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Dieci giorni per notificare il ricorso in materia di lavoro: termine perentorio?

15 Gennaio 2014 | Autore:
Dieci giorni per notificare il ricorso in materia di lavoro: termine perentorio?

Il termine di dieci giorni previsto dal codice di procedura civile per la notifica dell’atto di ricorso o dell’appello in materia di lavoro non è perentorio; è sufficiente che la notifica giunga a controparte almeno 25 giorni prima dell’udienza di discussione fissata dal Giudice.

 

Materia di lavoro e previdenza. Come noto, il codice stabilisce che, in primo grado, il ricorrente debba notificare il ricorso, insieme al decreto di fissazione dell’udienza, entro 10 giorni dalla data di pronuncia del decreto. Tra la data di notificazione al convenuto e quella dell’udienza di discussione deve intercorrere un termine non minore di 30 giorni [1], termine che diventa di 25 giorni in caso di appello [2].

Una recente sentenza della Cassazione [3] precisa che il primo termine, quello di dieci giorni (previsto per notificare alla controparte il ricorso e il decreto di fissazione dell’udienza) non è perentorio; per tanto, l’inosservanza di tale adempimento non comporta alcuna decadenza.

Ciò che conta è che la controparte riceva la notifica del ricorso (o del ricorso in appello) almeno 30 giorni prima dell’udienza di discussione (25 se si parla di appello).

In definitiva, il termine di 10 giorni non è perentorio, a differenza di quello successivo (di 30 o 25 giorni a seconda che si parli di primo o di secondo grado) che, invece, deve essere rispettato a pena di improcedibilità.


note

[1] Art. 415 cod. proc. civ.

[2] Art. 435 cod. proc. civ.

[3] Cass., ord. n. 23424/2013

Autore immagine: 123rf.com


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