Cronaca | News

Covid: quando si potrà ripartire

15 Dicembre 2020
Covid: quando si potrà ripartire

Per tornare a quando l’Italia non era divisa in fasce di rischio, l’Rt dovrà scendere al di sotto di 0,5. Solo allora potremo abbandonare le restrizioni attuali.

Come cambia il concetto di «normalità». Prima era senza Coronavirus. Adesso senza zone gialle, arancioni, rosse. Ci si accontenterebbe, probabilmente, di tornare a quest’estate, quando la curva dei contagi non era allarmante e bastavano le tradizionali precauzioni anti-Covid: mascherine, igiene delle mani, distanza.

L’Istituto superiore di sanità (Iss) detta la linea per la ripartenza, cioè per capire quand’è che ci si potrà lasciare alle spalle il sistema di restrizioni regionali e per gradi, ideato per fronteggiare la seconda ondata autunnale.

Quando i contagi resteranno entro i 5mila – 10mila, allora, si potrà ripartire. L’Rt, l’indice che denota la capacità del virus di diffondersi, dovrà scendere al di sotto di 0,5. L’Italia aveva raggiunto questo valore a maggio, subito dopo il lockdown, ma era praticamente un’altra epoca: subito dopo, sarebbe arrivata l’estate e il virus, con le alte temperature, perde di vigore, com’è accaduto nei fatti.

Ora, l’Rt è pari a 0,8. Valore basso. Con la differenza, però, che davanti a noi ci sono quelli che alcuni esperti hanno definito mesi terribili, gennaio e febbraio, quando ci sarà in concomitanza anche l’influenza che raggiungerà il suo picco. Per questo occorre scendere a 0,5.

Il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, ha sottolineato come sia «indispensabile tenere la guardia altissima e impedire allentamenti in quei luoghi dove le persone abbassano la mascherina».

Al di là dei comportamenti individuali, bisognerà anche capire come verranno regolati quelli collettivi. Il Governo è letteralmente spaccato tra «rigoristi» e «allentisti».

Gli scienziati consigliano di applicare il modello zona rossa alle feste – con un po’ di concessioni in più, per permettere alle famiglie di incontrarsi -, non è ancora chiaro se solo ai giorni festivi o in blocco, dal 24 dicembre al 6 gennaio.

Speranza, Boccia e Franceschini appoggiano questa soluzione, perché temono che le maggiori occasioni conviviali possano portare a una terza ondata difficilmente gestibile.

L’altra ipotesi, alternativa alla zona rossa nazionale, è quella della maxi zona arancione su tutto il Paese: negozi aperti ma bar e ristoranti chiusi. Si deciderà per quale strada optare con un nuovo Dpcm.



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