Diritto e Fisco | Articoli

Se uno dei due coniugi muore senza figli a chi va l’eredità?

19 Dicembre 2020
Se uno dei due coniugi muore senza figli a chi va l’eredità?

Se uno dei due coniugi (con un genitore ed un fratello) dovesse mancare a chi va l’eredità? Può essere tutto attribuito al coniuge superstite?

Se il coniuge che viene a mancare (con un genitore ed un fratello) non lascia testamento, allora si aprirà la successione legittima (articoli 565 e seguenti del Codice civile) che prevede, nel caso in cui il defunto non abbia figli e lasci coniuge, ascendenti e fratelli e sorelle, che:

  • al coniuge spettino i 2/3 dell’eredità;
  • mentre il fratello e il genitore si divideranno il terzo restante, in modo che al genitore vada comunque un quarto dell’eredità.

Nel caso, invece, che il coniuge che venga a mancare lasci testamento, allora si aprirà la successione testamentaria.

In questo caso la legge stabilisce che ad alcuni parenti (coniuge, figli e ascendenti se non vi sono figli) spettino in ogni caso delle quote (cosiddette quote di legittima).

Nel suo caso:

  • al fratello del defunto la legge non attribuisce nessuna quota;
  • al coniuge superstite spetta per legge la metà dell’eredità;
  • al genitore del defunto spetta per legge un quarto dell’eredità;
  • il restante quarto può essere attribuito a chiunque (si tratta della cosiddetta quota disponibile che può essere destinata dal testatore anche ad un estraneo oppure essere aggiunta alle quote sopra indicate spettanti per legge al coniuge o al genitore oppure destinata al fratello).

In definitiva, se la persona indicata nel quesito dovesse lasciare testamento sarebbe per legge tenuta a destinare al coniuge superstite metà dell’eredità e al genitore un quarto dell’eredità, mentre il restante quarto sarebbe libero di destinarlo a chiunque volesse (anche, ovviamente, al coniuge superstite che in questo modo potrebbe al massimo ambire ad avere metà più un quarto dell’eredità, cioè complessivamente tre quarti dell’eredità).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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