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Diritti del neonato

8 Marzo 2021 | Autore:
Diritti del neonato

Tutto ciò che la legge prevede a tutela dei bambini nati da poco ed i soggetti che hanno l’obbligo di rispettare queste prescrizioni.

Quando si pensa ai neonati spesso non si considera che anche loro, allo stesso modo delle persone adulte, hanno dei diritti che la legge stabilisce e che possono essere fatti valere da chi li rappresenta, di solito il padre e la madre.

Ma quali sono i diritti del neonato? E chi ha l’obbligo di rispettarli? I bambini appena nati hanno, innanzitutto, dei diritti nei confronti dei loro stessi genitori; ma anche i terzi sono tenuti ad osservare delle norme poste a loro tutela. Inoltre, lo Stato e, in generale, le istituzioni hanno obblighi verso i bambini appena nati. Tutte queste previsioni sono contenute nell’ordinamento giuridico italiano e in convenzioni internazionali. Ad esse si aggiungono i diritti che la legge prevede in capo ad ogni individuo e che possono essere fatti valere ad ogni età. Questo articolo ne fa una panoramica chiara e completa.

Cos’è la capacità giuridica?

La capacità giuridica è la capacità di un individuo di essere soggetto di diritti. Essa si acquista con la nascita, quindi il neonato può vantare, a pieno titolo, gli stessi diritti di una persona adulta.

Facciamo alcuni esempi di diritti che, essendo previsti per ogni individuo, valgono anche per quelli appena nati:

  • il diritto alla vita e all’integrità fisica. Nessuno può disporre della vita e del corpo di un neonato;
  • il diritto alla salute, intesa non solo come assenza di malattie ma come pieno benessere psicofisico;
  • il diritto al nome, vale a dire ad essere identificati con un nome e un cognome.

Altri diritti previsti per gli adulti, invece, non possono essere attribuiti al neonato semplicemente perché, data la tenerissima età, egli non vi ha alcun interesse. Basti pensare, ad esempio, alla libertà di manifestare liberamente il proprio pensiero.

La capacità giuridica non va confusa con la capacità di agire, che consente di esercitare i propri diritti e che si acquista con il compimento del diciottesimo anno d’età. Come vedremo più avanti, vi sono persone che hanno il compito di far valere i diritti del neonato qualora questi non vengano riconosciuti o vengano violati.

Quali sono i diritti del neonato verso i genitori?

Il neonato ha, innanzitutto, alcuni diritti nei confronti dei propri genitori. Ecco quali sono:

  • il diritto al riconoscimento. Se un bambino nasce da genitori sposati, subito dopo il parto uno di essi (di solito, il padre), si reca all’ufficio di stato civile del Comune e ne dichiara la nascita. Da quel momento, il piccolo si considera figlio della coppia. Se, invece,  i genitori non sono sposati, è necessario da parte loro il riconoscimento, che è un atto con il quale essi dichiarano di essere padre e madre del bambino. Mentre la madre può partorire in forma anonima, il neonato ha sempre diritto ad essere riconosciuto dal padre. Se questi si rifiuta, ci si può rivolgere al giudice con l’azione di riconoscimento di paternità e verificare quest’ultima con un test del Dna;
  • il diritto ad essere mantenuto. Il neonato ha diritto a ricevere il nutrimento necessario a crescere in modo sano, l’acqua, la pulizia, il vestiario, le cure mediche. Oltre a questo, al piccolo deve essere dato affetto e calore umano, indispensabili per uno sviluppo equilibrato. Entrambi i genitori devono concorrere al mantenimento del bambino, ognuno secondo le proprie possibilità: quello che gode di un reddito inferiore o che è addirittura privo di risorse economiche dovrà prodigarsi per accudirlo;
  • il diritto a crescere in una famiglia. Il neonato deve essere cresciuto da entrambi i genitori; se questi non vivono insieme, ad esempio perché separati o perché il bambino è nato da una relazione extraconiugale, devono comunque dedicargli del tempo in modo tale che il piccolo possa avvertire la presenza sia del padre che della madre.

Se uno dei genitori non osserva i diritti del neonato l’altro può pretendere che lo faccia e, se necessario, rivolgersi al giudice. Se entrambi i genitori trascurano il piccolo, può esservi un intervento dei servizi sociali e, nei casi più gravi, il bambino può essere dichiarato adottabile dal tribunale dei minorenni: ciò gli consente di trovare un’altra famiglia che si prenda cura di lui.

Quali sono i diritti del neonato verso lo Stato?

La Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia, approvata dall’Onu nel 1989, prevede i diritti che i bambini hanno nei confronti degli Stati e, in generale, delle istituzioni; alcuni di essi (ad esempio, quello alla libertà di espressione) per ovvie ragioni sono riferibili solo ai bambini più grandi; altri, invece, valgono anche per i neonati. Ecco quali sono:

  • il diritto alla famiglia e a vivere con entrambi i genitori;
  • il diritto alla vita;
  • il diritto ad avere un nome e un’identità;
  • il diritto all’uguaglianza. Tutti i bambini, anche neonati, sono uguali e devono avere pari opportunità di crescere bene, a prescindere da chi siano i genitori;
  • il diritto alla salute;
  • il diritto all’assistenza in caso di disabilità;
  • il diritto alla sicurezza. Il piccolo deve essere tutelato contro ogni forma di violenza;
  • il diritto ad avere tutto quanto necessario a crescere bene;
  • il diritto ad un’adozione equilibrata. Se il piccolo viene dichiarato adottabile perché ha perso entrambi i genitori o questi non sono adeguati a crescerlo, gli deve essere garantita un’adozione che gli consenta di avere una famiglia in grado di crescerlo con amore.

Si tratta di diritti che, comunque, lo Stato italiano garantisce pienamente.

Quali sono i diritti del neonato verso i terzi?

Vi sono anche diritti del neonato verso terzi. Come ogni persona, infatti, il bambino appena nato non deve subire danni derivanti da comportamenti illeciti di altre persone, sia che si tratti di componenti della famiglia che di perfetti estranei.

Se il neonato subisce un danno saranno i genitori ad agire in sua vece per chiederne il risarcimento; qualora manchino il padre e la madre (perché ad esempio sono morti o perché è stata loro sottratta la potestà sul bambino), a far valere i diritti del piccolo sarà un tutore nominato dal giudice.



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