Paga la Tari anche chi non ha prodotto rifiuti

15 Dicembre 2020 | Autore:
Paga la Tari anche chi non ha prodotto rifiuti

Respinta ogni possibilità di modificare i bilanci comunali chiusi il 31 ottobre: chi ha dovuto chiudere l’attività per il Covid dovrà versare comunque la tassa.

Non si tratta di una dimenticanza ma di una consapevole decisione presa durante l’approvazione del pacchetto di decreti ristori su cui oggi si vota la fiducia al Senato: chi ha un’attività rimasta obbligatoriamente bloccata dai primi di novembre per l’emergenza Covid dovrà pagare comunque la Tari. Anche se non ha prodotto un solo grammo di rifiuti. Si parla, ad esempio, dei titolari di bar, ristoranti, palestre o piscine delle zone rosse o arancioni che non hanno potuto lavorare ma che, dal punto di vista della tassa rifiuti, è come se l’avessero fatto. Quando si dice «oltre al danno, la beffa». Non importa se, poi, il Governo deciderà (come plausibile che accada) per il lockdown totale dal 24 dicembre al 6 gennaio: anche per quel periodo di chiusura forzata occorrerà pagare la Tari.

Da questo punto di vista, insomma, lo Stato non ha saputo o non ha voluto superare la burocrazia. Le restrizioni, infatti, sono entrate in vigore dopo la data in cui i Comuni dovevano chiudere i loro bilanci, cioè dopo il 31 ottobre. Introdurre delle modifiche sarebbe stato possibile, ma complicato. Si è optato per la via più comoda: gli emendamenti presentati da maggioranza ed opposizione per permettere agli enti locali di concedere nuovi sconti sono stati respinti. Prima dalla Ragioneria generale, poi dalla commissione Bilancio e Finanze di Palazzo Madama. Niente da fare, insomma. Ben che vada, se ne riparlerà a gennaio.

Unica scialuppa di salvataggio, quella dell’Imu: l’imposta sugli immobili, il cui saldo scade domani, non dovrà essere pagata da chi ha dovuto chiudere l’attività in zona rossa dal 3 novembre. A patto, però, che il soggetto passivo ed il gestore siano la stessa persona. Bar e ristoranti, inoltre, saranno esenti dal versamento di Tosap e Cosap.



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