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Promessa di matrimonio: ci si può ripensare?

8 Gennaio 2014 | Autore:
Promessa di matrimonio: ci si può ripensare?

Dopo la promessa di matrimonio, la mia futura moglie si è tirata indietro: quali conseguenze?

La promessa di matrimonio non è un contratto: da essa non sorge l’obbligo di contrarre matrimonio. Una eventuale clausola penale o una caparra pattuita a garanzia dell’adempimento della promessa di matrimonio sarebbe nulla.

Nel nostro ordinamento non è neppure ammesso l’utilizzo di norme straniere che consentano un adempimento forzato della promessa di matrimonio, in virtù del principio della libertà del consenso, che è principio di ordine pubblico.

L’inadempimento della promessa di matrimonio può essere, tuttavia, fonte di limitata responsabilità e quindi di risarcimento, ma è necessario che la promessa medesima sia stata prestata in forma solenne: ciò si verifica quando essa è reciproca e redatta tramite atto pubblico o scrittura privata, oppure quando risulti nella richiesta delle pubblicazioni matrimoniali. In questo caso, scatta il risarcimento relativo alle spese sostenute e agli impegni assunti in vista del matrimonio.

Invece, il mancato adempimento della cosiddetta promessa semplice obbliga solo alla restituzione dei doni.

L’azione di restituzione dei doni [1] può essere esercitata entro il termine di un anno dal giorno del rifiuto della celebrazione del matrimonio o dal giorno della morte di uno dei promittenti; l’azione di risarcimento del danno [2] può essere esercitata entro il termine di un anno dal giorno del rifiuto della celebrazione del matrimonio.

I doni da restituire come conseguenza dell’inadempimento della promessa di matrimonio sono solo quelli fatti in relazione al matrimonio e non quelli fatti per affetto (sono state considerate, ad esempio, oggetto di restituzione le somme versate per la ristrutturazione della casa).


note

[1] Art. 80 cod. civ.

[2] Art. 81 cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com


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