Rendite Inail: i nuovi importi

10 Dicembre 2020 | Autore:
Rendite Inail: i nuovi importi

Aumentano (di poco) le prestazioni per infortuni e malattie professionali. Validità dal 1° luglio scorso. Circa 1 euro in più per l’assegno di incollocabilità.

L’aumento non farà diventare ricco qualcuno ma, intanto, arriva qualche soldino in più. Il ministero del Lavoro, con due decreti appena pubblicati sul suo sito, ha approvato la delibera dell’Inail che stabilisce i nuovi importi relativi alle rendite dell’Istituto.

Dal 1° luglio 2020, quindi con effetto retroattivo, le prestazioni per infortuni e malattie professionali registrano un incremento dello 0,5% per i settori dell’industria, dell’agricoltura e per quello marittimo.

Nell’industria, questo ritocco alle rendite si traduce in una retribuzione media giornaliera per il calcolo di massimale e minimale di 79,22 euro, contro i 78,83 euro stabiliti fino al 30 giugno scorso. Significa che il limite minimo annuo per il calcolo della rendita diventa di 16.636,20 euro (poco meno di 100 euro in più all’anno), mentre quello massimo passa a 30.985,80 euro (circa 150 euro in più). Stessi importi per il settore marittimo.

Coniugi e figli dei titolari di una rendita Inail hanno diritto all’assegno continuativo per:

  • infortuni accaduti fino al 31 dicembre 2006 e malattie professionali denunciate fino alla stessa data con grado di inabilità permanente riconosciuto dall’Inail di almeno il 65%;
  • infortuni accaduti dal 1° gennaio 2007 e malattie professionali denunciate dalla stessa data con grado di inabilità permanente di almeno il 48%.

In questi casi, i superstiti hanno diritto a:

  • 50% al coniuge fino ad un nuovo matrimonio o al decesso;
  • 20% a ciascun figlio fino al 18° anno di età o fino ai 26 anni per gli studenti;
  • 40% per ciascun figlio orfano di entrambi i genitori;
  • 50% per ogni figlio inabile.

In particolare, l’importo degli assegni è il seguente, in base al grado di inabilità. Per il settore industria:

  • inabilità dal 50% al 59%: 307,35 euro;
  • inabilità dal 60% al 79%: 431,21 euro;
  • inabilità dall’80% all’89%: 800,62 euro;
  • inabilità dal 90% al 100%: 1.233,46 euro;
  • dal 100% con assistenza continuativa: 1.781,92 euro.

Per il settore agricoltura:

  • inabilità dal 50% al 59%: 384,97 euro;
  • inabilità dal 60% al 79%: 537,20 euro;
  • inabilità dall’80% all’89%: 922,28 euro;
  • inabilità dal 90% al 100%: 1.307,02 euro;
  • dal 100% con assistenza continuativa: 1.855,06 euro.

Infine, aumenta anche l’assegno di incollocabilità (sempre dal 1° luglio 2020), ovvero la prestazione riconosciuta a chi a causa di infortunio o malattia professionale ha una riduzione della capacità lavorativa di almeno il 24% e che, per questo motivo, non riesce a svolgere un’attività né a rientrare nell’elenco dei beneficiari delle assunzioni obbligatorie. Il nuovo importo è di 263,37 euro, poco più di 1 euro di incremento rispetto al 30 giugno scorso.



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