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Chiusura di balcone o veranda: regole per millesimi, catasto e detrazioni

7 gennaio 2014


Chiusura di balcone o veranda: regole per millesimi, catasto e detrazioni

> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 gennaio 2014



Alcuni condomini hanno chiuso con vetrate fisse le loro terrazze: come ci dobbiamo comportare per la revisione dei millesimi del condominio? Inoltre, tali variazioni devono essere comunicate al catasto? Si può usufruire delle detrazioni fiscali?

Per quanto riguarda la revisione dei millesimi.

Con la riforma del condominio, per tutte le innovazioni di vasta portata (successive al 18 giungo 2013), è possibile ottenere la modifica delle tabelle millesimali solo se l’alterazione superi il quinto del valore proporzionale dell’unità immobiliare (per le opere effettuate prima del giugno 2013, invece, la revisione poteva essere chiesta solo in presenza di una “notevole alterazione” del rapporto originario tra i valori dei singoli piani e porzioni di piano).

La chiusura del balcone non può considerarsi una innovazione di vasta portata tale da alterare tale rapporto di un quinto (o, se anteriore alla riforma, tale da creare una “notevole alterazione”). Pertanto, il condominio non deve procedere alla revisione dei millesimi.

Un esempio di innovazioni che determinano la revisione delle tabelle potrebbero invece essere la trasformazione di sottotetto o di autorimessa in abitazione.

Al più, se si tratta di edifici dotati di riscaldamento centrale e se le spese di questo servizio siano ripartite in base al volume delle proprietà esclusive, può avere fondamento la richiesta di ricalcolare i millesimi del riscaldamento ove solo una parte dei condomini abbia costruito le verande. Nel caso di ripartizione delle spese di riscaldamento centrale in base alle superfici radianti, la modifica dei millesimi è ammissibile solo nel caso di installazione di nuovi elementi scaldanti nelle verande.

Per quanto riguarda la comunicazione al catasto.

In ogni caso, la chiusura a vetrate di terrazze-balconi per realizzare un ambiente chiuso annesso all’abitazione comporta una variazione della consistenza originaria dell’unità immobiliare, in quanto il locale ottenuto ha quantomeno i caratteri di un accessorio diretto della abitazione quantificabile in 1/3 di vano (ripostiglio, corridoio, vano piccolo, ecc). Pertanto, tale variazione deve essere dichiarata in catasto entro 30 giorni dalla sua ultimazione [1].

Per quanto riguarda le detrazioni fiscali.

Se trattasi di chiusura con infissi o altri materiali non removibili non si può usufruire delle detrazioni fiscali. Essi, infatti, si applicano per i soli interventi di recupero edilizio ed energetico che non comportino aumento di volumetria dell’abitazione [2]. Per ciò che concerne gli interventi relativi alla copertura di terrazze o balconi, si ritiene che la detrazione del 50% possa spettare solo se i lavori siano diretti, ad esempio, alla trasformazione degli stessi in verande non completamente chiuse lateralmente, in quanto, in tale ipotesi, non si verrebbe a realizzare un nuovo vano dell’abitazione ad aumento della cubatura della stessa.

note

[1] Ai sensi di quanto previsto dall’articolo 20 del Rdl n. 652/39.

[2] Ag. Entrate, circolare 57/E/1998.

Autore immagine: 123rf.com

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2 Commenti

  1. Vi sono poi norme ancor più restrittive che riguardano determinate zone che per la loro importanza paesaggistica ed ambientale sono sottoposte a vincoli specifici: il D. L.vo 22/01/2004 n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), al Titolo II, indica a tal proposito quali siano le conseguenze penali in caso di realizzazione di opere in assenza o violazione del prescritto parere paesaggistico, rilasciato proprio al fine di impedire che l’attività edilizia arrechi un danno al paesaggio o affinché l’impatto ambientale sia minimo. Per saperne di più affidatevi prima iniziare ad esperti nel settore.

  2. Sono possessore di un box in un condominio che dovra essere ristrutturata la facciata, chiedo: per quanto riguarda i balconi devo partecipare alla spesa,oppure ogni appartamento si deve accollare i costi come proprietà privata?..GRAZIE MARIO

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