Diritto e Fisco | Articoli

Quanto è il massimo che si può pagare in contanti?

13 Dicembre 2020
Quanto è il massimo che si può pagare in contanti?

Pagamenti tracciabili: quali sono? Si possono fare tanti pagamenti in contanti di piccolo importo?

Un nostro lettore ci chiede: «Quanto è il massimo che si può pagare in contanti?».

Come noto, nell’intento di contrastare l’evasione fiscale e il riciclaggio del denaro sporco, il legislatore ha più volte dettato una normativa di contrasto all’uso dei contanti, in parte stabilendo sanzioni nei confronti di chi supera determinati limiti, in parte riconoscendo dei premi o dei benefici fiscali per chi paga con strumenti elettronici come carte di credito e bancomat.

I limiti all’uso dei contanti sono cambiati più volte, a seconda della politica adottata dai vari governi. Al momento, ecco quanto è il massimo che si può pagare in contanti.

Limite pagamenti in contanti

Dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021, il limite massimo all’utilizzo di contanti è di 1.999,99 euro. Il che significa che a partire da 2.000 euro a salire è necessario pagare con strumenti tracciabili come assegni circolari, assegni non trasferibili, bonifici, carte di credito, carte di debito (bancomat), carte prepagate, vaglia postali, ecc. Sono previste sanzioni da 2.000 a 50.000 euro per chi viola tale norma. La sanzione grava sia su chi paga che su chi riceve il denaro.

A partire dal 1° gennaio 2022, salvo ulteriori cambi di rotta, il limite massimo all’utilizzo dei contanti è di 999,99 euro. Il che significa che a partire da 1.000 euro a salire bisogna pagare con strumenti tracciabili. Le sanzioni scendono da 1.000 euro per arrivare a 50.000 euro per entrambi i trasgressori. 

Limiti contanti: quando valgono?

Anche se si parla comunemente di «limiti ai pagamenti in contanti» la restrizione si applica a qualsiasi scambio di denaro, tra privati o tra privati e pubbliche amministrazioni. Quindi, non è compresa solo la vendita (si pensi a chi paga il prezzo di un prodotto appena acquistato) ma sono inclusi anche la donazione, il mutuo (ossia il prestito di denaro), la restituzione di un mutuo, il pagamento di bollette o del condominio, il versamento delle tasse, ecc.

Insomma, qualsiasi trasferimento di denaro, a qualunque titolo avvenga, deve rispettare i limiti appena indicati.

Si possono fare tanti pagamenti in contanti?

Fatta la legge trovato l’inganno. C’è già chi pensa che, facendo tanti pagamenti di piccolo importo, ciascuno al di sotto dei limiti in contanti, si possa aggirare il divieto. Non è così. Il pagamento frammentato si considera unitario e, quindi, rientra nel divieto. 

Eccezionalmente, è consentito pagare in contanti, se l’importo delle singole rate è inferiore ai tetti appena indicati, solo quando:

  • il pagamento dilazionato è previsto dal contratto (si pensi all’accordo con il dentista per pagare una cura in varie rate, ciascuna per ogni seduta oppure al patto con l’avvocato per un pagamento in base alle udienze);
  • oppure rientra nella comune pratica commerciale (si pensi al pagamento di alcuni lavori di ristrutturazione che, di norma, vengono corrisposti in base agli stati di avanzamento dei lavori).

Leggi Cosa rischio se pago in contanti.

Resta possibile, ma solo tra privati, pagare una determinata somma superiore al limite di legge, in parte in contanti e in parte con strumenti tracciabili purché il trasferimento in contanti sia inferiore al tetto indicato dalla legge. Si pensi a un pagamento di 3.000 euro che viene fatto per 1.500 con carta di credito e 1.500 in contanti.

Quali sono gli strumenti di pagamento tracciabili?

Come abbiamo detto, a partire da 2.000 euro o, dal 1° gennaio 2022, a partire dal 1.000 euro non è possibile versare contanti ma bisogna usare strumenti tracciabili. Ma quali sono gli strumenti tracciabili? Eccoli: 

  • carte di credito;
  • carte di debito (bancomat);
  • assegni circolari;
  • assegni bancari non trasferibili;
  • carte prepagate;
  • app per smartphone;
  • vaglia postali;
  • bonifici bancari;
  • bonifici postali.

Esiste un limite ai prelievi e ai versamenti in banca?

I limiti di 2.000 euro e (dal 2022) di 1.000 euro valgono solo per gli scambi di denaro tra soggetti diversi. Quindi, non si applicano né ai prelievi né ai versamenti in banca. In questi casi, infatti, il denaro non si trasferisce da un soggetto a un altro ma resta sempre di proprietà del correntista; la banca è infatti una semplice custode. Quindi, è ben possibile prelevare dalla banca più di 2.000 in contanti. Con l’avvertimento però che un prelievo di più di 10.000 euro nell’arco dello stesso mese comporta una segnalazione alla Uif, l’Unità di Intermediazione Finanziaria, che valuta se, dietro tale operazione, possa esservi un reato (ad esempio, il riciclaggio o il contrabbando). In tal caso, la Uif fa una segnalazione alla Procura della Repubblica che condurrà le indagini.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

  1. “ma resta sempre di proprietà del correntista; la banca è infatti una semplice custode.”. questo non è vero: il deposito in conto corrente rende il denaro di proprietà della banca e da al correntista un semplice diritto di credito. Infatti quando fallisce la banca sparisce anche il…. credito. Doveste correggere….

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube