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Esami del sangue obbligatori per dipendenti

13 Marzo 2021
Esami del sangue obbligatori per dipendenti

Il datore di lavoro deve verificare l’idoneità dei dipendenti allo svolgimento delle mansioni contrattuali.

Sei un lavoratore dipendente e svolgi mansioni di autista. Il datore di lavoro ti richiede periodicamente di effettuare delle analisi del sangue e vuoi sapere se puoi rifiutarti di svolgere questo accertamento sanitario.

In linea generale, nel nostro ordinamento, è vietata qualsiasi indagine sullo stato di salute dei lavoratori da parte del datore di lavoro.  A volte, tuttavia, effettuare determinati esami o determinate visite mediche è necessario per proteggere la salute dei lavoratori. Ma esistono dei casi di esami del sangue obbligatori per dipendenti? Si può dire che l’obbligo di effettuare questi esami può derivare dall’esigenza di proteggere la salute del lavoratore e di garantire la sicurezza dei terzi.

Accertamenti sanitari sui lavoratori: sono permessi?

La verifica delle condizioni di salute del lavoratore, soprattutto in fase pre-assuntiva, potrebbe essere uno strumento utilizzato dal datore di lavoro per “selezionare” solo dipendenti forti e in buona salute in modo da ridurre al minimo le assenze per malattia.

Per evitare che si venga a creare una vera e propria esclusione dal lavoro per chi ha una salute più cagionevole, la legge [1] prevede il divieto di accertamenti da parte del datore di lavoro sulla idoneità e sulla infermità per malattia o infortunio del lavoratore dipendente. L’azienda, dunque, non può mai prendere l’iniziativa di effettuare accertamenti medico-sanitari sulla salute dei dipendenti, né prima dell’assunzione né durante lo svolgimento della prestazione di lavoro.

Controllo della malattia del dipendente

La medesima disposizione che vieta le analisi sulla salute dei dipendenti consente ai datori di lavoro di controllare le assenze per malattia dei lavoratori soltanto attraverso i servizi ispettivi degli istituti previdenziali competenti, i quali sono tenuti a compierlo quando il datore di lavoro lo richieda.

Si tratta delle cosiddette visite fiscali che possono essere organizzate dall’Inps d’ufficio oppure su richiesta del datore di lavoro in caso di assenza del dipendente per malattia. Il datore di lavoro non può usare altri mezzi per controllare l’effettiva sussistenza dello stato morboso dichiarato dal lavoratore e certificato dal medico curante.

Sorveglianza sanitaria: cos’è?

In alcuni casi il controllo dello stato di salute del lavoratore non deriva dalla volontà di escludere i dipendenti meno in salute ma, al contrario, ha la finalità di verificare l’idoneità del lavoratore a svolgere le mansioni previste dal contratto di lavoro. Non sempre, infatti, la salute del lavoratore è compatibile con le attività che gli vengono assegnate.

Per questo fine il datore di lavoro ha l’obbligo di istituire il servizio di sorveglianza sanitaria [2] tramite la nomina del medico competente aziendale che effettuerà delle visite mediche dei lavoratori sia prima dell’assunzione che durante lo svolgimento del rapporto di lavoro.

In caso di inidoneità alla mansione, il datore di lavoro ha la facoltà di far controllare la idoneità fisica del lavoratore da parte di enti pubblici ed istituti specializzati di diritto pubblico rivolgendosi alle specifiche commissioni istituite presso le Asl.

Esami del sangue: sono obbligatori per i lavoratori?

Alla luce di quanto abbiamo esposto, la richiesta di effettuare esami del sangue al lavoratore è legittima solo se proviene dal medico competente nell’ambito della sorveglianza sanitaria. Il medico, infatti, potrebbe ritenere che tale esame sia necessario per accertare l’idoneità alla mansione del dipendente.

Gli esami ematochimici sono, dunque, obbligatori se richiesti dal medico competente in quanto necessari per formulare il giudizio di idoneità alla mansione o per prescrivere eventuali prescrizioni/limitazioni.

Ad esempio, le seguenti categorie di lavoratori vengono sottoposti ad esami ematochimici durante le visite di controllo:

  • autisti patente c o superiori;
  • carrellisti;
  • operai;
  • addetti alle pulizie;
  • elettricisti;
  • idraulici;
  • carrozzieri;
  • carpentieri;
  • infermieri.

Con riferimento a queste tipologie di dipendenti la ricerca di determinati valori ematici può essere necessaria per emettere la valutazione di idoneità.

Se un lavoratore ha un valore scorretto della glicemia può subire giramenti di testa o annebbiamenti della vista che, sulla base del lavoro svolto, possono innalzare la soglia di rischio di infortuni (ad esempio, in caso di operaio edile che lavora in quota).

Lo stesso si può dire per il livello di alcol nel sangue che potrebbe evidenziare l’abuso di alcoolici, fattispecie senza dubbio non indicata per lavoratori che conducono automezzi.

In questi casi, sottoporsi all’esame del sangue è obbligatorio in quanto funzionale alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, nonché alla sicurezza dei terzi.


note

[1] Art. 5, L. 300/1970.

[2] Art. 42 D. Lgs. 81/2008.


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