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Sparire da social e Internet: è possibile?

11 Dicembre 2020 | Autore:
Sparire da social e Internet: è possibile?

Come evitare di comparire tra i risultati dei motori di ricerca e su Facebook, Instagram o Twitter. Dal diritto all’oblio alla cancellazione di tutti i profili.

Ad entrare nella Rete ci vuole un attimo. È uscirne che può risultare più complicato. Magari le prime volte fa anche piacere appartenere alla ragnatela globale di Internet e dei social network dove chiunque, da qualsiasi parte del mondo, può contattarti o sapere di te digitando il tuo nome su un motore di ricerca. Il problema si pone quando, per qualsiasi motivo, decidi che vuoi tornare all’anonimato. In questo caso, sparire da social e Internet è possibile?

C’è una norma, conosciuta come «diritto all’oblio» che, nella pratica, si traduce come diritto alla cancellazione dei propri dati dal web e che rende sostanzialmente inutile la ricerca di una persona sui motori di ricerca. Significa che se Mario Rossi ha deciso di fare ricorso a questo diritto, chi lo cercherà su Google non lo troverà. Così si può sparire da Internet? E per sparire dai social basta cancellare il proprio account?

Bisogna tenere conto che apparire su Internet non è come apparire su un giornale di carta. Quest’ultimo, a meno che uno non si voglia tenere un archivio con tutte le copie uscite quotidianamente in edicola, è destinato prima o poi a finire al macero. Sul web, invece, rimane sempre una traccia di quello che si fa, di quello che si dice. Restano i commenti, le foto, gli articoli, anche a distanza di molto tempo. A meno che non si faccia richiesta di togliere qualsiasi riferimento (fatto anche da altri) alla propria persona, il che non è semplicissimo. Vediamo, allora, se sparire da social e Internet è possibile e come.

Sparire da Internet: il diritto all’oblio

Come accennato, il diritto all’oblio che consente ad un cittadino di sparire da Internet, si configura – secondo la definizione del Garante della privacy –come «un diritto alla cancellazione dei propri dati personali in forma rafforzata. Si prevede, infatti, l’obbligo per i titolari di informare della richiesta di cancellazione altri titolari che trattano i dati personali cancellati, compresi qualsiasi link, copia o riproduzione».

Tale disposizione, così espressa dal Garante, è contenuta nel Regolamento Ue sulla privacy, il Rgpd ovvero Regolamento sulla protezione dei dati approvato nel 2016 [1]. Nel dettaglio, la normativa garantisce all’interessato il diritto di ottenere dal titolare del trattamento «la cancellazione dei dati personali che lo riguardano senza ingiustificato ritardo», mentre il titolare del trattamento è obbligato a farlo se sussiste uno di questi motivi:

  • i dati personali non occorrono più rispetto alla finalità per cui sono stati acquisiti;
  • l’interessato revoca il suo consenso;
  • l’interessato si oppone al trattamento dei dati e non sussiste alcun motivo legittimo per procedere al trattamento;
  • i dati personali sono stati trattati illecitamente;
  • occorre adempiere un obbligo legale previsto dal diritto dell’Ue o dello Stato membro cui è soggetto il titolare del trattamento;
  • i dati personali sono stati raccolti relativamente all’offerta dei servizi di una società dell’informazione.

Tuttavia, l’obbligo di cancellazione dei dati per questi motivi non viene applicato quando il trattamento è necessario per:

  • l’esercizio del diritto alla libertà di espressione e di informazione;
  • l’adempimento di un obbligo legale che lo richieda;
  • l’esecuzione di un compito svolto nel pubblico interesse;
  • l’esercizio di pubblici poteri di cui è investito il titolare del trattamento;
  • motivi di interesse pubblico nella sanità;
  • l’archiviazione, nel pubblico interesse, la ricerca scientifica o storica, fini statistici conformi alla legge;
  • l’accertamento, l’esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria.

