Cronaca | News

Sciopero dei benzinai, decise le nuove date

10 Dicembre 2020
Sciopero dei benzinai, decise le nuove date

Sarà sempre la prossima settimana ma durerà meno.

I benzinai incroceranno comunque le braccia, ma solo per due giorni, anziché tre. È la novità sullo sciopero previsto la settimana prossima, in virtù del quale resteranno chiusi gli impianti di rifornimento, con possibilità di servirsi del self-service fino a esaurimento scorte.

L’agitazione scatterà dalla sera del 14 dicembre, alle 19 sulla rete ordinaria, alle 22 su quella autostradale, per poi terminare il pomeriggio del 16 (ore 15 rete ordinaria, ore 16 autostrade).

Inizialmente, sarebbe dovuto andare avanti anche fino al 17 dicembre, ma la Commissione di garanzia per lo sciopero nei servizi pubblici essenziali aveva chiesto un accorciamento della durata.

I sindacati dei lavoratori hanno acconsentito e oggi è arrivata la nota congiunta di Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio, per dare conferma delle date.

Lo sciopero è motivato dall’inadeguatezza, secondo i lavoratori, delle misure prese in loro sostegno durante l’emergenza sanitaria. «I gestori di rifornimento carburanti – ricordano i sindacati nella nota – sono stati esclusi senza motivazione alcuna dalle categorie che possono beneficiare dei provvedimenti di sostegno inseriti nei diversi decreti Ristori e introdotti per attenuare gli effetti economici drammatici dell’attuale fase di emergenza pandemica, sulle piccole imprese e sui loro dipendenti».

Le sigle, adesso, chiedono il confronto con l’Esecutivo. Come ha già fatto la stessa Commissione di garanzia, nel chiedere l’accorciamento dello sciopero: «Ora tocca al Governo aprirsi al confronto».

«La Commissione di garanzia per lo sciopero nei servizi pubblici essenziali, scrive, non in modo meramente rituale, a Governo, Parlamento e sindacati dei benzinai chiedendo senso di responsabilità e la pronta ripresa del confronto. Un forte e autorevole richiamo a tutte le parti coinvolte», si legge, ancora, sulla nota dei sindacati, che prosegue, chiedendo alla politica di non sottrarsi a una trattativa: «Ora è la parte istituzionale, in particolare il ministro dello Sviluppo economico, Patuanelli, ad essere chiamato a esercitare una delle prerogative che gli sono assegnate: rendersi disponibile al confronto con le parti sociali».



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