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Chi è legittimato a chiedere il giudizio immediato?

14 Dicembre 2020 | Autore:
Chi è legittimato a chiedere il giudizio immediato?

Richiesta del rito immediato da parte del pubblico ministero o dell’imputato: condizioni, presupposti, strategie difensive.

Il processo penale è un lungo percorso che si snoda lungo una serie di udienze volte ad accertare la responsabilità dell’imputato. Soltanto al termine dell’intero procedimento si potrà stabilire se il crimine è attribuibile senza ombra di dubbio all’accusato oppure no. L’imputato non deve attendere inerme il verdetto del giudice: egli può difendersi nominando un avvocato e concordando con lui la miglior strategia difensiva possibile. Tra le possibili scelte che la legge attribuisce all’imputato v’è anche quella del rito a cui sottoporsi, potendo egli scegliere, ricorrendone le condizioni, tra il giudizio abbreviato, il giudizio immediato, il patteggiamento o la messa alla prova. Con questo articolo spiegheremo chi è legittimato a chiedere il giudizio immediato.

Sin d’ora, possiamo anticipare che il giudizio immediato è un particolare rito alternativo all’ordinario dibattimento. Volendo utilizzare una metafora, possiamo immaginare il processo penale come una strada con diverse diramazioni: decidendo di andare dritto, si segue il normale percorso dibattimentale mentre, optando per una delle altre vie, si può giungere alla conclusione in maniera più celere. Le “scorciatoie” sono state pensate come strade alternative al rito ordinario, quello cioè che si svolge davanti al giudice e che prevede l’udienza preliminare e, poi, l’istruttoria dibattimentale. Il giudizio immediato rappresenta proprio una delle scorciatoie, seppur non breve come il patteggiamento o l’abbreviato. Vediamo cos’è il giudizio immediato, come funziona e chi è legittimato a richiederlo.

Cos’è il giudizio immediato?

Il giudizio immediato è un procedimento speciale alternativo a quello ordinario. Cos’ha di particolare il giudizio immediato? Perché è speciale? Il giudizio immediato, a differenza del rito ordinario, consente di “scavalcare” l’udienza preliminare tutte le volte in cui la sua celebrazione sia prevista.

Ciò significa che il giudizio immediato può essere chiesto soltanto per i reati per cui la legge prevede che, in via ordinaria, debba celebrarsi l’udienza preliminare prima di andare a dibattimento.

Nell’ipotesi di reati per cui è prevista la citazione diretta a giudizio da parte del pubblico ministero non è possibile accedere al giudizio immediato perché, in tali casi, la legge non contempla l’udienza preliminare.

Giudizio immediato: quando si può chiedere?

Il giudizio immediato può essere chiesto solamente al ricorrere di determinati requisiti. Il primo l’abbiamo già visto: non si deve procedere per reati per i quali la legge esclude di per sé la celebrazione dell’udienza preliminare.

Oltre a ciò, il principale requisito affinché la pubblica accusa possa chiedere il giudizio immediato è l’evidente prova di colpevolezza dell’indagato.

In altre parole, se l’autorità inquirente ritiene che le prove raccolte a carico dell’indagato siano talmente importanti da rendere superflua la celebrazione dell’udienza preliminare, avanza apposita richiesta al giudice, il quale, se è d’accordo con la pubblica accusa, dispone immediatamente il rinvio a giudizio dell’imputato.

L’evidenza probatoria non è l’unico requisito affinché si possa procedere con il giudizio immediato. Secondo la legge, per poter chiedere il giudizio immediato occorre soddisfare altre condizioni.

Per la precisione, se l’indagato è libero, nel senso che non è ristretto in carcere, oltre all’evidenza probatoria occorre che gli sia stata offerta la possibilità di rendere interrogatorio sui fatti per cui è indagato [1].

Occorre poi rispettare un limite temporale: il magistrato del pubblico ministero può chiedere al giudice di emettere il decreto con cui dispone il giudizio immediato entro novanta giorni dall’iscrizione della notizia di reato nell’apposito registro [2].

