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Se vinco una causa che succede?

8 Gennaio 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 Gennaio 2014



Fine della causa per vittoria: condanna alle spese, compensazione e recupero delle somme dalla parte soccombente.

Esistono quattro modi in cui può finire una causa:

– per abbandono di entrambe le parti;

– con un accordo (gli avvocati dicono “transazione”);

– con una vittoria;

– con una sconfitta;

– con una vittoria/sconfitta parziale;

Vediamoli nel dettaglio iniziando dal caso di una fine con una vittoria.

Se avete vinto la causa, la sentenza conterrà quella che viene detta “condanna alle spese”, ossia la condanna del vostro avversario al rimborso delle spese e competenze che avete sostenuto per affrontare il giudizio.

Di quali spese si tratta? Innanzitutto dei costi vivi dovuti alle tasse (contributo unificato, marche da bollo varie); quindi dei diritti dovuti agli ufficiali giudiziari (costo delle notifiche); dulcis in fundo, degli onorari che avete anticipato al vostro avvocato.

La misura complessiva di tale importo liquidato in sentenza è generalmente determinata dal giudice in base a dei criteri fissati dalla legge o sulla base di una notula specifica che il vostro avvocato gli sottoporrà (notula che, tuttavia, non è vincolante per il magistrato il quale, se la ritiene eccessiva, potrà discostarsene).

Questo non vuol dire che dovrete pagare al vostro avvocato solo quanto indicato dal giudice; al contrario, avete l’obbligo di versargli quanto avevate inizialmente concordato all’atto del conferimento dell’incarico. Spesso, infatti, si crede di dover pagare al proprio legale solo la somma liquidata dal giudice nella sentenza e, comunque, solo dopo averla recuperata dalla controparte. Non è affatto così. Salvo compiacenza del professionista, siete obbligati a corrispondergli immediatamente quanto quest’ultimo vi chiede. Il giudice, infatti, potrebbe liquidare (ed è quello che normalmente accade) una somma inferiore a quella che siete tenuti a corrispondere al vostro difensore.

Non vi convince? È proprio così. Con il vostro avvocato avete stipulato (anche se oralmente) un contratto d’opera autonomo che nulla ha a che vedere con la condanna della controparte al rimborso delle spese. Sono due cose distinte e separate.

Così, mentre potrete pretendere dal vostro avversario solo il rimborso dell’importo che vi ha liquidato il giudice nella sentenza, sarete nello stesso tempo costretti a pagare al vostro difensore l’intera somma della nota specifica da lui redatta secondo accordi. Peraltro dovete pagarlo a prescindere dal fatto che recuperiate o meno il denaro dalla controparte.

Proprio il pagamento della somma dalla parte soccombente è il capitolo più scottante. Quasi mai succede che chi perde una causa versi spontaneamente la somma cui è stato condannato o adempia all’obbligazione imposta dal giudice. Quasi sempre è necessario un intervento da parte del proprio avvocato.

Il recupero delle somme dalla controparte, in genere, viene curato dal vostro stesso avvocato. Lo potrà fare (mancando uno spontaneo adempimento) con un fax di sollecito, con una raccomandata (oggi anche con la PEC) oppure con un atto detto “precetto”. Quest’ultima ipotesi, però, per quanto si tratti di uno strumento particolarmente “convincente” (infatti, il precetto, oltre a essere notificato da un ufficiale giudiziale, anticipa l’inizio dell’esecuzione forzata), è per voi più costosa poiché, per potere notificare il precetto, dovete prima registrare la sentenza (pagando l’imposta di registro) e concordare con l’avvocato un secondo onorario per questa ulteriore attività (anche se, spesso, viene compresa nel prezzo per la prestazione complessiva).

Una volta recuperate le somme dalla controparte (se ciò avviene “con le buone” siete stati, di questi tempi, assai fortunati), il vostro avvocato ha diritto di trattenere le somme che gli siano pervenute dalla controparte a rimborso delle spese vive anticipate, dandone comunicazione al cliente.

Egli può anche trattenere le somme ricevute, a titolo di pagamento dei propri onorari, se ricorre una di queste ipotesi:

a) quando vi sia il vostro preventivo consenso;

b) quando voi non lo abbiate ancora pagato per quanto avevate concordato;

c) quando abbia chiesto la cosiddetta “distrazione di spese”: in tale ipotesi, la controparte è tenuta a dare le somme solo e soltanto all’avvocato, a cui spettano di diritto senza nulla dovere al proprio cliente.

In tutti gli altri casi, l’avvocato è tenuto a mettere immediatamente a disposizione del proprio cliente le somme riscosse per conto di questi. “Mettere a disposizione” significa anche semplicemente invitarlo a presentarsi allo studio per ricevere il denaro. Di quest’ultimo aspetto abbiamo già parlato dettagliatamente nell’articolo “L’avvocato deve mettere a disposizione del cliente le somme incassate”, cui vi rinviamo.

