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Quanto incidono sulla pensione i contributi figurativi?

9 Marzo 2021 | Autore:
Quanto incidono sulla pensione i contributi figurativi?

Contribuzione previdenziale accreditata per periodi non lavorati tutelati: diminuisce l’importo del trattamento pensionistico?

I lavoratori possono rendere utili ai fini della pensione anche i periodi durante i quali sono assenti, o durante cui non sussiste un rapporto di lavoro, grazie all’accredito dei contributi figurativi.

Attraverso questi contributi, riconosciuti dall’Inps, l’assicurato può comunque ottenere la copertura dei periodi non lavorati ai fini del diritto e della misura del trattamento pensionistico, nonostante l’assenza di attività subordinata.

Ma quanto incidono sulla pensione i contributi figurativi? La risposta dipende dalla tipologia di contribuzione figurativa accreditata e dalla categoria di appartenenza dell’interessato.

In generale, l’accredito di contribuzione figurativa non abbassa l’importo del trattamento pensionistico, a meno che non siano previsti dei tetti massimi, come nel caso dell’indennità di disoccupazione Naspi o del congedo straordinario legge 104.

In alcune ipotesi in cui i limiti massimi di accredito figurativo diminuiscano l’importo della pensione, ad esempio in quanto il lavoratore ha una retribuzione media piuttosto alta, è comunque possibile rimediare: è il caso della Naspi, che non diminuisce la quota retributiva della pensione, più precisamente la quota del trattamento calcolata col sistema retributivo, in quanto i relativi periodi possono essere neutralizzati.

La neutralizzazione non può operare, però, in riferimento a quelle quote di pensione da calcolare col sistema contributivo, cioè sulla base degli accrediti e dell’età pensionabile: il montante contributivo, cioè la somma dei contributi accreditati e rivalutati, non può difatti mai diminuire. Se vuoi approfondire, puoi leggere: Pensione e Naspi. Ma procediamo con ordine.

Quali periodi possono essere accreditati figurativamente?

L’accredito dei contributi figurativi può avvenire per i seguenti periodi, relativamente alla generalità dei lavoratori dipendenti.

Periodi accreditati d’ufficio, cioè senza necessità di inviare una domanda all’Inps:

  • cassa integrazione;
  • assegno straordinario di solidarietà;
  • isopensione;
  • disoccupazione (Naspi, agricola, edile);
  • mobilità;
  • lavori socialmente utili;
  • contratti di solidarietà;
  • assistenza antitubercolare;
  • invalidità e inabilità indennizzate con successivo recupero della capacità lavorativa.

Periodi accreditati su domanda:

  • servizio militare e assimilato;
  • maternità e congedi parentali;
  • riposi giornalieri per allattamento;
  • assenze per educazione e assistenza figli;
  • assenze dal lavoro non retribuite per assistere, educare figli o portatori di handicap;
  • assenze retribuite per assistere i portatori di handicap (permessi legge 104);
  • malattia e infortunio;
  • donazione di sangue e di midollo osseo;
  • aspettativa per funzioni pubbliche elettive e cariche sindacali;
  • persecuzione politica o razziale;
  • licenziamento per rappresaglia;
  • congedo per donne vittime di violenza;
  • congedo straordinario legge 104 di assistenza ai disabili.

Attenzione: per quanto riguarda gli accrediti su domanda, nelle ipotesi in cui l’Inps sia a conoscenza degli elementi per il calcolo dei contributi, il riconoscimento avviene comunque in automatico, salva la facoltà per l’interessato di rinuncia.

Quali sono le tipologie di contributi figurativi?

I contributi figurativi possono risultare:

  • a copertura se il periodo, durante il quale si è verificato l’evento, è completamente privo di contribuzione;
  • ad integrazione se nel periodo, durante il quale si è verificato l’evento, è stata corrisposta una retribuzione ridotta;
  • ad incremento se l’attività lavorativa è stata svolta nel settore agricolo.

I contributi figurativi sono utilizzabili per la pensione?

La generalità dei contributi figurativi può essere utilizzata sia ai fini del diritto alla pensione che ai fini della misura, cioè dell’importo del trattamento pensionistico.

