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Cos’è un accordo o contratto di prossimità?

12 Marzo 2021
Cos’è un accordo o contratto di prossimità?

Se ricorrono determinati presupposti gli accordi sindacali possono derogare alle norme di legge e dei contratti collettivi nazionali di lavoro.

Ti sei reso conto che il datore di lavoro non rispetta integralmente il contratto collettivo nella gestione del tuo rapporto di lavoro. Ti è stato risposto che alcune norme del Ccnl sono state derogate da un accordo di prossimità. Vuoi sapere di che cosa si tratta e quando tali accordi sindacali possono essere considerati legittimi.

Nel 2011, è stata introdotta la possibilità, attraverso appositi accordi collettivi sindacali, di derogare alle norme di legge e della contrattazione collettiva nazionale. Si tratta di una disposizione legislativa che ha creato molte polemiche, soprattutto da parte di alcuni sindacati.

Ma cos’è un accordo o contratto di prossimità? Al fine di essere considerati legittimi, questi accordi devono rispettare una serie di requisiti previsti dalla legge e devono, in ogni caso, essere rispettosi delle disposizioni costituzionali e delle convenzioni internazionali in materia di lavoro.

Cos’è il contratto di prossimità?

Nel 2011, è stata introdotta una disposizione legislativa [1] molto discussa, e particolarmente osteggiata dalla Cgil, in base alla quale le imprese, entro certi limiti, possono derogare, con riferimento alla gestione dei rapporti di lavoro, alle leggi e alle disposizioni dei contratti collettivi nazionali di lavoro sottoscrivendo degli appositi accordi collettivi con il sindacato detti contratti di prossimità.

Per espressa disposizione di legge, i contratti di prossimità sono efficaci per tutti i lavoratori assunti presso l’azienda o l’unità produttiva nella quale il contratto viene sottoscritto (cosiddetta efficacia erga omnes). Si tratta di una norma molto discussa che apre la strada, secondo alcuni, alla destrutturazione del diritto del lavoro. Occorre, infatti, considerare che nella legislazione in materia di lavoro l’inderogabilità dei diritti previsti dalla legge era stato sempre considerato un elemento immodificabile ed un cardine essenziale dell’intero sistema.

Contratti di prossimità: quali materie possono derogare?

La legge prevede che i contratti di prossimità possono derogare alle leggi e alle disposizioni del Ccnl con riferimento alle seguenti materie:

  • installazione degli impianti audiovisivi e introduzione di nuove tecnologie;
  • mansioni del lavoratore, classificazione e inquadramento del personale;
  • contratti a termine, contratti a tempo parziale, regime della solidarietà negli appalti, casi di ricorso alla somministrazione di lavoro;
  • disciplina dell’orario di lavoro;
  • modalità di assunzione;
  • disciplina del rapporto di lavoro;
  • trasformazione, conversione dei contratti di lavoro;
  • conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro fatta eccezione per i casi di licenziamento discriminatorio e licenziamento della lavoratrice in concomitanza del matrimonio.

È di tutta evidenza che la portata delle materie su cui contratti di prossimità possono intervenire è molto ampia e consente, teoricamente, alle imprese di apportare delle deroghe significative alla gestione dei rapporti di lavoro ottenendo importanti vantaggi e risparmi sui costi che è necessario sostenere rispettando le disposizioni normative. Sul fronte dei lavoratori le deroghe peggiorative alla disciplina ordinaria prevista dalla legge e dai Ccnl possono tradursi in una netta riduzione dei diritti e delle tutele dei dipendenti.

Contratti di prossimità: quando sono legittimi?

Data la portata derogatoria dei contratti di prossimità, la legge esige che tali accordi possano essere stipulati solo se ricorrono determinate condizioni.

Innanzitutto, l’accordo collettivo deve essere di livello aziendale o territoriale e deve essere stipulato con organizzazioni sindacali dotate di una forte capacità rappresentativa sul piano nazionale o territoriale.

In secondo luogo, gli accordi di prossimità devono in ogni caso rispettare le disposizioni della Costituzione e delle convenzioni internazionali in materia di lavoro.

Infine, non è sempre possibile stipulare un contratto di prossimità in quanto tali intese devono essere finalizzate al perseguimento di specifici obiettivi previsti espressamente dalla legge e, in particolare, essere finalizzate a:

  1. maggiore occupazione;
  2. qualità dei contratti di lavoro;
  3. adozione di forme di partecipazione dei lavoratori all’impresa;
  4. emersione del lavoro irregolare;
  5. incrementi di competitività e di reddito;
  6. gestione delle crisi aziendali e occupazionali;
  7. investimenti e avvio di nuove attività.

L’elencazione delle finalità perseguite dagli accordi di prossimità è tassativa e non è, quindi, possibile stipulare intese per perseguire obiettivi diversi da quelli previsti dalla legge.


note

[1] Art. 8 L. 148/2011


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