Sparire da Internet: cosa dice la Corte di giustizia Ue

La Corte europea di giustizia si è pronunciata diverse volte su alcuni casi riguardanti la volontà dei cittadini dell’Unione di sparire da Internet. Ad esempio, i giudici di Lussemburgo hanno stabilito che il gestore di un motore di ricerca «non è tenuto a effettuare la deindicizzazione in tutte le versioni del suo motore». È tenuto a farla, però, nelle versioni corrispondenti a tutti gli Stati membri «e ad attuare misure che scoraggino gli utenti di Internet dall’avere accesso, a partire da uno degli Stati membri, ai link di cui si trattano contenuti nelle versioni extraeuropee di detto motore» [2].

Lo stesso giorno, la Corte stabilì il divieto di trattare determinate categorie di dati personali da parte dei gestori dei motori di ricerca. «Nell’ambito della domanda di deindicizzazione – scrivono i giudici – dev’essere effettuato un bilanciamento tra i diritti fondamentali del richiedente e quelli degli utenti di Internet potenzialmente interessati a tali informazioni» [3].

Infine, la Corte di giustizia ha sentenziato che i gestori dei motori di ricerca sono responsabili del trattamento dei dati personali che appaiono sulle pagine web pubblicate da terzi. Che significa? In sostanza, se digito su Google «Mario Rossi» e tra i risultati mi compare un link verso una pagina che contiene i suoi dati personali, Google sarà responsabile del trattamento di tali dati. Mario Rossi potrà rivolgersi al gestore del motore (cioè a Google) per la deindicizzazione. Nel caso in cui non venga accolta la sua richiesta, il sig. Rossi potrà interpellare l’autorità giudiziaria [4].

Sparire da Internet: come fare

Ci sono diversi passaggi da compiere per sparire da Internet e dai social e non lasciare traccia della tua vita sul web.

Agganciandoci a quello che abbiamo appena spiegato, cioè al diritto all’oblio, è possibile chiedere ai motori di ricerca di eliminare qualsiasi risultato possa portare a delle informazioni che ti riguardano. In buona sostanza, chiedere che se qualcuno digita sul motore «Mario Rossi», non ci siano dei risultati, né link, né foto, né indirizzi su cui cliccare, a meno che abbiano a che fare con qualche tuo omonimo.

Per ottenere la cancellazione dai motori di ricerca, è necessario compilare ed inviare un modulo che gli stessi gestori mettono a disposizione sui propri siti. Prendendo come esempio quello del motore più famoso al mondo, cioè Google, l’azienda di Mountain View ti informerà, innanzitutto, del fatto che «per questo tipo di richieste, bilanciamo i diritti alla privacy del privato con l’interesse del pubblico di avere accesso alle informazioni, oltre che con il diritto di altre persone a distribuirle. Ad esempio, potremmo rifiutarci di rimuovere determinate informazioni che riguardano frodi finanziarie, negligenza professionale, condanne penali o la condotta pubblica di funzionari governativi».

Dopodiché, dovrai inserire:

  • i tuoi dati personali;
  • il Paese di origine;
  • un indirizzo e-mail di contatto;
  • i dati della persona per la quale si agisce (se, ad esempio, si tratta di un genitore che vuole eliminare le informazioni del figlio minorenne dal web, oppure un avvocato che agisce per conto di un cliente, ecc., ma anche se si agisce per sé stessi).

Google ti chiederà anche i motivi per cui hai scelto di rimuovere tutte le informazioni che ti riguardano e le pagine che non devono essere visualizzate tra i risultati di una ricerca sul motore (ad esempio, l’elenco telefonico nel caso in cui il tuo numero vi fosse riportato).

Le altre mosse per sparire definitivamente dal web sono:

  • cancellare gli account dai social network (Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest e quant’altro);
  • eliminare gli account personali da forum e siti Internet a cui ti sei iscritto nel corso del tempo: occorrerà eliminare tutti i commenti (proprio tutti) per evitare che saltino fuori con il tuo nome anche se un utente fa una ricerca che non ti riguarda direttamente;
  • cancellarti dalle mailing list;
  • eliminare account e caselle di posta elettronica, stando attenti a controllare prima se l’indirizzo è stato lasciato per la ricezione di bollette o di altri servizi.

note

[1] Art. 17 Regolamento Ue 2016/679.

[2] Corte giustizia Ue causa C-507/2017 del 20.09.2017.

[3] Corte giustizia Ue causa C-136/2017 del 24.09.2017.

[4] Corte giustizia Ue causa C-131/2012.


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