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Come fare la domanda di inabilità a lavoro?

13 Dicembre 2020 | Autore:
Come fare la domanda di inabilità a lavoro?

Pensione di inabilità ordinaria: chi ne ha diritto, quali requisiti, come inviare l’istanza all’Inps, procedura di compilazione.

La pensione di inabilità è una prestazione economica di previdenza, riconosciuta ai lavoratori per i quali viene accertata l’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa.

Questo trattamento è erogato dietro apposita istanza del lavoratore. Ma come fare la domanda di inabilità a lavoro? Innanzitutto, non bisogna confondere la pensione di inabilità al lavoro, o pensione di inabilità ordinaria, con la pensione di inabilità civile: quest’ultima è una prestazione di assistenza e non di previdenza, riconosciuta a tutti i cittadini invalidi civili nella misura del 100% e con un reddito non superiore a determinate soglie, rivalutate annualmente.

La pensione di inabilità al lavoro è invece riconosciuta sulla base dei contributi versati, in quanto prestazione previdenziale, ossia garantita agli assicurati Inps e non assistenziale, garantita a tutti i cittadini in stato di bisogno, anche non assicurati.

Nel dettaglio, per ottenere la pensione di inabilità al lavoro sono necessari almeno 5 anni di contributi, di cui almeno 3 accreditati nell’ultimo quinquennio. In relazione al requisito contributivo, si tiene conto di tutta la contribuzione posseduta nell’Assicurazione generale obbligatoria (Ago) dell’Inps, nelle forme sostitutive ed esclusive della stessa e nella gestione Separata. Ma procediamo con ordine., rinviando, per approfondimenti, alla Guida alla pensione d’inabilità al lavoro.

Requisiti per la pensione d’inabilità al lavoro

Hanno diritto alla pensione di inabilità i lavoratori:

  • dipendenti, del settore sia pubblico che privato, iscritti sia all’Assicurazione generale obbligatoria che ai fondi sostitutivi o esclusivi;
  • autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri);
  • iscritti alla gestione Separata;
  • con:
    • almeno 5 anni di contributi complessivi, anche cumulabili o totalizzabili tra più gestioni; di cui 3 anni di contributi accreditati nell’ultimo quinquennio; nel dettaglio, si tratta di almeno 260 contributi settimanali (5 anni di contribuzione e assicurazione) di cui 156 (3 anni di contribuzione e assicurazione) nel quinquennio precedente la data di presentazione della domanda;
    • inabilità permanente ed assoluta allo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa.

Quando viene concessa la pensione d’inabilità al lavoro?

La pensione di inabilità al lavoro viene concessa a seguito del riconoscimento dell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa, a causa di infermità o difetto fisico o mentale.

Le condizioni di salute che danno diritto all’inabilità assoluta devono essere valutate dalla Commissione medica legale (Cml) dell’Inps (in relazione ai dipendenti pubblici, le condizioni di salute possono essere valutate da speciali commissioni mediche).

Per la concessione della pensione d’inabilità al lavoro è, inoltre, richiesta:

  • la cessazione di qualsiasi tipo di attività lavorativa;
  • la cancellazione dagli elenchi anagrafici degli operai agricoli e dagli elenchi di categoria dei lavoratori autonomi;
  • la cancellazione dagli albi professionali;
  • la rinuncia ai trattamenti a carico dell’assicurazione obbligatoria Inps contro la disoccupazione e a ogni altro trattamento sostitutivo o integrativo della retribuzione.

Come si fa la domanda di pensione d’inabilità al lavoro?

Per richiedere la pensione di inabilità al lavoro è molto importante non fare confusione con la procedura di richiesta della pensione di inabilità civile. Solo in quest’ultimo caso, difatti, si deve accedere alla procedura “domanda di invalidità”.

Per quanto riguarda la domanda di pensione di inabilità al lavoro, invece, si deve accedere alla procedura, disponibile nel sito web dell’Inps: “Domanda di prestazioni pensionistiche: pensione, ricostituzione, ratei maturati e non riscossi, certificazione del diritto a pensione”, oppure al percorso “Prestazioni e Servizi, Pensione di inabilità”.

