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Malattia e infortunio sul lavoro: come ottenere la prestazione dall’Inail

7 gennaio 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 gennaio 2014



Il lavoratore ha diritto a ricevere dall’Inail un indennizzo economico nel caso in cui si infortuni o contragga una malattia sul posto di lavoro: vediamo a che condizioni.

 

Ogni anno sono oltre 740.000 le denunce di infortuni avvenuti sul lavoro e oltre 47.000 quelle per malattie professionali.

Chi è affetto da una malattia o subisce un infortunio sul lavoro ha diritto ad un sostegno al reddito, comunemente detto “pensione Inail”.

Per aver diritto a tale sostegno economico, tuttavia, è necessario che l’infortunio e la malattia presentino determinate caratteristiche, prima fra tutte che siano la diretta conseguenza dell’attività lavorativa: in altre parole deve esserci tra le due un rapporto di causa-effetto.

Infortunio sul lavoro

Ѐ quell’evento, ricollegabile all’attività lavorativa che si verifica  per una causa violenta e incide subito e in modo traumatico sulla salute del lavoratore (o per avergli provocato una lesione o una malattia), rendendolo inabile al lavoro per più di tre giorni.


In questa ipotesi la legge prevede [1] una assicurazione obbligatoria che dà diritto al lavoratore infortunato di beneficiare di specifiche prestazioni sanitarie e a un indennizzo tanto maggiore quanto più gravi siano state le conseguenze dell’evento traumatico.

Quando esso si verifica, il lavoratore ha il dovere di informare subito il datore di lavoro.
A sua volta, il datore di lavoro, ricevutane notizia, deve inviare entro 2 giorni la relativa denuncia all’INAIL.
Qualora si tratti di infortunio mortale o che comporti pericolo di vita, la denuncia va inviata entro le 24 ore dall’evento e l’Inail avrà l’obbligo di informare il Procuratore della Repubblica. In tal caso si avvierà d’ufficio una indagine penale anche quando dall’evento siano derivate lesioni con prognosi di guarigione superiore a 40 giorni.

Infortunio in itinere
Dall’infortunio sul lavoro, va tenuto distinto il cosiddetto infortunio in itinere che è quello nel quale incorre il lavoratore nel percorrere l’itinerario di andata e ritorno fra abitazione e luogo di lavoro (o viceversa) oppure dal luogo di lavoro a quello di consumazione dei pasti ovvero tra due posti di lavoro (se svolge la sua attività in sedi diverse). Per un approfondimento sull’argomento leggi: “Infortunio in itinere: quando spetta al lavoratore l’assicurazione”.

Per aver diritto all’indennizzo, in tal caso, occorre che il lavoratore non abbia interrotto o deviato il tragitto se non per effettiva necessità dovuta a motivi di forza maggiore (ad esempio deviazioni presenti sulla strada a causa di lavori in corso), a esigenze essenziali e improrogabili (ad esempio recarsi al pronto soccorso per soccorrere un familiare) o all’adempimento di obblighi la cui inosservanza costituisce reato  (ad esempio sottrarsi ad un controllo delle autorità).

Perché vi sia copertura assicurativa occorre che il dipendente si rechi a lavoro usando un mezzo pubblico, salvo che l’utilizzo del mezzo privato non sia dettato da necessità, come nel caso in cui manchino mezzi pubblici nella specifica tratta oppure perché, pur essendoci tali mezzi, essi siano di disagio in relazione alle sue specifiche esigenze (si pensi all’utilizzo di un mezzo per chi è affetto da disabilità) o non permettano al soggetto di arrivare puntuale al lavoro.

La malattia professionale

Diversa dall’infortunio é la malattia professionale intesa come patologia che si sviluppa a causa della presenza di elementi nocivi nel luogo di lavoro.
Le cause scatenanti la malattia possono essere molte e spesso sconosciute al lavoratore  (per esempio la presenza di agenti cancerogeni i cui effetti si notano magari dopo lungo tempo).

Altri fattori di rischio sono legati all’organizzazione del lavoro (per esempio la mancanza di igiene degli ambienti di lavoro, la cattiva manutenzione degli strumenti, la ripetitività delle mansioni svolte senza pause adeguate).

Malattie tabellate e non

In base alla legge [2], rientrano nella copertura INAIL le malattie professionali comprese in precise tabelle [3].

