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Lamorgese negativa al Covid: tampone errato

11 Dicembre 2020 | Autore:
Lamorgese negativa al Covid: tampone errato

La ministra dell’Interno non era positiva: c’è stato un errore di processazione nel test del 7 dicembre, che è emerso solo in seguito. Domani riprenderà l’attività.

Positiva al Covid-19, anzi no: la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, è negativa. Il tampone fatto lunedì scorso ha fornito un risultato sbagliato: c’è stato un «errore di processazione, un evento raro ma possibile», spiega la direzione dell’ospedale Sant’Andrea che aveva eseguito il test.

La “scoperta” dell’errore è avvenuta grazie a due successivi test molecolari, eseguiti il 9 e il 10 dicembre, che sono risultati entrambi negativi. Ma nel frattempo la notizia della positività al Covid della ministra era già stata divulgata e la stessa Lamorgese l’aveva appresa dalla stampa, mentre era impegnata nel Consiglio dei ministri.

La riunione era stata subito sospesa; tutti i partecipanti, compreso il premier Giuseppe Conte, sono stati sottoposti a tampone e, nel frattempo, i ministri Luigi Di Maio e Alfonso Bonafede si sono messi in isolamento, perché erano seduti accanto alla Lamorgese. Adesso, una nota del Viminale comunica che la ministra riprenderà la sua attività istituzionale da domani.

Su quanto accaduto, il Viminale accusa la troppa fretta di rivelare il risultato di quel primo tampone: «Il fatto che alcuni media abbiano diffuso in tempo reale la notizia della positività al test del Ministro non ha consentito, nell’immediatezza, di eseguire le necessarie ed opportune verifiche sulla attendibilità del risultato dell’esame», riferisce il ministero.

Ma com’è possibile che un test eseguito nei confronti di un personaggio di primissimo piano abbia potuto fornire un risultato inattendibile? Lo spiega all’Adnkronos Salute il direttore dello Spallanzani di Roma, Francesco Vaia: «I test, come abbiamo detto più volte, vanno utilizzati in maniera appropriata. L’esame molecolare, al netto degli errori umani – perché il prelievo è operatore dipendente – è un test diagnostico che sconta pochi errori in caso di effettuazione su pazienti sintomatici. Diversamente, se usato come screening in soggetti asintomatici, può determinare maggiori errori».

«Comunque i benefici della sorveglianza attiva sono di gran lunga superiori alla possibilità di errore umano, sempre possibile in ogni contesto compreso quello dei test», precisa l’esperto, così confermando la validità generale del metodo, al di là degli sbagli che, come si è visto, sono talvolta possibili.



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