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Su cosa si può fare testamento?

17 Dicembre 2020
Su cosa si può fare testamento?

Contenuto del testamento: l’istituzione di erede e di legatario, le disposizioni di contenuto patrimoniale e non patrimoniale. 

Qual è il contenuto di un testamento? Si può ad esempio inserire, oltre alla divisione dei beni, la richiesta di cambiare i fiori sulla propria tomba una volta al mese? Si può imporre ai parenti di non litigarsi e non impugnare il testamento? Su cosa si può fare testamento?

Cerchiamo di fare il punto della situazione. 

Contenuto del testamento

Il testatore è libero di inserire nel testamento le più varie disposizioni, sia di carattere patrimoniale (la divisione del proprio patrimonio) che non patrimoniale. Queste ultime, anche se non espressamente previste dalla legge, sono ritenute valide se sorrette da motivi leciti. Si può così imporre ai fratelli di prendersi cura di una sorella disabile, ma non si può obbligarli a tagliare i rapporti dalla propria madre.

Un testamento è valido anche se contiene solo disposizioni non patrimoniali.

Contenuto patrimoniale del testamento

Le disposizioni di carattere patrimoniale del testamento sono rivolte alla divisione del patrimonio del defunto e dei suoi diritti di natura economica (si pensi ai diritti d’autore o di sfruttamento dell’immagine di una persona famosa).

Tale ripartizione può avvenire in due modi diversi:

  • con l’istituzione di eredi: questi subentrano in una quota percentuale del patrimonio del defunto e, nei limiti di tale percentuale, rispondono anche dei relativi debiti. Così, se un uomo nomina propri eredi la moglie e il figlio, ciascuno dei due avrà diritto al 50% sia dell’attivo che del passivo ereditario. L’istituzione di erede non è automatica ma necessita dell’accettazione dell’eredità da parte dell’erede stesso, proprio per via dell’eventualità che questi potrebbe non voler accettare i debiti del defunto;
  • con l’istituzione di legati: il legatario subentra nella titolarità di un bene o di un diritto specifico. Si pensi al padre che lasci la casa del mare al figlio più piccolo. In questo modo, il legatario subentra solo in tale posizione e non in tutte le altre, né risponde dei debiti del defunto. Il subentro del legatario nella proprietà del bene avviene in automatico, non necessita cioè di accettazione, ma può sempre essere oggetto di rinuncia.

L’istituzione d’erede è indispensabile; la disposizione a titolo di legato è invece eventuale. Questo perché la legge esige che ci sia sempre una continuità nella proprietà del patrimonio delle persone. Tant’è che, in caso di rinuncia degli eredi, subentra lo Stato.

Quanto ai beni e diritti che possono essere oggetto di disposizioni testamentarie, non ci sono limiti per quelli di natura patrimoniale, ossia suscettibili di una valutazione economica. 

Solo l’usufrutto non si trasmette agli eredi. Per cui, alla morte dell’usufruttuario, il nudo proprietario diventa pieno proprietario e l’usufrutto si estingue definitivamente.

In quest’ottica, possono essere oggetto di disposizione testamentaria sia i diritti materiali (la proprietà di un bene, il credito nei confronti dei debitori, ecc.), sia i diritti immateriali (il diritto d’autore, lo sfruttamento dell’immagine, la proprietà intellettuale per invenzioni, ecc.).

In caso di affitto, la morte del locatore non fa venir meno il contratto che prosegue fino alla naturale scadenza alla quale gli eredi potranno decidere se proseguire il rapporto o interromperlo. Invece, in caso di morte dell’inquilino, il locatore e gli eredi dell’affittuario possono, entro tre mesi dalla morte, recedere dal contratto mediante disdetta comunicata all’altra parte con preavviso di sei mesi (articolo 1627 del Codice civile).

Contenuto non patrimoniale del testamento

Come abbiamo detto, il testamento può avere anche un contenuto non patrimoniale. Alcune di queste disposizioni sono previste dalla legge, ma l’elenco non è tassativo e nulla esclude che il testatore possa inserirne di ulteriori, a meno che non siano da considerarsi illecite.

Ecco alcune disposizioni testamentarie a contenuto non patrimoniale:

  • il riconoscimento del figlio nato fuori dal matrimonio, che è irrevocabile anche se contenuto in un testamento revocato;
  • la designazione del tutore e del protutore da parte del genitore che per ultimo ha esercitato la responsabilità patrimoniale;
  • la nomina del curatore speciale per l’amministrazione dei beni lasciati per testamento a un minore;
  • la designazione dell’amministratore di sostegno da parte del beneficiario;
  • la designazione del tutore dell’interdicendo e del curatore dell’inabilitando da parte del beneficiario;
  • la designazione del beneficiario del contratto di assicurazione sulla vita e revoca della designazione stessa;
  • la riabilitazione espressa dell’indegno a succedere;
  • disposizioni sulle opere di ingegno, sulla sorte della corrispondenza o di altri scritti di carattere confidenziale o del ritratto;
  • la dichiarazione del genitore che esclude una persona dall’ufficio di tutore o protutore dei figli minori;
  • le disposizioni relative al sepolcro, le disposizioni riguardanti la cremazione e la dispersione delle ceneri, nonché la donazione degli organi.

Quindi, un testamento può imporre agli eredi l’obbligo di curare la tomba e i fiori, ma non può vietare loro di contestare la divisione dell’eredità, essendo il diritto di difesa giudiziaria tutelato dalla Costituzione. 

Si ritiene che un testamento possa vietare di vendere i beni ricevuti in eredità per un certo lasso di tempo, ma non in eterno visto che la proprietà non può essere sottoposta a un vincolo perpetuo.



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1 Commento

  1. Riguardo “Si ritiene che un testamento possa vietare di vendere i beni ricevuti in eredità per un certo lasso di tempo, ma non in eterno visto che la proprietà non può essere sottoposta a un vincolo perpetuo”, le volontà del testatore sono volontà perpetue, perciò o si rispettano o non si rispettano e quindi non si è degni.

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