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Cos’è la pena pecuniaria?

10 Marzo 2021 | Autore:
Cos’è la pena pecuniaria?

Sanzione economica come conseguenza del reato. Qual è la differenza tra multa e ammenda? Come convertire la pena pecuniaria?

Chi commette un reato rischia il carcere. Questa affermazione è contraddetta non solo tutte le volte in cui il condannato riesce a scampare alla galera grazie ai benefici previsti dall’ordinamento (sospensione condizionale della pena, misure alternative alla detenzione, ecc.), ma anche quando la legge prevede semplicemente una pena pecuniaria in alternativa alla prigione. Ad esempio, la diffamazione è punita con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 1032 euro. Ciò significa che il diffamatore potrebbe essere condannato solamente a pagare una somma di danaro. Cos’è la pena pecuniaria?

In senso giuridico, la pena pecuniaria riguarda propriamente i reati. Quando si parla di pena, infatti, ci si riferisce solamente alle condotte criminose, non agli illeciti di natura civile o amministrativa. La persona che è chiamata a pagare una pena pecuniaria, dunque, è una persona che è stata condannata nell’ambito di un procedimento penale per un reato che ha commesso. Quando si discute di pene pecuniarie ci si riferisce a una specifica tipologia di sanzione prevista in ambito penale. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme quali sono le pene pecuniarie e in cosa consistono.

Pena: cos’è?

In ambito giuridico, la pena è la sanzione prevista in caso di reato. In altre parole, chi commette un crimine è soggetto a una “punizione” che prende il nome, appunto, di pena.

Quali sono le pene previste per i reati?

Secondo la legge [1], le pene principali stabilite per i reati più gravi (i delitti, per la precisione) sono:

  • l’ergastolo;
  • la reclusione;
  • la multa.

Le pene principali stabilite per i reati minori (le contravvenzioni) sono:

  • l’arresto;
  • l’ammenda.

Pene pecuniarie: quali sono?

Per legge [2], l’ergastolo, la reclusione e l’arresto sono denominate pene detentive o pene restrittive della libertà personale.

La multa e l’ammenda sono invece pene pecuniarie, in quanto obbligano il condannato al pagamento di una somma di denaro.

Pene pecuniarie: cosa sono?

Alla luce di quanto detto sinora, possiamo affermare che le pene pecuniarie sono le sanzioni economiche previste dalla legge come conseguenza della commissione di un reato.

Multa e ammenda sono entrambe pene pecuniarie. Vuol dire che, esattamente come la reclusione, l’arresto e l’ergastolo, conseguono a una condanna penale; la differenza, ovviamente, è che la multa e l’ammenda non restringono la libertà personale del condannato, ma gli impongono il pagamento di una somma il cui limite è imposto dalla legge ma la cui entità concreta è stabilita dal giudice.

Multa e ammenda possono essere previste come pene cumulative (cioè che si aggiungono) o alternative a quelle detentive: ad esempio, la legge [3] punisce la diffamazione con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a milletrentadue euro. Questo significa che il giudice, a seconda della gravità della condotta, potrà comminare la sola pena detentiva o, in alternativa, quella pecuniaria.

Multa e ammenda: differenze

Qual è la differenza tra multa e ammenda? Sia la multa che l’ammenda sono pene pecuniarie: la prima, però, consegue alla condanna per un delitto, mentre la seconda a quella per una contravvenzione.

Sia i delitti che le contravvenzioni sono reati, solamente che i primi sono molto più gravi dei secondi. Sono delitti i furti, le rapine, gli omicidi, le diffamazioni, le violenze di ogni tipo, ecc.; costituiscono contravvenzioni, invece, il disturbo della quiete pubblica, il porto abusivo di armi, ecc.

Da tanto consegue un’ulteriore differenza: la multa si traduce nel pagamento di un importo a volte molto elevato, essendo il tetto massimo previsto dalla legge pari a cinquantamila euro. Per le ammende, invece, atteso il minor disvalore penale della condotta che la giustifica, la soglia massima è fissata in diecimila euro.

Se vuoi sapere come si paga una ammenda, ti rinvio alla lettura dell’articolo dedicato a questo tema.

Pena pecuniaria: si può convertire?

Eccezionalmente, in alcuni casi, la legge consente di evitare la pena pecuniaria. Come? Mediante la conversione. È il classico esempio della condanna per guida in stato di ebbrezza e successiva conversione della pena nei lavori di pubblica utilità.

La legge [4] dice che la pena detentiva e pecuniaria può essere sostituita, se non vi è opposizione da parte dell’imputato, con quella del lavoro di pubblica utilità consistente nella prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività da svolgere, in via prioritaria, nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale presso lo Stato, le regioni, le province, i Comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato, o presso i centri specializzati di lotta alle dipendenze.

Il lavoro di pubblica utilità ha una durata corrispondente a quella della sanzione detentiva irrogata e della conversione della pena pecuniaria, ragguagliando 250 euro ad un giorno di lavoro di pubblica utilità.

Ma non solo. In generale, secondo la legge, l’imputato che non riesca a far fronte al pagamento della pena pecuniaria (multa o ammenda) vedrà la sua pena convertita in libertà controllata (con conseguente divieto di allontanarsi dal comune di residenza e di presentarsi quotidianamente alla polizia) o, in alternativa, se presta il consenso, in lavoro sostitutivo [5].

Il ragguaglio ha luogo calcolando 250 euro (o frazione di esso) di pena pecuniaria per un giorno di libertà controllata e 25 euro (o frazione) per un giorno di lavoro sostitutivo.

Il condannato può sempre far cessare la pena sostitutiva pagando la multa o l’ammenda, dedotta la somma corrispondente alla durata della libertà controllata scontata o del lavoro sostitutivo prestato.

Come per il lavoro di pubblica utilità nella guida in stato di ebbrezza, il lavoro sostitutivo consiste nella prestazione di un’attività non retribuita, a favore della collettività, da svolgere presso lo Stato, le regioni, le province, i Comuni, o presso enti, organizzazioni o corpi di assistenza, d’istruzione, di protezione civile e di tutela dell’ambiente naturale o d’incremento del patrimonio forestale.


note

[1] Art. 17 cod. pen.

[2] Art. 18 cod. pen.

[3] Art. 595 cod. pen.

[4] Art. 186 cod. str.

[5] Art. 102, l. n. 689/81.

Autore immagine: canva.com/


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