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Come regalare soldi con bonifico?

17 Dicembre 2020
Come regalare soldi con bonifico?

Donazioni di denaro: come si regolano quelle di modico valore e quelle invece che necessitano del notaio. La causale.

Regalare soldi con bonifico è, in determinati casi, il mezzo più sicuro che possa esistere. Esso infatti mette innanzitutto le parti al riparo dal possibile rischio di una violazione delle regole sulle soglie ai contanti. In secondo luogo, il donatario avrà modo di giustificare, all’ufficio delle imposte, la provenienza del denaro qualora utilizzato per acquisti di lusso, incompatibili con la sua dichiarazione dei redditi (si pensi a un giovane disoccupato che, coi soldi del padre, acquista un’automobile).  

Ciò nonostante, anche il bonifico potrebbe porre dinanzi ad alcuni problemi di natura fiscale. Come noto, infatti, ogni pagamento ricevuto sul conto è visibile all’Agenzia delle Entrate e, in assenza di giustificazioni scritte, questa può imputarlo a reddito del beneficiario. In termini pratici, significa che il Fisco può presumere, salvo prova contraria, che il bonifico sia dovuto a un’attività tassabile. Sicché, potrebbe applicarvi imposte e sanzioni.

Ecco che allora diviene essenziale comprendere come regalare soldi con bonifico. Cerchiamo di fare il punto della situazione. La risposta è infatti diversa a seconda dei rapporti tra le parti e dell’entità della somma donata. 

Regalare soldi con bonifico: vantaggi e svantaggi

Quello che abbiamo sinteticamente detto in apertura merita di essere spiegato più nel dettaglio qui di seguito.

L’enorme vantaggio del bonifico è che mette al riparo il donatario dal rischio di un accertamento tramite redditometro. Come noto, il Fisco fa una comparazione tra il reddito dichiarato da ogni contribuente e il tenore di vita da quest’ultimo condotto, tenore calcolato sulla base degli acquisti e delle spese da questi sostenuti. Desterebbe sospetto, ad esempio, un soggetto che, pur dichiarando 1.000 euro al mese, sostenga una rata del mutuo di 800 euro e sia intestatario di un’auto la cui polizza sia particolarmente salata. Ebbene, se costui riesce a dimostrare che quell’extra che gli consente di sostenere spese superiori al proprio reddito deriva da donazioni potrà salvarsi dall’accertamento fiscale. E il bonifico è proprio quella prova documentale che il Fisco esige in questi casi.

Lo svantaggio della donazione, invece, è che rende palese all’Agenzia delle Entrate lo spostamento del denaro dal conto del donante a quello del donatario. Qui, interviene una norma del Testo Unico delle Imposte sui Redditi che accorda al Fisco il potere di presumere che ogni versamento di contanti ed ogni bonifico effettuato sul conto del contribuente costituisca retribuzione per un’attività lucrativa, divenendo così reddito imponibile. Spetta al contribuente dimostrare il contrario, ossia che si tratta di reddito esente o già tassato alla fonte. E tale prova può essere solo scritta. Il che significa che se il donatario non riesce a dimostrare, documentalmente, che i soldi ricevuti sono a titolo di donazione, dovrà pagarci le tasse e le sanzioni. Il più delle volte, le donazioni avvengono senza alcun atto scritto, tantomeno registrato o effettuato dinanzi al notaio. Né la causale del bonifico può servire a salvare il contribuente da un accertamento, trattandosi di una dichiarazione delle parti che non ha alcun valore di prova. 

Regalare soldi con bonifico tra conviventi

Non pone alcun problema la donazione con bonifico tra conviventi. Difatti, in questi casi, ogni scambio di denaro si presume essere fatto in ragione dei doveri morali di reciproca assistenza. È normale infatti che tra persone che condividono lo stesso tetto vi sia un legame forte che porti gli uni ad aiutare gli altri anche con sostegni di tipo economico. Si pensi al padre che, di tanto in tanto o mensilmente, accrediti sul conto del figlio un contributo per consentirgli di vivere e, nello stesso tempo, studiare. 

Quindi, quando si tratta di rapporti tra conviventi, il Fisco non può ritenere – come invece può fare di norma – che il versamento sul conto costituisca il corrispettivo di un’attività imponibile. Il bonifico si presume quindi avvenire a titolo di donazione e non c’è il rischio di un successivo accertamento fiscale.

In ogni caso, sarà sempre bene che la causale del bonifico indichi la finalità dello stesso. Si potrà scrivere semplicemente «Regalo», «Donazione» o indicare lo scopo per cui il bonifico viene eseguito come ad esempio «Denaro necessario per l’acquisto di una bicicletta, di un computer, ecc.».

Regalare soldi con bonifico tra familiari non conviventi ed estranei

Nel caso di donazioni tra familiari non conviventi, la presunzione del reciproco sostegno viene meno, sicché le stesse vengono trattate allo stesso modo delle donazioni tra estranei. Qui, bisogna prestare la massima attenzione.

Chiariamo subito che, come precisato anche dall’Agenzia delle Entrate, le donazioni di modico valore non sono soggette a tassazione. Si tratta di quelle donazioni che non implicano alcun impoverimento per il donante. Si pensi ad esempio ai 100 euro che il nonno versa al nipote di tanto in tanto come regalo. Quindi, il donatario non ha l’obbligo di denunciare al Fisco tali importi. Anche in questi casi, si suggerisce di utilizzare sempre una causale ben chiara, come indicato sopra.

Quando, però, tali donazioni diventano costanti e ripetute potrebbe scattare il sospetto che si tratti di attività retribuita e, quindi, “in nero”. Sarà quindi bene procurarsi le prove della natura dell’elargizione. 