Possiamo dunque affermare che il magistrato del pubblico ministero può chiedere il giudizio immediato solamente se:

  • le prove raccolte rendano evidente la responsabilità penale dell’indagato;
  • sia stata data la possibilità all’indagato di rendere interrogatorio;
  • non siano decorsi più di novanta giorni dal momento in cui le indagini hanno preso formalmente avvio, cioè dal giorno in cui il nome dell’indagato è stato iscritto nel registro delle notizie di reato che si trova presso la Procura della Repubblica.

Se, invece, l’indagato è ristretto per via di una misura cautelare (arresti domiciliari o custodia cautelare in carcere), allora le condizioni per poter richiedere il giudizio immediato sono leggermente diverse:

  • è sempre necessaria l’evidenzia probatoria;
  • deve essere trascorso il termine entro cui l’indagato può chiedere il riesame della misura cautelare inflittagli;
  • non sono decorsi più di 180 giorni dall’inizio dell’esecuzione della misura cautelare.

Giudizio immediato: chi può chiederlo?

Chi può avanzare richiesta di giudizio immediato? Il giudizio immediato può essere chiesto al giudice tanto dal magistrato del pubblico ministero quanto dall’imputato. Quest’ultima ipotesi, tuttavia, è rarissima, in quanto presuppone che l’imputato voglia saltare l’udienza preliminare per giungere direttamente al dibattimento.

Pertanto, il giudizio immediato è praticamente sempre richiesto dalla pubblica accusa, cioè dal magistrato del pubblico ministero che segue le indagini, nel rispetto di tutte le condizioni viste nel paragrafo precedente (evidenza probatoria, limiti temporali, ecc.).

Per l’imputato, la richiesta del giudizio immediato costituisce invece un vero e proprio diritto, nel senso che non occorre rispettare alcuna condizione (se non quella temporale di cui parleremo nel prossimo paragrafo): davanti a tale richiesta, il giudice non può che accettare senza poter discutere.

Giudizio immediato chiesto dall’imputato: come funziona?

L’imputato può rinunciare all’udienza preliminare e richiedere il giudizio immediato con dichiarazione presentata in cancelleria, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, almeno tre giorni prima della data dell’udienza fissata dal giudice [3].

In pratica, nel momento in cui all’imputato arriva il decreto con cui si dispone la fissazione dell’udienza preliminare, egli, almeno tre giorni prima della data d’udienza, può far pervenire alla cancelleria del giudice l’istanza con cui chiede di accedere direttamente al giudizio immediato senza dover passare per la celebrazione dell’udienza preliminare.

Davanti a tale richiesta, il giudice non può sottrarsi: egli deve necessariamente disporre il giudizio immediato, senza dover verificare il ricorrere dei presupposti visti in precedenza per l’istanza avanzata dal magistrato del pubblico ministero.

Come anticipato, la richiesta di giudizio immediato da parte dell’imputato è piuttosto rara; il motivo è semplice: con l’istanza in oggetto, l’imputato rinuncia a un’udienza (quella preliminare) il cui esito potrebbe essergli favorevole.

In altre parole, l’imputato che rinuncia all’udienza preliminare per andare direttamente al dibattimento perde la possibilità di potersi difendere davanti al gup. Ma allora perché la legge consente all’imputato di poter chiedere il giudizio immediato?

Per quanto anomala, la strategia difensiva di voler andare subito a processo potrebbe essere giustificata dalla volontà di presentarsi in dibattimento senza il parere negativo del gup.

In altre parole, chi sceglie di rinunciare all’udienza preliminare lo fa per non affrontare il dibattimento con il “peso” di un rinvio a giudizio disposto da un giudice (quello dell’udienza preliminare) che, evidentemente, ritiene responsabile l’imputato.


note

[1] Art. 453 cod. proc. pen.

[2] Art. 454 cod. proc. pen.

[3] Art. 419 cod. proc. pen.

Autore immagine: canva.com/


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