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Cosa si intende per donazione di modico valore?

10 Dicembre 2020
Cosa si intende per donazione di modico valore?

Donazioni che non necessitano dell’atto pubblico notarile e che non vanno dichiarate: come si calcolano?

L’articolo 783 del Codice civile stabilisce che le donazioni di modico valore che hanno ad oggetto beni mobili (e quindi anche denaro) possono essere fatte anche senza notaio. L’importante è che ci sia stato il trasferimento, dal donante al donatario, dell’oggetto donato.

Ma cosa si intende per donazioni di modico valore? Una base di partenza la dà lo stesso articolo 783 del Codice civile nel dire che «la modicità deve essere valutata anche in rapporto alle condizioni economiche del donante». La legge dunque non fissa un importo specifico al di sotto del quale la donazione si considera “di modico valore” e superato il quale invece è necessario non solo l’atto notarile ma anche il pagamento delle imposte sulla donazione. 

Cerchiamo di spiegare meglio tale concetto alla luce dei precedenti forniti dalla giurisprudenza. Ma procediamo con ordine.

Donazione di modico valore: cos’è e come si fa?

La donazione di modico valore è quella che ha ad oggetto solo beni mobili e che non incide in modo apprezzabile sul patrimonio del donante.

Dunque, le donazioni che hanno ad oggetto immobili non sono mai di modico valore, anche se il bene viene scambiato sul mercato a un prezzo molto basso. Ad esempio, l’intestazione a un figlio di un appezzamento di terra di scarsissimo interesse commerciale non si può considerare “donazione di modico valore”. 

Vantaggi della donazione di modico valore

La donazione di modico valore presenta dei vantaggi sia dal punto di vista civilistico che fiscale. Sotto il primo aspetto, la donazione non richiede né la presenza del notaio, né dei due testimoni (richiesti invece per tutte le altre donazioni). Né c’è bisogno di stipulare un contratto e tantomeno di registrarlo. La donazione è valida ed efficace nel momento stesso in cui viene eseguita, anche tacitamente e informalmente, con lo scambio del bene. È in quello stesso momento che la donazione diventa irrevocabile e, pertanto, il bene donato entra definitivamente nel patrimonio del donatario (salvi gli eccezionali casi di revoca della donazione). 

In sintesi, il donante che intende donare beni mobili di modico valore può farlo consegnando materialmente il bene al donatario (donazione cosiddetta manuale), senza necessità di concludere il contratto davanti a un notaio alla presenza di testimoni o di specificare i beni donati indicando il loro valore.

Sotto l’aspetto fiscale, invece, la donazione di modico valore non è soggetta a tassazione. Pertanto, eventuali piccole donazioni di denaro non vanno riportate in dichiarazione dei redditi e non saranno soggette all’imposta sulle donazioni. E ciò vale anche se ricevute da estranei e non da familiari. 

Quando una donazione è di modico valore?

Vediamo ora cosa si intende per donazione di modico valore. Come detto, non ci sono elementi fissi dettati dalla legge. 

Il valore modico del bene si definisce innanzitutto da elementi oggettivi ossia al valore in sé per sé del bene. Ad esempio, una donazione di 50 euro è, in qualsiasi circostanza, di modico valore e, quindi, non necessita né dell’atto notarile né della menzione nella dichiarazione dei redditi. Allo stesso modo, dicasi della donazione di un quadro di scarso valore commerciale. 

In secondo luogo, il modico valore è da rapportare alle condizioni economiche del donante, nel senso che la donazione non deve incidere in modo apprezzabile sul suo patrimonio.

Come già chiarito dalla Cassazione [1], «ai fini del riconoscimento del modico valore di una donazione, l’art. 783 cod. civ. non detta criteri rigidi cui ancorare la relativa valutazione, dovendosi essa apprezzare alla stregua di due elementi di valutazione la cui ricorrenza, involgendo un giudizio di fatto ed imponendo il contemperamento di dati analitici, è rimessa all’apprezzamento del giudice: quello obiettivo, correlato al valore del bene che ne è oggetto, e quello soggettivo, per il quale si tiene conto delle condizioni economiche del donante. Ne consegue che l’atto di liberalità, per essere considerato di modico valore, non deve mai incidere in modo apprezzabile sul patrimonio del donante».

In sintesi, visto che il Codice civile non fissa dei criteri matematici per stabilire la modalità di valutazione del valore della donazione, ma lascia ai giudici del merito un margine discrezionale in relazione alle circostanze particolari, ne consegue che l’atto di liberalità, per essere considerato di modico valore, non deve mai incidere in modo apprezzabile sul patrimonio del donante.

Secondo il tribunale di Roma [2], per stabilire se una donazione abbia o meno modico valore, ai fini della forma da adottare, occorre avere riguardo non già all’entità dell’oggetto donato in sé, ma al rapporto tra l’oggetto donato ed il patrimonio del donante (nella specie, il tribunale ha ritenuto di modico valore la donazione di 50 milioni di lire, sul presupposto che il patrimonio del donante ammontasse ad oltre un miliardo di lire).

Ecco qualche esempio dettato dalla giurisprudenza.

La donazione di un autoveicolo di marca prestigiosa, anche se vetusto, e di un’intera collezione di quadri non può certamente ritenersi di modico valore con la conseguenza che, ove non risulti stipulata per atto pubblico, essa è radicalmente nulla [3].

La donazione di un quadro di rilevante valore economico e storico artistico configura una donazione necessitata dalla forma e non rileva la correlazione relativa all’effetto depauperante sul patrimonio del donante, che del caso può considerarsi capiente, bensì la particolare qualità del bene mobile, in relazione al compendio mobiliare ove è inserito. Va del pari esclusa l’ipotesi della donazione rimuneratoria per servizi resi siccome disancorata dal requisito essenziale della forma vincolata ex articolo 782 del Codice civile, che non può essere superata da una scrittura attributiva del bene che vagamente descriva la causa rimuneratoria. Consegue che, in assenza di prova riguardo ad un titolo valido a provare la detenzione iniziale, va dichiarata la nullità della donazione per difetto di forma e la conseguente restituzione del bene che ne costituisce l’oggetto agli aventi diritto [4].


note

[1] Cass. sent. n. 3858/2020 del 17.02.2020.

[2] Trib. Roma sent. del 27.06.2003.

[3] Trib. Roma, sent. del 24.03.2004. 

[4] Tribunale Palermo sez. II  28 agosto 2007.

Autore immagine: depositphotos.com


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