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La trasformazione di una società impone il cambio di partita Iva?

19 Dicembre 2020
La trasformazione di una società impone il cambio di partita Iva?

Una Srl vuole trasformarsi in una società di persone. Occorre aprire una nuova partita Iva?

L’articolo 35, comma 1°, del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 stabilisce che l’ufficio attribuisce al contribuente che intraprende l’esercizio di un’impresa (come è nel suo caso) un numero di partita Iva che resterà invariato anche nelle ipotesi di variazioni di domicilio fiscale e fino al momento della cessazione dell’attività.

La trasformazione di una società in generale (ed anche quella citata nel quesito) non determina l’estinzione della vecchia società e la nascita di una nuova società (e quindi non determina la cessazione dell’attività della società preesistente), ma consiste più semplicemente in una semplice modifica della disciplina da applicare alla stessa società.

In altre parole, la trasformazione non è altro che la continuazione della vecchia società in una nuova veste giuridica. Questo vuol dire che (ai sensi dell’articolo 2489 del Codice civile):

  • la società resta la stessa;
  • c’è continuità dei rapporti giuridici considerato che la società resta la medesima;
  • c’è conservazione dei diritti e degli obblighi che fanno capo alla società trasformata.

Quindi, poiché la trasformazione (compresa quella cosiddetta “omogenea involutiva” prevista dall’articolo 2500 sexies del Codice civile come è quella che comporta la trasformazione da una società di capitali – srl – ad una di persone) non determina né l’estinzione della società, né di regola la cessazione della sua attività imprenditoriale, la partita Iva resterà la stessa (vedasi anche Circolare 37 / E del 2016 dell’Agenzia delle Entrate).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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