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Sigarette elettroniche: venderle, acquistarle e svaparle in regola

16 Dicembre 2020
Sigarette elettroniche: venderle, acquistarle e svaparle in regola

Quello delle sigarette elettroniche è un mercato in forte espansione in Italia, dove molti fumatori sono passati allo svapo; non soltanto per motivi legati alla salute, ma anche per una questione di praticità, ovvero la possibilità di poter svapare anche all’interno dei luoghi chiusi.

Anche le sigarette elettroniche, come tutti gli altri prodotti in commercio, devono soddisfare precisi requisiti, dettati da specifiche normative che riguardano la vendita, la produzione e il consumo delle e-cig. Conoscere la normativa vigente in materia di sigarette elettroniche è importante per tutelare la propria salute ed evitare di incorrere in possibili sanzioni.

La normativa EUTPD, Tobacco Products Directive2, attualmente in vigore in Europa, ha stabilito le regole principali per l’inalazione dei liquidi. In Italia, tali norme sono state trasposte dal decreto legislativo numero 6/2016, dove vengono fornite precise indicazioni sulla vendita, sulla dosatura e sulle indicazioni che devono essere riportate sulle confezioni dei liquidi. Questo per tutelare la salute degli svapatori e garantire l’ottima qualità dei prodotti in commercio.

Entrando nello specifico, si analizzano le norme più importanti che riguardano la vendita e l’utilizzo delle sigarette elettroniche.

Sigarette elettroniche e liquidi: quali certificazioni?

La legge tutela la salute degli utilizzatori abituali di e-cig, attraverso un attento monitoraggio della qualità e della conformità dei prodotti. Le aziende produttrici di sigarette elettroniche e liquidi devono notificare in anticipo di almeno 6 mesi tutte le informazioni fondamentali circa la composizione del prodotto al ministero della Salute e al ministero dello Sviluppo Economico.

Per quanto riguarda i liquidi, i produttori devono necessariamente comunicare gli ingredienti, la percentuale di nicotina e i dati tossicologici del prodotto. L’iter di produzione dovrà essere conforme alle normative vigenti.

In Italia, inoltre, prima di poter essere immessi sul mercato, le sigarette elettroniche e i liquidi, anche quelli senza nicotina, devono essere verificati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Naturalmente, anche i liquidi delle e-cig, con o senza nicotina, devono rispettare una serie di standard stabiliti per legge.

Per essere approvati, i liquidi dovranno essere composti soltanto di elementi di elevata purezza: oltre alla nicotina, non dovranno contenere altre sostanze pericolose per la salute degli svapatori. La concentrazione massima di nicotina consentita è di 20 mg/ml. Per questo, è di fondamentale importanza acquistare solo prodotti certificati e autorizzati, evitando ogni tipo di produzioni casalinghe o liquidi di dubbia composizione o provenienza.

In Italia, la vendita di prodotti fai da te è assolutamente vietata. Sulle confezioni di sigarette elettroniche e di liquidi dovranno essere riportate una serie di indicazioni e consigli utili alla salute dei consumatori, come la lista degli ingredienti contenuti e la percentuale di nicotina presente all’interno del liquido. I prodotti dovranno essere dotati di chiusura di sicurezza anti-bambino.

Commercio di sigarette elettroniche: la normativa italiana

Già dal 2015, in Italia, tutti i produttori di liquidi, con o senza nicotina, devono obbligatoriamente versare un’imposta di consumo per millilitro di prodotto. Negli ultimi anni, tale imposta è stata sottoposta a frequenti modifiche, fino a quando, nel 2019, è stata ridotta e resa variabile in base alla presenza o meno di nicotina all’interno dei liquidi.

Dal 2018, le e-cig e i liquidi possono essere acquistati solo ed esclusivamente presso rivenditori autorizzati ed esercizi commerciali specializzati. La nuova normativa ha favorito il settore permettendo ai produttori di abbassare i costi di vendita e attirando tantissimi fumatori, intenzionati a passare alle e-cig, un’alternativa sicuramente meno pericolosa per la salute rispetto al tabacco tradizionale.

Anche per quanto riguarda l’e-commerce, la normativa stabilisce regole ben precise. Nel 2018, la vendita di liquidi per sigarette elettroniche, con o senza nicotina, era stata vietata. La restrizione è stata abolita nel 2019, concedendo la possibilità ai produttori di liquidi in possesso di tutti requisiti, di vendere i propri prodotti anche online.

Il commercio online è autorizzato solamente ai commercianti che possiedono un deposito autorizzato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Tali produttori devono, inoltre, mettere in atto una serie di verifiche e di controlli per impedire la vendita di tali prodotti ai minori.

Uno degli obiettivi fondamentali della legge sulle e-cig riguarda, infatti, la tutela della salute dei minori, per i quali è vietata la vendita di liquidi. Come per le sigarette normali, anche in questo caso, i negozianti dovranno accertarsi della maggiore età degli acquirenti, sia in caso di vendita diretta, che nel commercio online, o tramite riconoscimento elettronico nel caso dei distributori automatici.

Sigaretta elettronica: tutte le regole per l’utilizzo in Italia

Per evitare di incorrere in sanzioni, gli svapatori dovranno conoscere attentamente tutte le norme che regolano l’utilizzo della sigaretta elettronica in Italia. In quali luoghi è consentito svapare la sigaretta elettronica? Di seguito, tutti gli ambienti dove è permesso o vietato utilizzare le e-cigs.

Per quanto riguarda i luoghi pubblici e i locali chiusi, non esiste una norma universalmente valida, poiché ogni ambiente può applicare delle proprie regole e, quindi, rappresentare un’eccezione.

Esistono alcuni locali pubblici in cui vige il divieto di svapo come i centri per l’impiego, le strutture sanitarie e ospedaliere e i centri di formazione professionale. La sigaretta elettronica non può essere utilizzata all’interno delle scuole e delle comunità di recupero, e nemmeno negli istituti di correzione minorile. In tutti gli altri luoghi pubblici, svapare è consentito, senza il pericolo di multe o sanzioni, tranne nel caso in cui i gestori decidano di vietarne espressamente l’uso.

Bisogna precisare, inoltre, che il cartello “vietato fumare” si riferisce, per legge, alle sole sigarette contenenti tabacco. Ciò vuol dire che il divieto non è applicabile alle sigarette elettroniche. Nei luoghi di lavoro, tuttavia, la decisione finale spetta al datore di lavoro, che potrà esplicitamene vietare l’uso delle sigarette elettroniche, affiggendo appositi divieti all’interno degli uffici.

Svapare non è consentito a scuola, né agli studenti né ai docenti. Il divieto vale anche negli ambienti esterni in prossimità degli istituti come giardini, cortili e cancelli. Nonostante l’e-cig siano molto diverse dalle sigarette tradizionali, e meno dannose per la salute, i presidi hanno deciso di seguire le indicazioni fornite dal ministro della Salute: lo scopo è quello di salvaguardare la salute dei più giovani e scoraggiarli dall’utilizzo di prodotti che possono contenere nicotina e che sono destinati ad un pubblico adulto.

Le autorità sanitarie a livello mondiale riconoscono diversi vantaggi nell’utilizzo della sigaretta elettronica, primo fra tutti quello di smettere di fumare. La normativa attualmente in vigore in Italia ha come scopo fondamentale la tutela della salute dei consumatori, per garantire loro soltanto prodotti di ottima qualità; per questo, è importantissimo contrastare il commercio di prodotti contraffatti e non controllati, potenzialmente pericolosi, la cui composizione non è assolutamente garantita.



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