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Azzeramento punti e sospensione patente: c’è comunicazione?

17 Dicembre 2020
Azzeramento punti e sospensione patente: c’è comunicazione?

La sospensione della patente è disposta contestualmente alla comunicazione di azzeramento dei punti.

Cosa succede se un automobilista riceve una multa stradale che implica la decurtazione dei punti e, a seguito di tale provvedimento, subisce la sospensione della patente? Di tanto si è occupata più volte la giurisprudenza. Da ultimo, la Cassazione ha riposto ai seguenti interrogativi: in caso di azzeramento punti e sospensione della patente c’è comunicazione al trasgressore? Può questi contestare il fatto di non essere stato avvertito in anticipo in modo da frequentare dei corsi di recupero e non restare a piedi? Ecco cosa ha detto in proposito la Corte Suprema [1].

Revisione patente: c’è una comunicazione?

Secondo la Corte, la revisione della patente non presuppone l’avvenuta comunicazione delle variazioni dei punti. Pertanto, è legittimo disporre la revisione della patente, pur a fronte della mancata comunicazione all’automobilista dell’azzeramento dei punti relativi al suo titolo di guida.

In proposito, più di un automobilista ha contestato il fatto che la comunicazione fornita dalla Motorizzazione «è funzionale a garantire all’automobilista la facoltà di frequentare corsi di recupero al fine di evitare l’azzeramento dei punti».

Di parere diverso la Cassazione, secondo cui «la comunicazione relativa a ogni variazione di punteggio della patente di guida ha carattere informativo e lascia intatta la possibilità per ciascun conducente di controllare in tempo reale, con modalità telematiche, lo stato della propria patente».

L’ordinanza in commento stabilisce infatti che «il provvedimento di revisione della patente di guida, atto vincolato all’azzeramento dei punti, non presuppone l’avvenuta comunicazione delle variazioni di punteggio» al titolare della patente, che, d’altro canto, può «conoscere subito, attraverso il verbale di accertamento, se ed in quale misura operi, nei suoi confronti, la misura accessoria della decurtazione dei punti” e comunque può “controllare in ogni momento lo stato della propria patente con le modalità indicate dal Dipartimento Ministeriale per i trasporti terrestri».

In buona sostanza, secondo la giurisprudenza, spetta all’automobilista, una volta ricevuta la multa, controllare se questa implichi la decurtazione dei punti (cosa che si può agevolmente evincere dal contenuto del verbale) e, dopo di ciò, quanti punti gli siano rimasti sulla patente, il cosiddetto saldo-punti (cosa che può fare telefonando al numero verde predisposto dal ministero dei Trasporti oppure collegandosi al Portale dell’Automobilista). Leggi sul punto Come faccio a sapere quanti punti sulla patente ho.

Anche il Consiglio di Stato è dello stesso parere [2]: «La revisione della patente di guida per azzeramento del punteggio è un atto vincolato che non deve essere preceduto da una comunicazione di avvio del procedimento. E che non risulta influenzato neppure dal mancato ricevimento da parte dell’interessato dell’informazione postale di progressiva decurtazione».

Tirando le somme, «Il provvedimento di revisione della patente, che è atto vincolato all’azzeramento dei punti, ed è anch’esso fondato sulla definitività dell’accertamento delle violazioni stradali in esito alle quali sia stato decurtato l’intero punteggio della patente, non presuppone l’avvenuta comunicazione delle variazioni di punteggio, tenuto conto che il conducente conosce subito, attraverso il verbale di accertamento, se e ed in quale misura gli sarà applicata la sanzione accessoria della decurtazione dei punti, e può quindi conoscere in ogni momento il ‘saldo punti’».

Azzeramento punti patente, non contestabile la revisione per mancata comunicazione delle variazioni di punti

L’orientamento in questione è stabile. Non si rivengono in passato precedenti differenti, almeno da parte della Cassazione. 