A tal fine, sarà sufficiente sottoscrivere una scrittura privata tra le parti con cui si manifesta l’intenzione di donare una certa somma di denaro. Per rendere la scrittura opponibile al Fisco è necessario munirla di data certa in modo tale che nessuno possa un giorno dire che si tratti di un documento retrodatato. 

La data certa può essere ottenuta registrando la scrittura all’Agenzia delle Entrate o facendo autenticare la firma dal notaio oppure inviando lo scambio di dichiarazioni tramite un’email di posta elettronica certificata (Pec). Infine, oggi, esistono diversi servizi online che garantiscono la marca temporale. 

Se invece la donazione non è di modico valore, il bonifico deve sempre essere preceduto dall’atto notarile. Il Codice civile, infatti, prescrive che per le donazioni di valore consistente ci sia sempre bisogno della presenza del notaio e di due testimoni. Esso quindi fungerà da prova documentale della donazione stessa.

Notaio e testimoni non sono necessari però se si tratta di donazione indiretta, quella cioè eseguita affinché il donatario possa acquistare un bene specifico. Si pensi al padre che accredita sul conto del figlio la somma necessaria a pagare l’anticipo al costruttore della casa. In tale ipotesi, sarà però necessario che la causale sia chiara e che l’atto di acquisto indichi la provenienza del denaro.



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5 Commenti

  1. Visto che mio figlio vorrebbe andare a convivere con la futura moglie, ho pensato di fargli un bel regalo per Natale e donargli qualche soldino che gli potrà essere utile per il futuro. Vorrei regalare a mio figlio 1.300 euro. Posso consegnarglieli in contanti? Come posso evitare di avere problemi con il Fisco? Grazie

    1. L’Agenzia non conosce la tua generosità, quindi sarà portata a pensare che tuo figlio abbia avuto quel denaro in cambio di un’attività in nero. Conviene – anzi, occorre – a quel punto mettere tutto nero su bianco. Anche perché, come detto, non si tratta di 100 o 200 euro ma di una cifra che per molti potrebbe essere uno stipendio. E perché un documento scritto, dovesse capitare un accertamento fiscale, servirebbe a dimostrare la natura della transazione, dato che non sono ammesse prove testimoniali. Quello che le Entrate possono pensare, al massimo, è che il versamento fatto da tuo figlio sul conto coincide con il periodo natalizio e che, quindi, in effetti, può trattarsi di un regalo molto generoso. Sarebbe consigliabile, a questo punto, che non versi tutto sul conto ma soltanto una parte, tenendo il resto in un cassetto di camera sua. In caso di dubbi, meglio che ti gli faccia un bonifico. A scanso di equivoci, dunque, meglio lo strumento tracciabile quando decidi di regalare soldi a Natale per un importo considerevole. Uno di questi è il bonifico bancario o postale, a seconda di dove si abbia il conto corrente. Ma c’è anche la possibilità dell’assegno. Quest’ultimo diventa obbligatoriamente non trasferibile per cifre superiori ai 1.000 euro.

  2. Mio figlio dovrebbe acquistare un’auto, visto che quella che usa al momento è “di famiglia”. Ora, vorrei aiutarlo a pagare la sua nuova automobile e regalargli qualche soldino per questo Natale, anche perché le sue entrate per via del Covid si sono ridotte. Posso dargli i soldi in contanti o devo fare il bonifico?

    1. È assolutamente sconsigliabile consegnare il denaro in contanti. Non sono rari, infatti, i casi in cui l’Agenzia delle Entrate, rilevando un acquisto in capo a un soggetto privo di reddito o comunque con un reddito insufficiente a sostenere la spesa, gli chieda chiarimenti sulla provenienza dei soldi. Se, in un’ipotesi del genere, il figlio non dovesse riuscire a dimostrare la donazione paterna (cosa che solo un mezzo di pagamento tracciabile potrebbe garantire o, in alternativa, un atto di donazione regolarmente registrato o munito di “data certa”), scatterebbe un accertamento fiscale sintetico e il recupero a tassazione di diverse decine di migliaia di euro. L’automobile è considerata, al pari della casa, un “bene di lusso” che fa scattare il redditometro, ossia un accertamento sintetico in capo al compratore se questi presenta una dichiarazione dei redditi insufficiente a giustificare l’acquisto. Ecco che allora, se il padre dovesse contribuire al pagamento del prezzo, dovrà comportarsi come abbiamo suggerito nel caso della compravendita dell’immobile: o pagando direttamente la concessionaria o bonificando i soldi sul conto del figlio con una causale inequivoca (in alternativa, può optare per l’assegno non trasferibile). La consegna dei contanti, in quanto operazione non tracciabile, può creare uno sfasamento tra l’intestazione del bene e il reddito dichiarato dall’intestatario del veicolo con conseguente accertamento fiscale.

  3. Salve, ho una rimanenza di mutuo prima casa intestato a me di € 95.000 e mia madre si è offerta di aiutarmi ad estinguerlo anticipatamente.
    Del conto corrente postale di mia mamma sono anch’io cointestatario sin da piccolo essendo suo unico figlio.
    Può quindi mia mamma pagare il mio debito residuo del mutuo direttamente dal suo conto(della quale sono cointestatario) con ovviamente bonifico tracciabile e causale annessa all’estinzione appunto o può solo inviarmi il denaro necessario sul mio c/c bancario sempre con lo stesso fine!? Nella seconda casistica c’è da fare una scrittura privata tipo donazione o può tranquillamente farmi il bonifico mettendo appunto nella causale che sono soldi che servono all’estinzione del mutuo?
    Grazie

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