Attenzione: un’ultima nota. La condanna alle spese nei confronti della parte che ha perso la causa è la regola. Ma non è detto che sia sempre così. Vi sono molte ipotesi in cui il giudice ritiene di dover compensare le spese tra le parti: il che vuol dire che ognuno si paga il proprio avvocato e sostiene le spese che ha dovuto anticipare. Se il magistrato opta per tale scelta ha l’obbligo di motivarla in sentenza. Per un approfondimento su questo tema leggi l’articolo “Spese processuali: chi paga la causa?


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10 Commenti

  1. Buongiorno, mi trovo a difendermi da mio ex marito che mi accusa di aver prelevato dei mobili dalla casa coniugale, dopo 6 mesi che l’ho consegnata , oltre a richiedere ” con vittoria di spese e competenze legali” posso richiedere anche un risarcimento relativo a danni morali e pregiudizio esistenziale per il comportamento di mio marito e del suo amico avvocato nei confronti della alla mia persona…
    In attesa di una risposta, la ringrazio.
    Maria

  2. Salve, io ho vinto una causa civile e la parte che ha perso mi ha liquidato…..vorrei sapere se io devo pagare il mio avvocato….nn ho nnt della causa…so solo che mi hanno liquidato
    Come faccio a sapere se devo pagare io l’avvocato?
    Grazie cordiali saluti

  3. Buongiorno, dopo aver iniziatu una causa civile con il mio avvocato circa 20 anni fa per unaa truffa fuori regione ed il mio avvocato si è appoggiato ad uno studio legale del posto a fine causa il giudice mi da ragione e condanna l’altro a pagare le spese. Io mi son trovato a pagare il mio avvocato senza aver recuperato niente poi mi è arrivato il precetto dell’avvocato a cui si era appoggiato ed ho dovuto pagare anche lui ed infine adesso ho il precetto di un’altro avvocato ancora che è servito per mandare il precetto dell’avvocato cui si era appoggiato il mio. ed io pago sempre e solo io ma è normale da premettere che non era stato contrattato nessuna parcella il giudice a condannato a pagare € 1000,00 ed io ho sborsato già € 3500,00 e l’ultimo avvocato mi chiede ancora € 1000,00 ma è tutto regolare sta cosa dopo 20 anni di attesa?

  4. salve, ho vinto una causa civile per essere stato truffato da un artigiano che doveva costruire degli infissi per la mia casa. questo tizio non solo si è preso 6600 euro, ma non mi ha fatto nemmeno gli infissi. Alla fine il mio avvocato mi ha detto che ho vinto la causa , se così si vuol dire senza recuperare nemmeno un euro e senza finestre. ho perso 1300 euro di avvocato, ed ho dovuto pagare anche l’agenzia delle entrate che mi ha mandato il bollettino da pagare di 400 euro sotto la voce tasse.Chiedo è normale tutto ciò?
    grazie

  5. Ho vinto una causa civile e sono stata prontamente liquidata. A distanza di un anno la controparte chiede una sospensiva del pagamento per andare poi al processo di appello. E’ nel loro diritto pagare e poi chiedere la restituzione dei soldi dopo un anno ? Non era più corretto non pagarmi affatto se c’era la possibilità di un processo d’appello? Mi dicono che la controparte ha contestato le perizie. Questo significa che devo ricontattare tutti i periti e quindi ripagarli per il loro operato?. Tutto questo mi sembra assurdo. Attendo, in modo sollecito, un chiarimento, cosa devo fare per difendermi da quella che ritengo un’ingiustizia? Grazie

  6. Buonasera, ho vinto una causa penale dove venivo accusato di associazione a delinquere, truffa e riciclaggio. Dopo otto anni l’esito del giudice è stato “assolto con formula piena, perché il fatto non sussiste”. Dopo 8 lunghi anni di processo dove la mia attività è stata descriminata ingiustamente e la mia persona offesa della sua professionalità, ledendomi nel morale e impedendomi di continuare una vita serena, come avevo prima di questo evento, cadendo più volte in depressione. Chiedo al vostro operato se ho diritto ad un cospicuo risarcimento per danni fisici e morali; Porgo i migliori saluti, ringraziando per l’attenzione.

  7. Buongiorno,abbiamo vinto una causa ma l’avvocato ci ha comunicato che il perdente non ha niente ed é impossibile che risarcisca qualcosa ma ora a distanza di tanto tempo il nostro avvocato l’avvocato ci chiede il suo onorario nonostante secondo noi non abbia agito in maniera tempestiva e non ci abbia comunicato i rischi a cui andavamo incontro.
    Come ci dobbiamo comportare?
    Grazie.

  8. buongiorno il 28 settembre ho la definitiva della mia causa di lavoro vorrei sapere se il giudice condanna il mio ex datore di lavoro.deve fare il pagamento in mediato davanti il giudice con un assegno o tocca aspettare gli atti giudiziari ????????

  9. Buonasera, io ho vinto 24.000 euro per causa di lavoro.
    Il giudice ha dato la sentenza definitiva
    Ora la controparte mi ha fatto un offerta di 15.000 euro in 5 rate
    Per me è poco, se dovessi rifiutarla,a cosa vado incontro?
    Dico se il giudice ha deciso quella cifra,a cosa serve fare un offerta più bassa ? Se riufiuto dovrà darmi l’intero importo ? Rischio qualcosa ? Grazie mille

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