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Cos’è un volo in overbooking?

12 Marzo 2021 | Autore:
Cos’è un volo in overbooking?

Il negato imbarco per sovraprenotazione è un’ipotesi che può verificarsi con una certa frequenza. Quali sono i diritti dei passeggeri e com’è possibile evitare di rimanere a terra?

Forse, non è proprio questo il momento migliore per parlare di viaggi in aereo in quanto il dilagare della pandemia di Covid-19 dei mesi scorsi ha comportato la chiusura delle frontiere con conseguente blocco dei voli. Attualmente, sono ripresi gli spostamenti, soprattutto in Europa, anche se in alcuni casi al rientro bisogna osservare un periodo di isolamento fiduciario e di sorveglianza sanitaria, in particolare quando si proviene da Stati extraeuropei.

Pertanto, stante queste restrizioni è poco probabile che gli sparuti passeggeri si vedano negare l’imbarco per overbooking. Tuttavia, nella speranza che presto si possa tornare a partire senza più limitazioni, è bene sapere cos’è un volo in overbooking e quali diritti tutelano i viaggiatori muniti di regolare biglietto.

Il termine inglese overbooking significa sovraprenotazione ed è usato principalmente dalle compagnie aeree per indicare quelle situazioni in cui si accettano prenotazioni di un numero di persone superiore rispetto a quello che si può davvero far viaggiare. Tali situazioni si possono verificare anche in ambiti diversi dai viaggi aerei, come ad esempio nell’industria alberghiera in ordine alla camere degli hotel, e in genere in tutti quegli ambiti in cui è necessaria una preventiva prenotazione.

Cos’è l’overbooking

L’overbooking è’ un tecnica che serve ad aumentare il coefficiente di riempimento dei posti a sedere (load factor) e, quindi, a massimizzare i guadagni di ogni singolo volo, vendendo un numero superiore di biglietti rispetto alla capacità dell’aereo e giocando sul fatto che c’è sempre qualcuno che all’ultimo minuto rinuncia al viaggio o non riesce a prendere il volo a causa di un contrattempo. In tal modo, l’aereo parte comunque completo e le compagnie aeree guadagnano di più.

Si tratta, peraltro, di una tecnica legale in quanto è un diritto delle compagnie aeree vendere più biglietti rispetto agli effettivi posti a sedere.

L’overbooking, infatti, tutela da eventuali cancellazioni o modifiche delle prenotazioni, considerando la probabilità che al momento dell’imbarco alcuni passeggeri possono annullare o cambiare la prenotazione prima del volo oppure possono non presentarsi al check-in (tecnicamente no show). Da ciò consegue che la sola prenotazione non garantisce la disponibilità del volo, che diventa effettiva solo dopo avere eseguito il check-in e la contestuale emissione della carta di imbarco.

Lista di attesa e staff ticket: cosa sono?

L’overbooking va tenuto distinto da altre due situazioni che si possono determinare in relazione ai voli aerei, ovvero l’inserimento nella lista d’attesa e lo staff ticket.

Nel primo caso il passeggero, al momento della prenotazione, viene informato che l’aereo non ha più posti a disposizione ma accetta comunque di essere inserito in coda. Pertanto, potrà viaggiare solo in caso di annullamento, cambio di volo o mancata presentazione al check-in da parte degli viaggiatori che hanno acquistato il biglietto prima di lui.

Lo staff ticket si determina solo in relazione ai dipendenti delle compagnie aeree, i quali possono fruire di biglietti gratuiti o emessi a prezzi scontati solo dopo che tutti i passeggeri, muniti di regolare prenotazione, hanno fatto il check-in e residuano posti liberi sull’aereo.

Come sono tutelati i viaggiatori in caso di overbooking

I viaggiatori che si vedono negato l’imbarco per overbooking sono tutelati dalle norme del Regolamento europeo n. 261/2004, i cui principi informatori sono stati trasfusi anche nella Carta dei diritti dei passeggeri approvata dall’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile).

Qualora si determini tale situazione la compagnia aerea è innanzitutto tenuta a verificare se tra i passeggeri vi sia qualche volontario disposto a cedere il proprio posto in cambio di benefici da concordare.

Se non vi sono volontari, i passeggeri cui viene negato l’imbarco hanno diritto alla compensazione pecuniaria, il cui ammontare dipende dalla tratta aerea (intracomunitaria o extracomunitaria) e dalla distanza in km percorsa.

Pertanto, per le tratte aeree intracomunitarie se la distanza chilometrica è:

  1. inferiore o pari a 1.500 km, la compensazione è di 250 euro;
  2. superiore a 1.500 km, la compensazione è di a 400 euro.

Per le tratte aeree extracomunitarie se la distanza chilometrica è:

  1. inferiore o pari a 1.500 km, la compensazione ammonta a 250 euro;
  2. compresa tra 1.500 e 3.500 km, la compensazione è pari a 400 euro;
  3. superiore a 3.500 km, la compensazione ammonta a 600 euro.

Poi, i passeggeri hanno diritto al rimborso del prezzo del biglietto per la parte di viaggio non effettuata oppure all’imbarco su un volo alternativo quanto prima possibile in relazione all’operativo della compagnia aerea o in una data successiva più conveniente per i passeggeri.

Inoltre, i viaggiatori hanno diritto all’assistenza, che consiste:

  • nell’essere forniti di pasti e di bevande in relazione alla durata dell’attesa;
  • nella sistemazione in albergo, qualora debbano necessariamente pernottare una o più notti per il riavvio quanto prima possibile in relazione all’operativo della compagnia aerea;
  • nel trasferimento dall’aeroporto al luogo di sistemazione e viceversa;
  • due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o posta elettronica.

Come evitare l’overbooking

In quasi tutti i contratti di volo, sono contenute clausole che prevedono la possibilità di overbooking, le quali vengono accettate implicitamente dai passeggeri senza neanche accorgersene. Tuttavia, vi sono dei modi per evitare che venga negato l’imbarco per il determinarsi di tale situazione.

In particolare, è consigliato fare il prima possibile il check-in, evitando di ridursi a poche ore dalla partenza del volo. Può anche essere utile iscriversi ai programmi fedeltà delle varie compagnie aeree (vedi ad esempio le “mille miglia” di Alitalia) o munirsi di tessere frequent flyer sebbene non si voli con così tanta frequenza.

Poi, bisogna considerare che la possibilità di overbooking è inferiore per coloro che viaggiano in classe business rispetto a chi vola in classe economica nonché per coloro che spesso prendono aerei di una stessa compagnia.



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