Il servizio è accessibile soltanto per chi dispone delle credenziali dispositive per la fruizione dei servizi Inps, come il pin, lo Spid, la carta nazionale dei servizi o la carta d’identità elettronica.

Una volta effettuato l’accesso alla procedura, il sistema richiede innanzitutto la conferma dei propri dati anagrafici e recapiti. Si devono poi confermare i dati dell’eventuale coniuge, necessari qualora si chiedano integrazioni della pensione d’inabilità, come l’incremento al milione.

In seguito, la procedura chiede di scegliere, con un menu a tendina, tra:

  • pensione d’inabilità: è questa la scelta corretta;
  • assegno ordinario d’invalidità;
  • pensione d’invalidità (si riferisce a pensioni d’invalidità specifiche per determinate categorie di iscritti).

Chiede poi di scegliere il tipo di inabilità:

  • ordinario: questa è la tipologia che deve essere selezionata dalla generalità dei lavoratori del settore privato, per ottenere la pensione per inabilità permanente ed assoluta a qualsiasi attività lavorativa;
  • privilegiato;
  • alla navigazione;
  • di privilegio-gestione pubblica;
  • a proficuo lavoro o alle mansioni: questa tipologia riguarda solo i dipendenti pubblici;
  • 2 co. 12 L. 335/1995: questa è la tipologia che deve essere selezionata dai dipendenti pubblici, per ottenere la pensione per inabilità permanente ed assoluta a qualsiasi attività lavorativa;
  • inabilità art.1 co. 250 e 250-bis, L. 232/2016: si tratta della pensione di inabilità per soggetti affetti da malattie, di origine professionale, derivanti da esposizioni all’amianto [1].

La procedura richiede poi la scelta della tipologia di pensione d’inabilità, come si può osservare nell’immagine sottostante.

Infine, la procedura richiede l’indicazione della gestione di appartenenza:

  • lavoratori dipendenti;
  • Cd/Cm cioè coltivatori diretti, coloni e mezzadri;
  • artigiani;
  • commercianti;
  • ex Enpals;
  • lavoratori parasubordinati (gestione Separata);
  • fondi speciali;
  • totalizzazione o cumulo, nel caso in cui si possieda contribuzione in più gestioni.

La procedura può richiedere anche il fondo di appartenenza, se la gestione ne ha più di uno.

Ad esempio, per la gestione dipendenti:

  • Fpld, fondo pensioni lavoratori dipendenti;
  • piccola pesca;
  • ex Inpdai- dirigenti;
  • ex spedizionieri doganali;
  • marittimi ante 1965.

Se si richiede il cumulo oppure la totalizzazione, la procedura chiede di indicare l’ente istruttore, ossia Inps gestione privata o Inps gestione pubblica.

Cliccando prima su prosegui, poi su salva e prosegui, la fase di scelta del “prodotto” (così è chiamato il servizio dall’Inps) è terminata e si accede alla compilazione della domanda di pensione.

Bisogna, in particolare, compilare le seguenti sezioni, accessibili dal menu presente sulla sinistra della schermata:

  • dichiarazioni: sull’attività lavorativa, sull’inabilità, dichiarazioni aggiuntive (ad esempio su riscatti, ricongiunzioni di contributi…); richieste aggiuntive, deleghe sindacali;
  • redditi: si devono dichiarare, a seconda delle ipotesi, i redditi propri, anche presunti, e del coniuge;
  • tutele giuridiche;
  • pagamento: per indicare il metodo di pagamento della pensione, come conto corrente- iban, etc;
  • stato di Famiglia;
  • nella schermata documenti si può allegare la documentazione necessaria, come il certificato introduttivo SS3 relativo allo stato di inabilità.

Di seguito, il dettaglio della schermata dichiarazioni relativa allo stato di inabilità.

Per sapere, nel dettaglio, come compilare tutte le schermate, puoi osservare quanto descritto nella Guida alla domanda di pensione di vecchiaia/ anticipata.


note

[1] Messaggio Inps 3249/2017.


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