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Come sbloccare il conto corrente del defunto?

13 Dicembre 2020
Come sbloccare il conto corrente del defunto?

Come dividere i soldi in banca dell’eredità e ottenere l’accesso ai dati bancari del defunto.

Quando si apre una successione capita spesso che, tra i beni da dividere, vi sia anche un conto corrente. Gli eredi che vogliono spartirsi i soldi depositati in banca devono prima avviare la pratica di apertura della successione. L’istituto di credito, infatti, per evitare prelievi da parte di soggetti non legittimati, non appena viene a sapere del decesso del proprio correntista “congela” il suo conto corrente. 

Di qui il comune interrogativo: «Come sbloccare il conto corrente del defunto?». Cerchiamo di rispondere alle domande più comuni che, di solito, si pongono in queste circostanze.

Si può prelevare dal conto corrente del defunto?

Come detto, il conto corrente del defunto viene bloccato non appena la banca viene informata del suo decesso. Il blocco riguarda in realtà non solo il conto ma tutti i rapporti intestati al defunto: cassette di sicurezza, gestione titoli, libretti di risparmio, ecc.

Se tuttavia qualcuno degli eredi dovesse riuscire a prelevare, attraverso il bancomat o allo sportello, dal conto corrente del defunto prima del congelamento dello stesso si avrebbero due importanti conseguenze:

  • il soggetto in questione non potrebbe più rinunciare all’eredità. Il suo gesto infatti si considera come accettazione tacita dell’eredità. Ne consegue che dovrà rispondere di tutti i debiti del defunto in proporzione alla propria quota ereditaria;
  • il soggetto in questione sarà comunque tenuto a restituire la somma prelevata indebitamente agli altri eredi o a computarla alla quota a questi spettante.

Se tuttavia colui che ha eseguito il prelievo era il cointestatario del conto corrente, a questi spetta il diritto di disporre della metà della giacenza. Entro questi limiti, pertanto, non dovrà restituire nulla agli altri eredi.

Si possono avere gli estratti conto del defunto?

Non serve sbloccare il conto corrente del defunto per prendere invece visione degli estratti conto. Questo è un diritto che compete a tutti gli eredi, previa verifica della qualità degli stessi. 

Come si sblocca il conto corrente intestato al defunto?

La legge stabilisce il divieto, da parte di tutti i debitori del defunto, di effettuare i pagamenti nelle mani dei suoi eredi prima che questi abbiano fatto la dichiarazione di successione. La banca è compresa tra tali soggetti. 

Pertanto, gli eredi che vogliano sbloccare il conto corrente del defunto devono effettuare la dichiarazione di successione e presentare tale documentazione alla banca. 

Insieme alla dichiarazione di successione è necessario presentare anche l’attestazione dell’avvenuto pagamento delle imposte calcolate dall’Agenzia delle Entrate.

A fare la dichiarazione di successione e a trasmetterla all’istituto di credito può essere anche un solo erede, per conto di tutti gli altri.

La dichiarazione di successione è un adempimento che si fa – ormai in via telematica – presso l’Agenzia delle Entrate; ha semplice valore fiscale e serve per informare l’ufficio delle imposte del valore dell’eredità, al fine del calcolo delle tasse che graveranno sugli eredi stessi.

La dichiarazione di successione non implica accettazione tacita dell’eredità, per cui ben può essere che chi faccia la dichiarazione di successione decida, in un momento successivo, di rinunciare all’eredità. 

Dall’altro lato, chi ha intenzione di non accettare l’eredità non è tenuto a effettuare la dichiarazione di successione.

Non è necessario presentare in banca la dichiarazione di successione, per sbloccare il conto corrente del defunto quando il patrimonio:

  • non è superiore a 100.000 mila euro;
  • non comprende immobili (immobili, appartamenti ecc.) o diritti reali immobiliari (usufrutto, servitù ecc.)

Oltre alla dichiarazione di successione, alcune banche richiedono l’atto di notorietà il quale viene rilasciato dal notaio o dal cancelliere del tribunale. In esso, viene indicato il luogo e la data del decesso, i suoi dati anagrafici e l’elenco degli eredi legittimi.

In alternativa all’atto di notorietà, è possibile che la banca richieda semplicemente una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che è una dichiarazione redatta e sottoscritta dallo stesso interessato e autenticata dal cancelliere del tribunale o da un notaio. 

Se poi la successione presenta un testamento, bisognerà produrre alla banca l’atto di pubblicazione dello stesso o gli estremi della sua pubblicazione con l’elencazione degli eredi. 

Che succede dopo che è stato sbloccato il conto corrente?

Una volta che la banca ha ricevuto la dichiarazione di successione, è tenuta a sbloccare il conto corrente e a riconoscere, a ciascun erede, una parte dei soldi depositati sul conto corrente, in proporzione alla rispettiva quota. È chiaro che chi accetta tale pagamento non potrà, in un momento successivo, rinunciare più all’eredità.

Che succede se il conto corrente è cointestato?

Se il conto corrente è cointestato con firma disgiunta, la banca può bloccare solo la metà dello stesso, lasciando l’altra metà nella disponibilità del cointestatario. Quest’ultimo quindi potrà prelevare fino al 50% della giacenza. Se poi questi riveste anche la qualità di erede concorrerà alla divisione dell’altro 50% con gli ulteriori eredi.

Viceversa, se il conto è cointestato a firma congiunta, esso viene bloccato fin quando non è conclusa la successione ossia fino alla presentazione dei documenti che abbiamo detto sopra. 

La banca può consentire prelievi per il funerale?

Eccezionalmente, alcune banche consentono, prima dello sblocco del conto corrente, il prelievo di una piccola quantità di denaro necessaria ad affrontare le spese funebri. A tal fine, però, è necessario il consenso di tutti gli eredi. 



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