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Cosa fare quando muore un dipendente?

12 Marzo 2021
Cosa fare quando muore un dipendente?

La morte di un lavoratore subordinato rende necessario porre in essere una serie di adempimenti per il datore di lavoro.

Sei un imprenditore ed hai diversi lavoratori alle tue dipendenze. Hai saputo che uno dei tuoi dipendenti è morto e ti chiedi che cosa devi fare e quali adempimenti devi porre in essere.

La morte di un lavoratore dipendente, oltre ad essere un fatto triste per la comunità aziendale, è anche fonte di adempimenti e obblighi per il datore di lavoro. In questo caso, infatti, scattano una serie di attività previste dalla legge. Ma quali sono questi adempimenti? Cosa fare quando muore un dipendente? Cerchiamo di analizzare le principali regole da seguire per gestire correttamente il rapporto di lavoro con un lavoratore deceduto.

Decesso del lavoratore: quali conseguenze?

Il decesso del lavoratore subordinato con il quale è in corso un rapporto di lavoro determina automaticamente la cessazione del rapporto di lavoro per causa di forza maggiore. E’, infatti, evidente che nel rapporto di lavoro l’elemento personale è centrale e non è, quindi, ipotizzabile la prosecuzione del rapporto di lavoro se decede il dipendente.

Il primo obbligo del datore di lavoro è, dunque, inoltrare al centro per l’impiego la comunicazione obbligatoria di cessazione del rapporto di lavoro. La legge, infatti, obbliga i datori di lavoro ad effettuare le comunicazioni obbligatorie in caso di instaurazione, modifica o cessazione del rapporto di lavoro.

Decesso del lavoratore: a chi spettano gli importi?

La cessazione del rapporto di lavoro, anche in caso di morte del lavoratore, determina inoltre il diritto del dipendente (e, in questo, caso dei suoi eredi) a ricevere le spettanze di fine rapporto.

Infatti, in ogni ipotesi in cui si conclude un rapporto di lavoro, al lavoratore spetta:

  • la retribuzione del mese di cessazione del rapporto;
  • le indennità per ferie e permessi non goduti;
  • il trattamento di fine rapporto;
  • bonus e premi produzione, calcolati pro rata sulla base dei mesi di lavoro effettuati nell’anno.

In caso di morte spetta anche l’indennità di mancato preavviso.

La legge distingue la destinazione delle somme a seconda della loro natura. In particolare, in caso di morte del prestatore di lavoro, l’indennità sostitutiva del preavviso e il trattamento di fine rapporto devono corrispondersi:

  • al coniuge;
  • ai figli;
  • solo se vivevano a carico del prestatore di lavoro, ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo grado.

La legge [1] afferma che la ripartizione di tali indennità, se non vi è accordo tra gli aventi diritto, deve farsi secondo il bisogno di ciascuno.

Se non sono presenti i soggetti indicati, le somme devono essere liquidate in base alle norme sulla successione legittima. Stesso criterio deve essere applicato per l’erogazione di tutti i pagamenti diversi da indennità di mancato preavviso e Tfr.

Decesso del lavoratore: la documentazione da richiedere

Prima di procedere a liquidare le somme di competenza del lavoratore defunto agli eredi, il datore di lavoro deve essere messo in condizione di comprendere chi sono gli aventi diritto ai quali occorre, dunque, richiedere la seguente documentazione:

  • stato di famiglia;
  • atto di morte del defunto;
  • nel caso i richiedenti siano il coniuge o i figli del defunto, l’atto notorio da cui risulti che tra il defunto e il coniuge non è mai stata pronunciata sentenza di divorzio o di separazione;
  • atto notorio presentato da parenti o affini attestante il rapporto di parentale entro il terzo grado o di affinità entro il secondo nonché della vivenza a carico;
  • copia del testamento del lavoratore.

In assenza di testamento occorre procedere a liquidare gli importi sulla base delle norme relative alla successione legittima, ed è dunque necessario richiedere un atto notorio con le seguenti informazioni:

  • che non esiste testamento;
  • che non sussiste tra i superstiti del defunto alcuno dei soggetti indicati dalla legge a cui spettano Tfr e mancato preavviso;
  • la generalità e il grado di parentela degli eredi legittimi.

Tutti gli emolumenti diversi da Tfr e indennità sostitutiva del preavviso dovranno essere cumulati nell’asse ereditario e ripartiti agli eredi del lavoratore secondo le ordinarie disposizioni successorie.


note

[1] Art. 2122 cod. civ.


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