Tali tabelle indicano complessivamente oltre 100 categorie di malattie (divise a seconda che si tratti di settore dell’industria o di settore agricolo); esse vengono ricomprese in modo automatico nella copertura assicurativa in quanto, al momento in cui si manifestano, si presumono effetto dell’attività lavorativa. In altre parole, quando il lavoratore contrae una di queste malattie, per ottenere le prestazioni dall’Inail deve solo dimostrare di essere stato adibito ad una attività connessa a quella specifica malattia.


Questo non significa che il lavoratore che contragga anche altre malattienon indicate nelle tabelle, ma causate in ogni caso da fattori di rischio presenti nel luogo di lavoro, non possa ottenere le prestazioni all’Inail. In questa ipotesi, tuttavia, dovrà essere lui a dimostrare il nesso di causa-effetto tra la malattia e le condizioni di lavoro.

Va detto, inoltre, che la legge [3] ha ampliato l’ambito di invalidità della malattia professionale, estendendola anche al cosiddetto danno biologico, inteso come la lesione dell’integrità psico-fisica legata alla vita di relazione.

Denuncia e procedimento

Per ottenere le prestazioni da parte dell’INAIL in caso di malattia professionale il lavoratore deve comunicare al datore di lavoro di avere contratto la malattia professionale entro 15 giorni dal momento in cui questa si manifesta.
Nei 5 giorni successivi l datore di lavoro, a sua volta, deve inviare all’INAIL la relativa denuncia. Nel caso in cui detti termini non siano osservati sono previste sanzioni amministrative.


La richiesta va inoltrata alla sede INAIL competente per territorio.
Alla denuncia va allegato il certificato medico con indicazione anche del luogo in cui il lavoratore si trova ricoverato.

Ѐ possibile anche l’invio telematico della denuncia ma, in tal caso, il certificato medico deve essere trasmesso solo se espressamente richiesto dall’INAIL.


Una volta ricevuta la denuncia, l’Inail attiva un procedimento amministrativo teso ad accertare, anche grazie a una visita medico-legale, l’effettiva sussistenza della malattia e dei presupposti per l’accoglimento della domanda (ad esempio se la patologia rientri o meno tra quelle tabellate).

Le prestazioni Inail


Se sussistono i presupposti richiesti dalla legge per l’accoglimento della domanda del lavoratore, in tal caso l’INAIL può erogare al lavoratore due diversi tipi di prestazioni:

– o una somma di denaro versata in un’unica soluzione, cosiddetta “una tantum”

– o una rendita, cioè un importo di denaro versato ratealmente.

Aggravamento e termini per la domanda

Al termine del procedimento amministrativo, l’INAIL stabilisce di che entità sia la malattia (ossia la sua gravità). Ciò non toglie che essa possa subire un aggravamento nel corso del tempo. In tal caso il lavoratore può inviare all’INAIL una domanda di aggravamento, detta anche “domanda di revisione, richiedendo una nuova visita di verifica.

Anche l’INAIL può, dal canto suo, effettuare la stessa richiesta.


La prima domanda può essere presentata dopo:

– 6 mesi dal termine del periodo di inabilità temporanea assoluta;

– 1 anno dalla manifestazione della malattia (se il lavoratore non si è mai assentato dal lavoro).

In ogni caso, non potranno essere presentate ulteriori domande se non sia decorso un anno dalla presentazione della precedente domanda.


L’ultima domanda, infine, va presentata nel termine di 15 anni da quando decorre la rendita INAIL, in particolare essa non deve essere inoltrata oltre un anno dalla scadenza del quindicesimo anno.


A seguito della domanda di aggravamento, l’INAIL  comunica al lavoratore, tramite lettera, se accogliere o meno la richiesta.
Nel caso essa respinga la domanda, non ravvisando i presupposti di un aggravamento, il lavoratore potrà presentare un ricorso alla stessa sede INAIL, chiedendo una revisione di tale decisione.

Rilevanza della percentuale di invalidità per accedere alla pensione Inail

Va in ogni caso specificato che, per quanto accertata una invalidità per il lavoratore, è determinante – ai fini del diritto alla prestazione economica – la percentuale entro cui essa é stimata. Infatti:

1) se viene accertata ad una percentuale di invalidità inferiore al 6%, l’Inail non versa nulla al lavoratore;

2) con un’invalidità dal 6% al 16% escluso, l’Inail versa una somma in un’unica soluzione che può andare, secondo una tabella, da un minimo di 2.788 euro fino a un massimo di 26.138 euro (secondo una variabile che dipende dall’entità del danno e dall’età del lavoratore);
3) se, invece, l’invalidità è stimata in una forbice tra il 16%  e il 100%, l’Inail eroga una rendita vitalizia che va da 14.600 a 27.200 euro annui e che viene calcolata in base a due componenti:

– una  biologica, che dipende dalla percentuale di invalidità stimata dal medico legale,

– una patrimoniale, costituita dal reddito percepito dal lavoratore fino all’accertamento dell’invalidità.

