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Imposta sul reddito d’impresa

13 Marzo 2021 | Autore: Vincenzo Delli Priscoli
Imposta sul reddito d’impresa

Come si determinano le imposte che devono versare gli imprenditori individuali e le società.

La disciplina del reddito d’impresa è collocata all’interno della disciplina dell’imposta sul reddito delle società (Ires), ma le stesse norme valgono anche per gli imprenditori individuali e per le società di persone.

Nel 2017, era stata introdotta nel nostro ordinamento l’Iri (imposta sul reddito d’impresa) che dava la possibilità alle imprese individuali ed alle società di persone in contabilità ordinaria di applicare una tassazione proporzionale con aliquota al 24%, proprio come prevede l’Ires per le società di capitali (società a responsabilità limitata, società per azioni).

Tuttavia, già nel 2019, l’Iri è stata abolita e quindi per gli imprenditori individuali e le società di persone l’imposta da pagare si calcola con le regole ordinarie dell’Irpef, a meno che non aderiscano al regime forfettario. Scopriamone di più

Che cos’è il reddito d’impresa?

Tra le sei categorie reddituali dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), oltre ai redditi fondiari, i redditi di capitale, i redditi di lavoro dipendente, i redditi di lavoro autonomo ed i redditi diversi, ci sono anche i redditi d’impresa.

L’espressione reddito d’impresa equivale a reddito d’impresa commerciale. Per esercizio di imprese commerciali si intende l’esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, delle seguenti attività:

  • attività industriale diretta alla produzione di beni o servizi;
  • attività intermediaria nella circolazione di beni;
  • attività di trasporto (per terra, per acqua o per aria);
  • attività bancaria o assicurativa;
  • attività ausiliarie delle precedenti.

Il principio di trasparenza fiscale

Un’impresa commerciale organizzata sotto forma di società di capitali (società per azioni, società a responsabilità limitata, società in accomandita per azioni) è soggetta alle regole dell’Ires. Dunque, sugli utili della società, si applica l’aliquota fissa del 24% con cui calcolare l’Ires da versare.

Il socio (persona fisica) di una società di capitali percepirà dei dividendi che sono qualificabili come redditi di capitale e alla cui tassazione si applicano le regole dell’Irpef (cinque scaglioni di reddito con aliquote dal 23% al 43%).

Invece, il reddito d’impresa delle società semplici, delle società in nome collettivo e delle società in accomandita semplice sono imputati a ciascun socio in proporzione alla sua quota di partecipazione agli utili, secondo il principio di trasparenza fiscale.

Dunque, a differenza delle società di capitali, le società di persone non sono soggette alle imposte sul reddito (né Ires né Irpef), ma per il reddito prodotto saranno i soci in proporzione alla quota di partecipazione detenuta nella società a dover versare le relative imposte.

La determinazione dell’imposta sul reddito d’impresa

Una società di capitali che, ad esempio, nel 2019, ha conseguito utili pari a 100.000,00 euro, dovrà versare l’Ires che sarà pari a 24.000,00 euro (aliquota del 24%).

Un imprenditore individuale che nel 2019 ha conseguito utili pari a 100.000,00 euro avrà una tassazione secondo le regole ordinarie dell’Irpef e quindi:

  • sullo scaglione di reddito che va fino a 15.000,00 euro si applica l’aliquota del 23%;
  • oltre i 15.000,00 euro e fino a 28.000,00 euro, si applica il 27%;
  • oltre 28.000,00 euro e fino a 55.000,00 euro, l’aliquota è pari al 38%;
  • oltre 55.000,00 e fino a 75.000,00 l’aliquota è del 41%;
  • oltre 75.000,00 e fino a 100.000,00 euro si applica l’aliquota del 43%.

L’Irpef da versare, a meno che non ci siano detrazioni e crediti d’imposta da scomputare, è pari a 36.170,00 euro (3,450,00 + 3.510,00 + 10.260,00 + 8.200,00 + 10.750,00).

L’Iri

La legge di bilancio del 2017 aveva introdotto l’Iri (imposta sul reddito d’impresa). Tale legge dava la possibilità alle imprese individuali ed alle società di persone in contabilità ordinaria di optare per questo regime fiscale così da avere una tassazione proporzionale con aliquota al 24%, proprio come previsto per l’Ires.

Tuttavia, la legge di bilancio 2019 ha abrogato il regime opzionale dell’imposta sul reddito d’impresa che dunque non ha mai esplicato effetti.

L’abolizione è dovuta al fatto che per le partite Iva (imprenditori e professionisti) con reddito annuo non superiore a 65.000,00 euro è stata introdotto il cosiddetto regime forfettario, ossia un sistema fiscale semplificato con l’applicazione dell’aliquota del 15% (che si abbassa al 5% nei primi 5 anni di attività).

L’imposta sul reddito d’impresa per le imprese minori

Per le imprese minori è prevista una disciplina speciale da un punto di vista sostanziale, con riferimento alle regole di determinazione del reddito, e da un punto di vista formale con riferimento agli obblighi contabili.

Le imprese minori sono quelle esercitate da persone fisiche e da società di persone il cui ammontare di ricavi non sia superiore a 400.000,00 euro (per le imprese che prestano servizi), mentre il limite sale a 700.000,00 euro per le altre imprese.

Le imprese minori possono optare per il regime di contabilità semplificata e quindi limitarsi a tenere i registri Iva senza l’obbligo di redigere il bilancio d’esercizio, mentre il reddito viene calcolato sottraendo i costi effettivamente sostenuti dai ricavi effettivamente conseguiti, secondo le regole del principio di cassa. 



Di Vincenzo Delli Priscoli


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