di donazione tra beneficiante e beneficiario, salvo che ricorra l’ipotesi della donazione di modico valore». Dunque, anche in questo caso si deve versare l’imposta sulle donazioni.

Più di recente, la Cassazione sembra aver affermato un principio contrario. Con una recente ordinanza [4] la Suprema Corte ha detto che il bonifico ordinato da un coniuge in favore dell’altro è una donazione indiretta quando effettuato allo scopo di realizzare uno stabile incremento del patrimonio del donatario e un impoverimento del patrimonio del donante; ne consegue, se la vicenda emerge nell’ambito di un procedimento di accertamento delle imposte sui redditi, la tassazione, a titolo di imposta di donazione, con l’aliquota del 4% sul valore eccedente la franchigia di 1 milione di euro. 

La pronuncia dovrebbe essere il primo caso nel quale la giurisprudenza di legittimità si occupa della tassazione delle donazioni indirette: nella fattispecie, si trattava di un bonifico di 12 milioni di euro, effettuato dalla moglie su un conto intestato a una società fiduciaria ma riferibile al marito; il denaro era poi rimasto su quel conto solo per un giorno perché poi è servito al marito per effettuare un finanziamento a favore di una società di cui egli era socio. La Cassazione ha ritenuto applicabile l’imposta sulle donazioni. 


note

[1] Art. 56 bis del TUS.

[2] Cass. sent. n. 13133/16 del 24.06.2016.

[3] Cass. S.U. sent. n. 18725/2017.

[4] Cass. ord. n. 27665 del 7.10.2020.

Autore immagine: depositphotos.com


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