Fanno eccezione:

  • i periodi accreditati per lavori socialmente utili, che non servono per la misura della pensione;
  • i periodi di percezione delle pensioni d’invalidità e inabilità, qualora si verifichi un successivo recupero della capacità lavorativa: anche in questo caso, i periodi sono utili ai fini del diritto a pensione ma non della misura del trattamento.

Attenzione, poi: alcuni periodi di contributi figurativi hanno un valore limitato, per alcune tipologie di pensione anticipata o di anzianità.

I periodi di disoccupazione, infortunio e malattia sono utili per le pensioni anticipate?

Nello specifico, i contributi figurativi accreditati a seguito di periodi di disoccupazione indennizzata, come la Naspi, malattia o infortunio, presso l’Assicurazione generale obbligatoria ed alcuni fondi sostitutivi possono avere un’utilità limitata ai fini delle pensioni di anzianità o anticipate.

Per quanto riguarda il conseguimento della pensione anticipata con opzione quota 100, ad esempio, oltre al requisito di 38 anni di contribuzione, è richiesto l’accredito di 35 anni di contribuzione utile alla pensione di anzianità [1]. Qual è la contribuzione utile alla pensione di anzianità? Si tratta della contribuzione che non comprende i periodi di disoccupazione indennizzata e malattia e infortunio non integrati dal datore di lavoro.

In buona sostanza, per ottenere la generalità delle pensioni anticipate e di anzianità, a prescindere dal requisito contributivo complessivamente richiesto (ad esempio 38 anni per la quota 100), bisogna avere alle spalle 35 anni di contributi “al netto” dei contributi figurativi accreditati per periodi di disoccupazione indennizzata, malattia e infortunio.

Filiberto possiede 38 anni di contributi complessivi, di cui 4 di disoccupazione ed è iscritto al Fondo pensioni lavoratori dipendenti. Può ottenere la pensione quota 100? Nonostante soddisfi sia il requisito di età per questa tipologia di pensione (62 anni), che il requisito contributivo di 38 anni, entro il 31 dicembre 2021, non può ottenere il trattamento. Come mai? Filiberto non possiede 35 anni di contributi al netto dei periodi di disoccupazione indennizzata, malattia e infortunio.

Lo stesso requisito dei 35 anni al netto dei periodi di disoccupazione, malattia e infortunio è richiesto per la pensione con opzione donna e per le altre tipologie di pensione di anzianità.

La limitata efficacia di questi periodi contribuiti deriva dalla legge di revisione degli ordinamenti pensionistici del 1969 [2].

Come influiscono i contributi figurativi sulla pensione?

Nell’ipotesi in cui la contribuzione figurativa incida sul diritto e sulla misura della pensione, per capire se sia suscettibile di diminuire l’importo del trattamento pensionistico è bene sapere che gli accrediti non sempre corrispondono alla normale retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore in costanza di rapporto, o di svolgimento dell’attività.

Il calcolo dei contributi figurativi può infatti variare:

  • in base alla gestione previdenziale di appartenenza: Fondo pensione lavoratori dipendenti, dipendenti pubblici, artigiani, commercianti;
  • secondo il periodo coperto dalla contribuzione figurativa, per gli appartenenti a determinate categorie, come al Fondo pensione lavoratori dipendenti: sino al 31 dicembre 2004 o dal 1° gennaio 2005; per gli accrediti più recenti, in particolare, spetta l’importo della normale retribuzione che sarebbe stata erogata al lavoratore, in caso di prestazione lavorativa, nel mese in cui si colloca l’evento;
  • in base alla tipologia di contribuzione figurativa: il calcolo varia in base all’accredito, a copertura o ad integrazione;
  • in base alla tipologia di periodi coperti: la determinazione del valore dei contributi figurativi è difatti peculiare per i periodi coperti dalle indennità di disoccupazione, per i periodi di congedo parentale fruito oltre i sei mesi e fra il terzo e il dodicesimo anno di vita del bambino, per i permessi per allattamento, per le assenze per malattia del bambino di età compresa fra il terzo e l’ottavo anno e, infine, per le integrazioni salariali (cassaintegrazione, assegno ordinario, etc.).

Per approfondire: Utilizzo dei contributi figurativi.


note

[1] Circ. Inps 11/2019.

[2] Art.22, co.1, L. 153/1969; Circ. Inps 180/2014.


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