Come si ripartisce l’indennità di pagamento tra datore di lavoro e Inail

Il datore di lavoro deve versare al lavoratore:

– il 100% della retribuzione per la giornata in cui si è verificato l’infortunio o si è manifestata la malattia professionale, se – in conseguenza di essi – il lavoratore non si è recato a lavoro;

– il 60% della retribuzione per i successivi 3 giorni, oltre all’eventuale trattamento integrativo previsto dal singolo contratto di lavoro di categoria.
L’INAIL, invece, deve corrispondere la maggior parte dell’erogazione economica, versando:

– l’indennità del 60% della retribuzione giornaliera a partire dal quarto giorno (fino al novantesimo) successivo a quello in cui si è verificato l’infortunio o si è manifestata la malattia professionale;

– l’indennità del 75% dal novantunesimo giorno e fino al giorno della guarigione.

note

[1] D.P.R 1124 del 1965

[2] Art. 3 D.P.R. n. 1124 del 1965.

[3] Allegati 4 e 5 aggiornati con D.M. 9 aprile 2008.

[4] D.Lgl. 38/00.

Autore immagine: 123rf.com

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8 Commenti

  1. ho 61 anni a Novembre ho subito un incidente sul lavoro regolarmente denunciato (lavoro in regola presso il teatro Massimo a Palermo) l’incidente è grave ho perso l’uso del pollice opponibile e essendo un Falegname non so se potrò lavorare ancora, io sono in possesso e percepisco una pensione di invalidità, perché ho 80% di invalidità, cosa devo fare per ricevere dall’Inail l’indennizzo e il relativo aumento dell’invalidità ,almeno credo ,la mano non serve più.

    1. La ringraziamo per la Sua richiesta.
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  2. ho 44 anni e lavoro in una az.agr. privata il 28.11.2014 ho subito un intervento alla spalla d.x [con ancorina e vite in titanio ] svolgo lavoro di potatura raccolta dirado di piante da frutto per il maggiore tempo del mio periodo lavorativo nell’arco dell’anno ho fatto domanda di malattia professionale [ho gia 7 punti causa s.t.c mani dx sx ] e mi è stata respinta come mi devo comportare ? ho gia fatto ricorso tramite il mio patronato inca ho la possibilità che me la accettino? cordiali saluti luca.

  3. Dott.ssa buonasera,La disturbo per farLe una domanda alla quale nessuno ha saputo dare una risposta. Sono un autotrasportatore dipendente, che esercita ormai da 15 anni,nell’ottobre del 2012, dovuta da una caduta dalla scaletta della cabina del mio camion,mi provoco un infortunio al ginocchio dx mi reco all’ospedale e mi siringano il ginocchio di 200ml. Di liquido ematico rx e tac dichiarano senza dubbio un ginocchio devastato. Questa trafila con asportazione di liquido ematico va avanti per 10/15 gg. Tutto questo sotto un regime di infortunio sul lavoro. Riesco con estrema fatica a farmi visitare dal primario di ortopedia Dell’ospedale della mia citta’ a distanza di Due mesi dall’infortunio,ma allo scadere dei 40 gg. E dopo varie chiamate a visita da parte dell’INAIL(tutte regolarmente da me onorate),il dott. Di turno di quella mattina mi dichiara (guarito) e certifica che posso rientrare al lavoro. Io naturalmente con un ginocchio in quelle condizioni non posso assolutamente rientrare al lavoro e come suggerito dal dott. INAIL mi reco dal mio dottore di base per aprire la malattia con certificato. Arriva finalmente il giorno della visita con il primario di ortopedia che viste tac rx comparative dei due ginocchi e risonanza magnetica che nel frattempo mi aveva richiesto,sentenzia:”non vedo altro da fare che una protesi totale al ginocchio” aggiungendo che e’la prima volta che si trova costretto a applicare una protesi a un paziente così giovane(45) anni,per una protesi e’una eta’ bassa dice lui. La settimana dopo mi trovo con un bel ginocchio in titanio e con davanti ben 8 mesi di riabilitazione. La domanda che voglio farLe e’ un po’ articolata,1) cosa posso fare per aver riconosciuto un infortunio sul lavoro con una parziale limitazione della attivita’ motoria dell’arto inferiore? Con il patronato ho cercato di farmi riconoscere lo stesso ma senza ottenere nessun risultato,dopodiche’ abbiamo intrapreso la strada della malattia professionale,ma anche questa strada si e’ verificata inutilmente percorsa. Ora l’avvocato e il dottore del patronato mi hanno chiamato dicendomi di presentarmi il 26 marzo per fare un nuovo ricorso nei confronti dell’INAIL,ma onestamente sono molto sfiduciato e amareggiato per i precedenti esiti. Dall’ottobre del 2012 a oggi l’INAIL non mi ha riconosciuto nemmeno un centesimo e degli 8 mesi di assenza dal lavoro mi ha riconosciuto solo i primi 40gg. Il resto sono stati di mutua. Vorrei capire da Lei se posso pretendere dall’INAIL un qualsiasi riconoscimento e come posso fare per ottenerlo. La ringrazio per la risposta e per qualsiasi info mi può contattare al mio indirizzò mail.Grazie

  4. desidero avere ulteriori informaizoni su come riciedere la malattia professioanel e l’invalidità einabilità al lavoro, a seguito di gravi episodi di mobbing e stalking

  5. Buonasera Dottoressa. Solo oggi ho scoperto l’esistenza di questa pagina web molto utile per chiedere dei pareri sul mondo del lavoro e degli infortuni che sono in relazione tra loro. Vengo al sodo: io nel 2014 ho subito un infortunio sul lavoro mentre sollevavo una bobina di nylon per lìimballaggio ( lavoro nel reparto imballaggio di una fabbrica di cucine arredamenti in catena di produzione),il cui peso si aggira intorno agli 80 kg. Tengo a precisare che nelle altre postazioni di imballaggio questa operazione viene eseguita con un paranco che solleva le bobine e, nonostante la mia continua richiesta di tale atrezzatura già da diverso tempo, solo dopo il mio infortunio hanno eseguito la sistemazione di tale attrezzatura. Conseguentemente all’infortunio, l’Inail ( dopo diverse sedute di terapie e cure mi prescriveva una visita specialistica a causa dei forti dolori alla spalla e al braccio dx che accusavo. Visita che ha dato come responso la lesione dei tendini sovraspinoso e sottoscapolare. Da cui, l’intervento in artroscopia per il ripristino dei tendini con l’utilizzo di 2 ancorette al titanio. Conseguenza: riabilitazione e cure per circa 6 mesi da una struttura all’altra. Oggi mi ritrovo, per fortuna di nuovo a lavoro. LLa mia vita è cambiata perchè certe cose che facevo con una certa normalità oggi non riesco più a farle. Basti pensare che non riesco più a sollevare il pacco di 6 bottiglie di acqua con il braccio destro cosa che prima lo sollevavo con un dito della mano! A lavoro mi hanno cambiato mansione seppur diversa e meno usurante della precedente, ma certi movimenti sono limitati comportando un rallentamento nel normale svolgimento della mansione. Oggi mi chiedo a dsitanza di 2 anni dall’infortunio e a causa delle pegioramenti a seguito dell’infortunio mi pongo il quesito se posso o sono nelle condizioni di chiedere l’aggravamento.
    Appena le sarà possibile gradirei una sua risposta.
    La ringrazio anticipatamente.
    Marco Bernardini

  6. Tre anni fa da una caduta dalla sedia al lavoro un ematoma del deltoide e’ diventata una sindrome compartimentale eseguto14 interventi aperto il braccio fino alla mano con deficit del nervo ulnare.. Ora x il risarcimento come mi devo comportare. Grazie

  7. ciao ho 60anni sono autista di autobetoniera mentre stavo salendo su in cabina del camion alzando il braccio per attaccarmi allo scorrimano ho sentito un colpo violento come se si spaccasse qualcosa . dalle lastre fatte al pronto sccorso e risultato negativo.. dopo tre giorni di dolori intensivi sulla spalla decido di fare una ecografia e il risultato e una rottura parziale del tendine sovraspinato.
    la mia domanda: e malattia professionale? grazie

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