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Come fare domanda per Erasmus?

10 Marzo 2021 | Autore:
Come fare domanda per Erasmus?

L’Unione Europea ha predisposto un programma che favorisce la mobilità degli studenti all’interno degli Stati membri e non solo. Per partecipare alle borse di studio europee occorrono determinati requisiti e si deve presentare la propria candidatura.

Sei uno studente universitario ed insieme ad alcuni colleghi stai pensando di trasferirti per qualche mese all’estero presso un altro ateneo, usufruendo di una borsa di studio. Più precisamente sei interessato a una di quelle che rientrano nell’ambito del progetto denominato erasmus (european community action scheme for the mobility of university students), finanziato dall’Unione Europea con l’obiettivo di incrementare e valorizzare gli scambi culturali in ambito universitario.

Come fare domanda per erasmus? Annualmente, gli atenei pubblicano sui propri siti o nelle bacheche in facoltà, dei bandi di concorso all’interno dei quali viene spiegato come iscriversi al programma. Per avere delle informazioni più specifiche è possibile rivolgersi anche all’ufficio relazioni internazionali presente presso ogni università.

Grazie all’erasmus, gli studenti intraprendono un periodo di studio della durata minima di tre mesi e massima di un anno, presso una università di un altro Paese membro dell’UE o di un Paese extra-europeo partner del programma. Il principio ispiratore che sottende al progetto è quello secondo cui gli studenti, studiando all’estero, possono migliorare le proprie capacità di comunicazione, la conoscenza delle lingue straniere e le competenze interculturali. Dal 2014 erasmus rientra nell’ambito di un progetto più ampio denominato erasmus +, che racchiude al suo interno tutti i programmi di mobilità dell’UE.

Chi può partecipare ad erasmus?

La partecipazione al progetto erasmus presuppone il possesso di determinati requisiti.

Nello specifico, bisogna:

  • essere uno studente regolarmente iscritto a un corso di laurea triennale, magistrale, a un dottorato di ricerca, a una scuola di specializzazione o a un master;
  • avere completato il primo anno di studi;
  • essere cittadino dell’Unione Europea o di Norvegia, Islanda, Liechtenstein e Turchia;
  • essere in regola con il pagamento delle tasse universitarie;
  • avere una buona conoscenza della lingua del Paese in cui si svolge l’erasmus o quantomeno della lingua del corso di laurea che si intende frequentare all’estero, se diversa da quella locale. In merito, va detto che spesso la conoscenza linguistica adeguata viene certificata dalla stessa università di partenza tramite i Cla (Centri linguistici di ateneo);
  • non essere titolari di un’altra borsa di studio finanziata dall’Unione Europea;
  • non aver già utilizzato il numero massimo di mesi di mobilità consentito dal programma erasmus;
  • non essere residente nel Paese in cui si vuole soggiornare per il periodo dell’erasmus.

Inoltre, essendo i posti limitati, ai fini della graduatoria, è tenuto in considerazione il numero dei crediti acquisiti nel corso di studio che si frequenta, dando priorità agli studenti con una media alta e con un buon numero di esami sostenuti. Allo stesso tempo, si prende in considerazione anche la condizione economica di chi fa la richiesta per una borsa di studio erasmus, attraverso il modello Isee.

Al programma erasmus possono partecipare anche gli studenti in possesso del permesso di soggiorno permanente in uno Paese membro dell’UE o che hanno ottenuto ufficialmente lo status di rifugiato o di apolide da uno Stato membro.

In quali Stati si può andare erasmus?

Oltre ai 28 Stati membri dell’UE gli altri Paesi che rientrano nel programma erasmus, sono:

  • Macedonia del Nord;
  • Islanda;
  • Liechtenstein;
  • Norvegia;
  • Turchia;
  • Serbia.

Come fare domanda per erasmus

Per potere partecipare all’erasmus bisogna candidarsi ovvero va presenta una domanda su un apposito modulo, entro la data di scadenza specificata dall’università nel proprio bando. Nella domanda, vanno indicati almeno 2 o 3 nomi di università a cui si è interessati, tenendo presente che i posti ruotano sempre intorno ai 3/4 per facoltà, e per ogni scelta va fatto un learning agreement (piano di studi).

Il learning agreement è un documento nel quale occorre specificare gli esami che lo studente ha intenzione di svolgere all’estero, il relativo numero di crediti formativi universitari (Cfu) e gli esami dell’università d’origine che si intendono sostituire con quelli dell’università ospitante. Solitamente, il numero di Cfu degli esami che si daranno in erasmus deve corrispondere a quelli degli esami italiani. Il piano di studi deve essere approvato sia dall’università di provenienza sia da quella ospitante.

Una volta in loco, c’è la possibilità di cambiare gli esami tramite il change form, se gli esami stranieri sono troppo distanti da quelli italiani. Inoltre, c’è sempre un tutor che fa da supporto agli studenti, al quale rivolgersi per qualsiasi informazione o perplessità.

Alla fine del soggiorno, l’università ospitante rilascerà allo studente il Trascript of Records (ToR), che certifica il lavoro svolto, i crediti universitari e i voti ottenuti.

Dopo la presentazione della domanda/candidatura vengono pubblicate le graduatorie, a cui deve seguire l’accettazione delle borse di studio da parte degli studenti ammessi. Quelli non selezionati possono comunque essere ripescati se qualcuno rinuncia o se ci sono delle destinazioni verso cui nessuno studente ha fatto richiesta.

Come funziona l’erasmus

Per il periodo di permanenza, allo studente selezionato per l’erasmus, è riconosciuto un contributo finanziario così distribuito:

  • un contributo dell’Unione Europea, variabile fra i 230 e i 280 euro a seconda del Paese di destinazione;
  • un contributo erogato dal Miur (ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e pari a quello europeo;
  • un contributo forfettario erogato dall’ateneo per il viaggio, variabile fra 0 e 1.100 euro a seconda dei km di distanza;
  • eventuali contributi aggiuntivi derivanti da borse di studio o per studenti con disabilità o in condizioni socio-economiche svantaggiate.

La borsa di studio non è corrisposta in un’unica soluzione e l’importo varia secondo il Paese di destinazione.

Cosa succede al rientro dall’erasmus

Una volta che lo studente è rientrato in Italia, l’ateneo di appartenenza deve convalidare gli esami sostenuti all’estero con voti italiani. Non tutte le università, infatti, adoperano un sistema di valutazione in trentesimi. Alcune danno voti da 1 a 10 mentre altre utilizzano le lettere.

Spetta alla segreteria occuparsi della conversione dei voti, utilizzando delle apposite tabelle. Successivamente, deve registrarli nei propri sistemi operativi in modo tale da risultare anche in Italia che sono stati sostenuti determinati esami.



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2 Commenti

  1. Quanto mi sarebbe piaciuto partire in Erasmus e fare un’esperienza diversa. Ma a causa di questa pandemia sinceramente ora non me la sento proprio di cambiare Paese. Almeno finché non sarà tutto più tranquillo con le vaccinazioni, si evita e si posticipa l’esperienza

  2. Esperienza di studio all’estero fatta e credo sia stata una delle più belle che mi sento di consigliare. Viaggiare apre la mente e ti consente di conoscere altre culture, tradizioni e confrontarti con altre mentalità. Poi, metti in pratica i tuoi studi e aggiungi al tuo bagaglio un’esperienza unica

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