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10 cose che la polizia non può fare

13 Dicembre 2020 | Autore:
10 cose che la polizia non può fare

Limiti ai poteri delle forze dell’ordine: dalle perquisizioni alle intercettazioni, tutto ciò che può e non può fare la polizia.

Polizia e carabinieri si occupano di tutelare l’ordine pubblico, cercando di prevenire la commissione di illeciti e, nel caso in cui non ci riescano, assicurando alla giustizia coloro che hanno violato la legge. Questa fondamentale funzione è esercitata anche grazie ai poteri che l’ordinamento conferisce alle autorità: si pensi solamente alla possibilità di compiere perquisizioni, ispezioni, controlli sugli automobilisti, ecc. Tutto ciò non significa però che la polizia possa agire a proprio piacimento, senza rispettare i limiti imposti dalla legge. Proprio di questo ci occuperemo con il presente articolo; vedremo quali sono le 10 cose che la polizia non può fare.

Sin da subito, possiamo dire che la nostra piccola indagine si soffermerà su quelle attività su cui i cittadini hanno maggiori dubbi; ad esempio: un poliziotto può pedinarmi? Le mie conversazioni possono essere intercettate? La polizia può perquisirmi mentre sono in casa? Sono costretto a mostrare i miei documenti? Devo rispondere alle domande della polizia? Le forze dell’ordine possono chiedere notizie su di me ai miei vicini? Insomma: analizzeremo le principali cose che la polizia non può fare alla luce dei dubbi e delle domande più frequenti.

La polizia può costringermi a mostrare i documenti?

La polizia può fermarti per chiederti le generalità (nome, cognome, residenza, ecc.) ma non può chiederti i documenti, come ad esempio la carta d’identità o la tessera sanitaria.

Questa regola soffre due eccezioni:

  • se ci si trova alla guida del proprio veicolo. In questa ipotesi, il Codice della strada obbliga il conducente a mostrare patente, carta di circolazione e certificato assicurativo;
  • quando l’obbligo di portare con sé i documenti e di esibirli su richiesta sia stato oggetto di specifico ordine rivolto a persone con precedenti o ritenute socialmente pericolose [1].

Ricorda che il rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità personale è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a 206 euro [2], mentre la condotta di chi fornisce generalità false è punita con la reclusione da uno a cinque anni [3].

La polizia può pedinarmi?

La polizia può effettuare pedinamenti, purché non violi la libertà o la privacy commettendo il reato di molestie o perfino di stalking. Ad esempio, la polizia non può spingersi fino a sbirciare dalla finestra o entrare in casa tua.

Quanto appena detto vale come principio generale: non è vietato pedinare le persone.

La polizia può seguirti per vedere dove vai o cosa fai, ma non può entrare in casa tua (nei limiti di cui vedremo) oppure fotografarti mentre ti trovi in un luogo privato (la tua abitazione o quella di un tuo amico, ad esempio).

La polizia può fermarmi in strada senza motivo?

La polizia può fermarmi senza motivo, ad esempio mentre sto passeggiando per conto mio? La risposta è positiva: nell’esecuzione dei propri compiti di prevenzione degli illeciti, la polizia può fermare e identificare le persone senza dover fornire spiegazioni.

Come sopra chiarito, il controllo consiste essenzialmente nella richiesta delle proprie generalità. Una volta che la polizia ha preso i tuoi dati, ti lascerà andare senza alcun problema.

Ciò che la polizia non può fare è fermarti e chiederti di seguirla per ulteriori accertamenti: se non ci sono concreti sospetti su di te, la polizia non può privarti della libertà personale.

La polizia può fermarti e portarti in questura solo se rifiuti di collaborare, cioè di identificarti fornendo le tue generalità [4].

Insomma: se mentre passeggi per strada la polizia ti ferma e ti chiede le generalità, davanti al tuo rifiuto può costringerti ad andare in questura per l’identificazione. Non hai nemmeno il diritto di chiamare il tuo avvocato.

La polizia può arrestarmi se fumo uno spinello?

L’assunzione di droga non costituisce reato. Dunque, se la polizia ti sorprende a fumare uno spinello non potrà contestarti alcun reato né potrà arrestarti.

Ciò che le forze dell’ordine potranno fare, invece, è sequestrare la sostanza stupefacente che hai con te e redigere un verbale che verrà trasmesso alla prefettura territorialmente competente per l’avvio della procedura che condurrà all’applicazione della sanzione.

Secondo la legge [5], chi fa uso personale di droga o la detiene per sé è sottoposto, per un periodo che va da un minimo di un mese a un massimo di un anno, a una sanzione amministrativa tipo la sospensione della patente di guida, la sospensione della licenza di porto d’armi o del passaporto.

Se l’interessato è un minorenne, il prefetto può perfino convocare i genitori per stabilire un percorso terapeutico di recupero.

Sono costretto a rispondere alle domande della polizia?

Per legge, nel caso in cui la polizia ti fermi sei obbligato solamente a identificarti, cioè a fornire le tue generalità: a ogni altra domanda puoi rifiutarti di rispondere. Ciò vale soprattutto se tu sei formalmente indagato: in questa ipotesi, non solo non sei tenuto a rispondere, ma la polizia deve perfino elencare i tuoi diritti, tra i quali c’è, per l’appunto, quello a rimanere in silenzio e a non rispondere ad alcuna domanda.

Se le indagini dovessero andare avanti, in qualità di indagato hai il diritto di rispondere solamente in presenza del tuo avvocato.

La polizia può perquisirmi senza motivo?

