Diritto e Fisco | Articoli

Avviso di accertamento invalido se emesso prima di 60 giorni dal controllo


Avviso di accertamento invalido se emesso prima di 60 giorni dal controllo

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 gennaio 2014



Atti emessi prima di 60 giorni validi soltanto se urgenti.

Tenete bene a mente questo termine: gli avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate prima di 60 giorni dalla conclusione delle operazioni di controllo sono invalidi, a meno che vi siano specifiche ragioni di urgenza. Tale lasso di tempo viene concesso a garanzia del cittadino, affinché possa partecipare al procedimento esprimendo le proprie osservazioni.

Specie alla fine dell’anno, infatti, gli uffici del fisco inviano ai contribuenti accertamenti a tutto spiano, per evitare la decadenza del periodo di imposta. Ma questa pratica è illegale. Sebbene inizialmente la giurisprudenza si fosse schierata a favore dell’amministrazione fiscale, una recentissima e importante sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione [1] ha dichiarato invalido l’atto emesso prima dei 60 giorni; tale termine, infatti, è posto a garanzia del pieno contraddittorio all’interno del procedimento.

Né il fisco può giustificare la propria fretta con l’avvicinarsi della scadenza oltre la quale decade il potere di accertamento. La principale ragione d’urgenza invocata dagli uffici per gli atti emessi a fine anno è la decadenza del potere di accertamento. Ebbene: una errata programmazione dei controlli fiscali da parte degli uffici dell’Agenzia non può motivare la compressione dei diritti dei contribuenti [2] e, quindi, giustificare l’urgenza del successivo accertamento. Recentemente in tal senso si è espressa anche la Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia [3] secondo cui l’inefficienza o la negligenza dell’ufficio non può consentire di eludere la legge [4].

Un secondo caso di deroga riguarda i controlli svolti in ufficio dopo un solo accesso. Gli uffici li giustificano evidenziando che l’accesso non era finalizzato alla verifica vera e propria ma a una mera richiesta di documenti. Tuttavia, secondo la Commissione tributaria provinciale di Treviso [5], anche in tali ipotesi, pur volendo considerare l’accesso solo come “formalità” per acquisire documenti, è necessario attendere almeno i 60 giorni prima di emettere l’avviso di accertamento. La Cassazione è sulla stessa linea [6].

LE ISTRUZIONI DALLA GIURISPRUDENZA

In caso di più attività istruttorie

L’attività istruttoria plurima (costituita da una richiesta documenti, da un accesso mirato e da un invito a comparire) è assimilabile a una vera e propria verifica fiscale. Di conseguenza l’amministrazione finanziaria deve formare il pvc (processo verbale di constatazione) e aspettare almeno 60 giorni prima di notificare l’accertamento; il contribuente ha diritto a definire il pvc in maniera agevolata e a presentare memorie difensive [7].

Memoria difensiva

È privo di motivazione l’accertamento emesso dopo una verifica fiscale che non valuta la memoria difensiva presentata dal contribuente: va sempre garantito tra le parti il contraddittorio anticipato. Il Fisco deve valutare la memoria motivando sul punto [8].

Accesso ai locali

È equiparato al pvc l’accesso nel quale sono constatate con il verbale di accesso l’omessa esibizione delle scritture contabili e la presunta inattendibilità degli acquisti dichiarati. Pertanto la segnalazione pervenuta all’ente impositore può essere seguita dall’emissione dell’avviso non prima del decorso dei 60 giorni successivi [9].

Motivi di urgenza

È nullo l’accertamento emesso dall’ente impositore prima del decorso del termine di 60 giorni dall’avvenuta consegna al contribuente del pvc se l’atto non dà neppure conto di eventuali motivi di urgenza che lo hanno reso necessario [10].

Richiesta dati

È illegittima la pretesa impositiva conseguente a un’attività di verifica iniziata attraverso la richiesta dati a mezzo questionario e per la quale non sia stato poi formato il processo verbale di chiusura né sia stato comunicato l’esito del controllo a motivo del mancato rispetto del termine di 60 giorni ai fini della regolare emissione dell’avviso di accertamento [11].

Omissione del pvc

Qualsiasi attività di controllo richiede la formazione del processo verbale di constatazione, la cui omissione comporta l’illegittimità derivata dell’accertamento [12].

note

[1] Cass. S.U. sent. n. 18184/2013.

[2] Direzione centrale Accertamento, nota del 14 ottobre 2009.

[3] CTP Reggio Emilia, sent. n. 218/3/2013.

[4] Art. 12, comma 7, Statuto del contribuente.

[5] CTP Treviso sent. n. 165/06/2013.

[6] Cass. sent. n. 20770/2013.

[7] Ctr Sardegna sent. n. 83 del 9.07.2013.

[8] Ctr Lombardia sent. n. 103 del  25.06.2013.

[9] Ctr Lombardi sent. n. 49 del 19.04.2013.

[10] Ctr Lombardia sent. n. 56 del 18.06.2013.

[11] Ctr Lombardia sent. n. 32 del 22.03.2013.

[12] CTP Trento, sent. n. 1 del 2.01.2013.

Autore immagine: 123rf.com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI