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Non pagare il condominio in cambio di lavoretti si può?

15 Dicembre 2020
Non pagare il condominio in cambio di lavoretti si può?

Le prestazioni dei condòmini in favore delle parti comuni come la pulizia delle scale o del giardino possono essere pagate con l’esenzione dalle spese?

Cosa deve fare chi non ha i soldi per pagare il condominio e, tuttavia, è armato delle migliori intenzioni per saldare il debito? In linea di massima, l’assemblea può sempre concedergli una dilazione nel pagamento, autorizzando l’amministratore a concludere un atto di transazione (potere che l’amministratore, da solo, non potrebbe arrogarsi). 

Qualcuno si chiede se si può non pagare il condominio in cambio di lavoretti. Si pensi a un condomino che si offre di lavare le scale e i pianerottoli o di potare l’erba del giardino in cambio di un’esenzione, totale o parziale, dalle quote ordinarie.

Un comportamento del genere, se contrattualizzato, può essere ritenuto lecito e quali sono le maggioranze per approvare tale offerta? La questione è stata analizzata da una recente sentenza del tribunale di Milano [1]. Ecco cosa hanno detto, in proposito, i giudici lombardi.

Come si dividono le spese condominiali

In condominio, le spese si ripartiscono in base alle tabelle millesimali a norma dell’articolo 1123 del Codice civile, salva diversa previsione, contenuta nel regolamento condominiale approvato all’unanimità o negli atti di acquisto. Di tanto abbiamo già parlato in Deroga ai criteri legali di ripartizione delle spese condominiali. 

In pratica, solo l’unanimità di tutti i condomini può decidere di esentare uno o più di questi dalle spese condominiali o far pagare loro di meno.

Lavoretti in cambio di uno sconto sulle spese condominiali

Vediamo ora se una delibera dell’assemblea può autorizzare uno o più condomini a svolgere dei lavori in favore del condominio in cambio di uno sconto sulle quote ordinarie.

Se è vero – come abbiamo visto sopra – che le spese condominiali sono sostenute dai condòmini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, ossia secondo millesimi, l’assemblea non può stabilire, a semplice maggioranza, che taluni condòmini partecipino in misura minore o siano addirittura esentati da alcune spese, come compenso, solo perché svolgono delle prestazioni in favore della collettività condominiale. In tal caso, la delibera sarebbe nulla, cioè impugnabile in qualunque tempo (quindi, ben oltre il termine di 30 giorni previsto invece per la generalità dei casi).

Il caso affrontato dalla sentenza in commento si riferisce ad alcuni condòmini che svolgevano determinati lavori (nella specie, portare all’esterno i rifiuti, mantenere puliti scale, cancelli e pulsantiere citofoniche ecc.) e che perciò erano stati esentati dal sostenere alcune delle spese condominiali (nella specie, quelle per la manutenzione del giardino). 

In proposito – ricorda il tribunale di Milano – per la modifica dei criteri legali di ripartizione delle spese previsti dal Codice civile, è necessaria l’unanimità dei partecipanti al condominio (cosiddetti “mille/millesimi”). 

Quindi, nulla esclude che i lavoretti per il condominio in cambio di uno sconto sulle quote siano legittimi, ma affinché ciò possa avvenire è necessario il consenso di tutti i condomini e non solo della maggioranza.

I poteri dell’assemblea non consentono comunque di derogare ai criteri di ripartizione delle spese previsti dal Codice civile o dal regolamento contrattuale di condominio (se esistente). Tanto più che deve ritenersi nulla la delibera assembleare che ripartisce le spese, in deroga all’articolo 1123, comma 1, del Codice civile, esentando alcuni condòmini dalla partecipazione a talune spese.

Si legge, in proposito nella sentenza: «Seppure l’assemblea non ha esulato dalle sue attribuzioni operando il riparto delle spese suddette, però lo ha effettuato in violazione dei criteri previsti dall’articolo 1123 c.c., con previsione di esenzioni per le spese relative al servizio di giardinaggio a favore di alcuni condòmini e corrispondente accollo delle stesse a carico di altri. Ciò senza il necessario consenso unanime di tutti i condòmini presenti in condominio».

Gli ulteriori problemi sul lavoro per il condominio

Oltre al problema relativo all’unanimità, c’è da considerare che lo svolgimento dei lavori, anche se occasionali, in favore del condominio pone al pettine problemi di natura fiscale, contributiva, assicurativa e previdenziale (problemi non affrontati dalla sentenza in commento). Bisognerà cioè stabilire se questi è un dipendente del condominio (con tutto ciò che ne consegue in termini di contributi e di obbligo della busta paga) o un semplice collaboratore esterno (nel qual caso sarà necessario emettere dei documenti fiscali).


note

[1] Trib. Milano, sent. n. 3565 del 9.04.2019.

Autore immagine: depositphotos.com


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2 Commenti

  1. Interessante come tanti altri articoli che ho trovato sul vostro sito. Io spesso faccio dei lavoretti in condominio, in particolare in giardino. Mi prendo cura personalmente degli alberi e delle piante che ho messo io stesso. E’ uno svago per me, ma non mi sono mai posto il problema o il pensiero che questo potesse rappresentare per me uno svago. In effetti, pensandoci noi così ci evitiamo i costi del giardiniere sui lavori che faccio io. Vabbè, alla fine, si tratta di piccole cose che faccio con piacere

    1. Ciao Franco
      anche io come te facevo lavori in giardino, sono un pensionato e per svago, mi prendevo cura del prato condominiale degli alberi e dell’irrigatore, chiedevo solo il rimborso spese per tutto ciò che concerne il giardino e non contribuire a dette spese, che mi era stata concessa verbalmente in assemblea. Questo per 10 anni
      Purtroppo l’invidia o il disaccordo alla maggioranza, ha portato a diffamarmi con dicerie false, dimostrate come tali nelle varie assemblee.
      Non ho intrapreso azioni legali, perché avrei dovuto farlo nei confronti di anonimi, che le forze dell’ordine avrebbero messo nel dimenticatoio successivamente.
      Da quel momento ho subito atti vandalici es. acido su serranda box, distacco corrente durante le vacanze estive, con conseguente spesa di ripristino alimentare congelatore/ frigorifro, conseguenza,
      HANNO VINTO LORO, HO ABBANDONATO TUTTO.
      Dopo di me, è stato organizzato un gruppo che avrebbero dovuto sostituirmi, proprio quelle persone che io ritenevo fossero i miei diffamatori.
      Sono stati effettuati due tagli dell’erba condominiale, uno al mese (nei confronti dei due mensili), non hanno fatto più nulla. per le piante, le siepi, i passaggi pedonali, il controllo e sostituzione delle parti dell’impianto di irrigazione, ecc.. chi è a conoscenza dei lavori da effettuare sa cosa dico. Tutto ciò non ha senso quando si ottengono diminuzioni delle spese condominiali a favore di tutti.

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