Cronaca | News

Contagi Covid: lo strano fenomeno del Nord

10 Dicembre 2020
Contagi Covid: lo strano fenomeno del Nord

Mentre in Lombardia il virus sembra rallentare la corsa, nel vicino Veneto l’indice di trasmissibilità resta alto. Secondo il governatore, per i tanti tamponi.

Tendenze che si invertono. Se la Lombardia, finora, è sempre stata la regione con i più alti incrementi dei contagi, questo ruolo adesso spetta al Veneto.

Il bollettino di oggi riporta 4.197 nuovi casi di Coronavirus nel territorio amministrato da Luca Zaia, mentre nella regione confinante quasi la metà (2.093) e da domenica si avvia ad abbandonare la fascia di rischio arancione per entrare in quella gialla. La stessa del Veneto.

Non serve precisare che non è una gara: lascia perplessi, però, il fatto che il Veneto, regione gialla dal 4 novembre, una delle più energiche nel contrastare l’epidemia, abbia in questo momento i dati peggiori, in termini di aumento dei positivi e dei morti. È quello che accade da sei giorni a questa parte.

Le vittime, nelle ultime ventiquattr’ore, sono state 148. La sanità è in affanno: si sfiorano i tremila ricoveri (precisamente 2.865) nei reparti di Pneumologia e Malattie infettive, mentre 357 persone stanno lottando per la vita in terapia intensiva.

L’indice di contagio, che la settimana scorsa era il peggiore a livello nazionale (1.1) si starebbe abbassando, secondo i dati in possesso del presidente della Regione Luca Zaia. «Gli esperti del ministero della Salute ci dicono che non sussistono gli estremi per passare in area di rischio arancione», ha detto, fornendo due possibili motivazioni per questi valori pessimi, che non solo restano alti ma sono i più alti in Italia, al momento.

Secondo Zaia, il Veneto è nel suo picco epidemico, arrivato più tardi, rispetto alla Lombardia. Inoltre, ha proseguito, «se noi troviamo tanti positivi al Coronavirus è perché li andiamo a cercare, eseguendo un numero di tamponi senza eguali. Arriviamo a 60mila al giorno, contro i 2750 di marzo, ma quelli rapidi non ci vengono conteggiati. Sono già 1.241.990, che si sommano ai 2.941.145 molecolari. La virtuosità non dev’essere punita e non va paragonato il numero assoluto dei positivi con quello delle altre regioni, perché i dati non sono confrontabili».

Il governatore ha deciso di prendere provvedimenti anticontagio più stringenti, firmando una nuova ordinanza che entrerà in vigore domani. Prevede il divieto di consumare al bancone al bar dalle 11, nuove restrizioni per i mercati e per i negozi. Tra le ragioni per le quali, secondo Zaia, non c’è possibilità che il Veneto passi in zona arancione, c’è l’incidenza del virus ogni centomila abitanti, passata da 433 a 413 positivi dai primi di dicembre.

Ma c’è chi chiede che il Veneto non sia più giallo. Il Coordinamento veneto per la Sanità pubblica (Covesap) ha scritto una lettera al ministero della Salute facendo presente che servono misure più drastiche, altrimenti il Veneto rischia un’escalation di morti e infetti da qui a Natale.



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