La polizia può perquisirti solamente se è autorizzata dal giudice oppure nelle ipotesi in cui vi sia il fondato sospetto che tu abbia commesso determinati reati (spaccio, ecc.) oppure che tu abbia delle armi con te.

Soltanto nelle ipotesi di urgenza e solo quando vi sia il fondato sospetto che siano stati commessi particolari reati, è possibile procedere a perquisizione personale senza decreto del giudice.

Ad esempio, se la polizia intende perquisirti (o perquisire la tua auto) per cercare la droga, è inutile che ti opponi: per legge, le forze dell’ordine possono procedere a questo tipo di controllo quando hanno il fondato sospetto che qualcuno nasconda della sostanza stupefacente.

In casi del genere, non hai nemmeno diritto a un avvocato, in quanto la perquisizione va effettuata immediatamente. Tuttavia, puoi farti assistere dal tuo legale se egli è immediatamente reperibile. In altre parole, la polizia non è tenuta ad aspettare l’avvocato, ma se questi arriva durante lo svolgimento delle operazioni, sicuramente può assistervi, assicurandosi che la perquisizione avvenga nel rispetto della dignità del perquisito.

Ad ogni modo, la perquisizione personale deve avvenire sempre nel rispetto della tua dignità: ciò significa che non è possibile perquisirti davanti a tutti. Se ci si trova in un luogo pubblico (una piazza, ad esempio), allora la polizia dovrà condurti in un luogo un po’ più appartato.

La polizia può controllarmi il cellulare?

La polizia non può controllarti il cellulare, a meno che questo non venga sequestrato perché costituisce il corpo del reato o cosa pertinente al reato.

Ad esempio, la polizia può perquisirti e sequestrarti il cellulare se hai usato il dispositivo per commettere un delitto, ad esempio per scaricare immagini pedopornografiche oppure per fare riprese senza consenso in luoghi privati.

Solo dopo il sequestro sarà possibile accedere al contenuto dello smartphone.

La polizia può entrare in casa?

La polizia non può entrare in casa tua se non ha un decreto del giudice che autorizza la perquisizione oppure un’ordinanza che autorizza l’esecuzione di una misura cautelare (ad esempio, gli arresti domiciliari) a carico di chi si trova all’interno.

Se la polizia bussa alla tua porta, è tuo diritto non farla entrare oppure chiedere di mostrarti il provvedimento del giudice.

Se questo ti viene mostrato, controlla bene cosa c’è scritto: verifica, in particolare, che il tuo nominativo sia ben indicato, che siano specificati i motivi della perquisizione ed, eventualmente, gli oggetti che la polizia cerca.

Ricorda, ancora, che le perquisizioni possono essere effettuate solamente dagli ufficiali di polizia giudiziaria, non anche dai semplici agenti.

Hai ovviamente il diritto di assistere alle operazioni della polizia: anzi, è bene che, in assenza di un avvocato, tu stia molto attento a tutto ciò che avviene. Se ci sono testimoni, ancora meglio.

I poliziotti che hanno proceduto al controllo, alle ispezioni e alle perquisizioni di cui innanzi, sono tenuti a rilasciare immediatamente all’interessato copia del verbale di esito dell’atto compiuto.

La polizia può entrare in casa senza mandato?

Esistono diversi ipotesi in cui è consentito alla polizia di entrare in casa senza il permesso del giudice: si tratta delle perquisizioni fatte d’urgenza quando si ha il fondato sospetto che, in quel determinato luogo, si stia commettendo un crimine, ad esempio legato alle armi, agli esplosivi, alla droga oppure a delitti con finalità terroristica.

Inoltre, quando si deve eseguire un’ordinanza che dispone la custodia cautelare o un ordine di carcerazione nei confronti di persona imputata o condannata per gravi delitti, la polizia procede a perquisizione personale o locale se sussistono particolari motivi di urgenza che non consentono l’emissione di un tempestivo decreto di perquisizione.

La polizia può chiedere informazioni su di me?

La polizia può chiedere informazioni su di te, magari ai vicini di casa o al tuo datore. È possibile ad esempio chiedere a che ora esci per andare a lavoro, a che ora rientri, se vai in palestra o in piscina.

Le persone a cui vengono richieste informazioni non sono peraltro obbligate a rispondere, a meno che non vengano sentite come persone informate sui fatti nell’ambito di una formale indagine.

La polizia non può mai ottenere informazioni riguardanti i tuoi dati sensibili (come ad esempio notizie concernenti lo stato di salute o l’orientamento sessuale) o altre informazioni riservate di cui sono a conoscenza determinati soggetti qualificati (il medico personale, ecc.) se non c’è una formale indagine in corso.

Insomma: la polizia può accedere ai tuoi dati personali solamente se il tuo nome è iscritto all’interno del registro degli indagati e queste informazioni sono essenziali per la prosecuzione delle indagini.

La polizia può intercettare le mie conversazioni?

La polizia non può intercettare le tue telefonate, i tuoi messaggi, le tue chat o, più in generale, le conversazioni che intrattieni con altre persone.

La polizia può intercettarti solamente se sei indagato e soltanto se il giudice ha dato la propria autorizzazione, per un ristretto periodo di tempo.


note

[1] Art. 4, R.D. 18 giugno 1931, n. 773, e art. 294 del relativo regolamento di esecuzione.

[2] Art. 651 cod. pen.

[3] Art. 496 cod. pen.

[4] Art. 349 cod. proc. pen.

[5] Art. 75, D.P.R. n. 309/90.

Autore immagine: canva.com/


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