Il trasgressore seriale che resta senza punti patente non può censurare il provvedimento di revisione delle licenza di guida evidenziando solo la mancata comunicazione postale delle variazioni di punteggio. Questa comunicazione, infatti, è un atto meramente informativo privo di contenuti formali, mentre la decurtazione di punti è necessariamente indicata in ogni singolo verbale collezionato.

Così la stessa ha già affermato, in epoca anteriore alla sentenza in commento, che [3]: «Il provvedimento di revisione della patente, che è atto vincolato all’azzeramento del punteggio, è fondato sulla definitività dell’accertamento delle violazioni stradali in esito alle quali viene decurtato l’intero punteggio dalla patente di guida, e, pertanto, non presuppone l’avvenuta comunicazione delle variazioni di punteggio, tenuto conto che l’interessato conosce subito, attraverso il verbale di accertamento, se e in quale misura gli sarà applicata la sanzione accessoria della decurtazione punti, e può conoscere in ogni momento il suo saldo-punti». 

In senso contrario, si segnala la sentenza del Tar Perugia [4] secondo cui: «Nel sistema delineato dall’art. 126 bis del d.lg. n. 285/1992, l’obbligo di comunicare ‘ogni variazione di punteggio’ ai diretti interessati risponde non soltanto all’esigenza di garantire a quest’ultimi la conoscenza in tempo reale del saldo dei punti rimasti, ma anche di far sì che essi assumano fin da subito una condotta maggiormente conforme alle regole del Codice della strada anche attraverso la partecipazione ai corsi di aggiornamento che consentono il recupero del punteggio perso. I verbali di accertamento delle infrazioni commesse anche se annotati con i punti persi non bastano ad informare adeguatamente il trasgressore. Solo la periodica comunicazione che la motorizzazione deve inviare per posta all’interessato soddisfa questa esigenza, utile anche per frequentare corsi di recupero prima dell’avvenuto azzeramento del credito residuo».


note

[1] Cass. ord. n. 13637/20 del 2.07.2020.

[2] Cons. Stato sent. n. 309/2019.

[3] Cass. sent. n. 22613/2018.

[4] Tar Perugia sent. n. 275/2018.

Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza 20 febbraio – 2 luglio 2020, n. 13637

Presidente/Relatore Cosentino

Ragioni in fatto ed in diritto della decisione

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha proposto ricorso, sulla scorta di un solo motivo, per la cassazione della sentenza del Tribunale di Vicenza che, in rigetto dell’appello proposto dal Ministero, ha integralmente confermato la pronuncia del Giudice di Pace di Bassano del Grappa di annullamento del provvedimento emesso dalla Motorizzazione civile di Verona – sezione distaccata di Vicenza che aveva disposto la revisione della patente di guida del sig. Fr..

Il Tribunale di Vicenza ha ritenuto che l’impugnato provvedimento di revisione della patente dalla Motorizzazione civile fosse viziato dall’omissione della comunicazione della variazione del punteggio relativo alla patente dell’interessato, prescritta dall’ art. 126 bis, co. 3, D.Lgs. 285/1992; tale comunicazione, osserva il Tribunale, è funzionale a garantire all’interessato la facoltà di frequentare corsi di recupero dei punti, al fine di evitarne l’azzeramento, secondo quanto previsto dall’art. 126 bis, co. 4, C.d.S e dal D.M. 29/07/2003. La comunicazione agli interessati da parte dell’Anagrafe Nazionale degli abilitati alla guida di ogni variazione di punteggio, pur non possedendo natura provvedimentale e pur risultando strettamente vincolata, costituisce requisito d’accesso ai corsi di recupero, sicché dalla sua omissione discenderebbe la illegittimità del provvedimento di revisione della patente.

Con l’unico motivo di ricorso, riferito al n. 3 dell’art. 360 c.p.c. il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti deduce la violazione e/o falsa applicazione dell’art. 126 bis, co. 3, D.Lgs. 285/1992 e dell’art. 6 del D.M. 29 luglio 2003, come modificato dal D.M. 30 marzo 2006. Il terzo comma dell’art. 126 bis cit. prevede che ogni variazione di punteggio della patente di guida sia comunicata all’interessato dall’Anagrafe Nazionale degli abilitati alla guida, ma tale comunicazione, osserva il ricorrente, ha carattere informativo e lascia del tutto intatta la possibilità per ciascun conducente di controllare in tempo reale lo stato della propria patente con le modalità telematiche indicate dal Dipartimento ministeriale per i trasporti terrestri. E’ erroneo dunque qualificare in termini di indefettibilità la preventiva comunicazione della variazione di punteggio ai fini dell’esercizio della facoltà di partecipare ai corsi di recupero dei punti, in primo luogo perché il conducente conosce subito, tramite il verbale di accertamento, se e in quale misura gli verrà applicata la sanzione accessoria della decurtazione dei punti e, in secondo luogo, perché in ogni momento può verificare il suo saldo-punti.

Il sig. Se. Fr. non ha espletato alcuna attività difensiva.

La causa è stata chiamata all’adunanza di camera di consiglio del 20 febbraio 2020, per la quale non sono state depositate memorie.

Il motivo di ricorso è fondato.

Questa Corte ha già chiarito, infatti, che il provvedimento di revisione della patente di guida, atto vincolato all’azzeramento dei punti, non presuppone l’avvenuta comunicazione all’interessato delle variazioni di punteggio che lo riguardano, poiché il contravventore può conoscere subito, attraverso il verbale di accertamento, se ed in quale misura operi, nei suoi confronti, la misura accessoria della loro decurtazione e, comunque, può controllare in ogni momento lo stato della propria patente con le modalità indicate dal Dipartimento ministeriale per i trasporti terrestri (Cass. n. 18174 del 2016). Il Collegio non ritiene di doversi discostare da tale orientamento, di recente ripreso in Cass. n. 9270/2018, nella cui motivazione si legge: «Nel sistema delineato dall’art. 126-bis del D.Lgs. n.285 del 1992, l’applicazione della sanzione accessoria della decurtazione dei punti dalla patente di guida è conseguenza dell’accertamento costituito dal verbale di contestazione della violazione del Codice della Strada, che deve recare l’indicazione della decurtazione (comma 2). A sua volta, il comma 3 del medesimo art. 126-bis prescrive che ogni variazione di punteggio è comunicata agli interessati dall’Anagrafe Nazionale degli abilitati alla guida, ma prevede anche che ciascun conducente possa controllare in tempo reale lo stato della propria patente con le modalità indicate dal Dipartimento ministeriale per i trasporti terrestri; che la comunicazione della variazione di punteggio a cura dell’Anagrafe nazionale è atto, privo di contenuto provvedimentale, meramente informativo, la cui fonte è costituita dal verbale di contestazione (ovvero dall’ordinanza ingiunzione che, rigettando il ricorso amministrativo, confermi il verbale anche per la parte concernente la sanzione accessoria), ed è espressione del principio di trasparenza dell’attività amministrativa. A sua volta, il provvedimento di revisione della patente, che è atto vincolato all’azzeramento del punteggio, ed è, anch’esso, fondato sulla definitività dell’accertamento delle violazioni stradali in esito alle quali sia stato decurtato l’intero punteggio dalla patente di guida, non presuppone l’avvenuta comunicazione delle variazioni di punteggio, tenuto conto che l’interessato conosce subito, attraverso il verbale di accertamento, se e in quale misura gli sarà applicata la sanzione accessoria della decurtazione punti, e può conoscere in ogni momento il suo saldo-punti».

Il ricorso va dunque accolto.

L’impugnata sentenza va cassata con rinvio al tribunale di Vicenza, in diversa composizione, che si atterrà agli enunciati principi di diritto e regolerà anche le spese del giudizio di cassazione.

PQM

La Corte accoglie il ricorso, cassa e rinvia al Tribunale di Vicenza in diversa composizione anche per le spese del giudizio di cassazione.


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