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Quando è obbligatorio nominare il medico competente?

21 Dicembre 2020
Quando è obbligatorio nominare il medico competente?

In alcuni casi, la legge richiede al datore di lavoro l’organizzazione del servizio di sorveglianza sanitaria all’interno dell’azienda.

Sei stato assunto presso una nuova azienda. Pensavi che saresti stato sottoposto ad una visita medica prima dell’inizio della prestazione di lavoro e, invece, hai saputo che non è presente un medico competente aziendale. Ti chiedi se tale situazione sia legittima e in quali casi è obbligatoria la nomina del medico.

Uno dei principali obblighi del datore di lavoro, nell’ambito della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, è l’organizzazione del servizio di sorveglianza sanitaria che consente di verificare l’idoneità dello stato di salute dei dipendenti allo svolgimento delle mansioni specifiche.

Ma quando è obbligatorio nominare il medico competente? Esiste uno stretto legame tra l’obbligo di nomina del medico competente e l’obbligo di organizzare il servizio di sorveglianza sanitaria. Ne deriva che in tutti i casi in cui tale attività deve essere svolta l’azienda deve dotarsi di un medico aziendale.

Chi è il medico competente?

Il datore di lavoro è responsabile della salute e della sicurezza dei lavoratori all’interno dell’azienda. La legge, infatti, pone a carico del datore di lavoro il cosiddetto obbligo di sicurezza [1], vale a dire, il dovere di adottare tutte le misure necessarie per proteggere adeguatamente la salute e la sicurezza dei lavoratori ed evitare che gli stessi possano subire infortuni sul lavoro e/o malattie professionali a causa dell’ambiente lavorativo.

Il rispetto dell’obbligo di sicurezza si traduce nella necessità di porre in essere una serie di adempimenti previsti dalla normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro [2].

Tra gli adempimenti da porre in essere è prevista, in alcuni casi, la nomina del medico competente. Il medico competente è un professionista sanitario, dotato dei requisiti di professionalità prescritti dalla normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che viene nominato dal datore di lavoro al fine di organizzare e gestire il servizio sorveglianza sanitaria all’interno dell’azienda. Il medico competente viene generalmente contrattualizzato con un contratto di consulenza essendo un libero professionista dotato di partita Iva.

Che cos’è la sorveglianza sanitaria?

La sorveglianza sanitaria è un servizio che deve essere organizzato all’interno delle aziende nei casi previsti dalla legge e che ha la finalità di verificare l’idoneità dello stato di salute dei lavoratori allo svolgimento delle mansioni specifiche loro assegnate sulla base dei singoli contratti di lavoro.

Il servizio di sorveglianza sanitaria si traduce, in particolare, nell’organizzazione di visite mediche di controllo eseguite dal medico competente nei confronti dei lavoratori.

In particolare, la legge [3] prevede che il medico competente debba sottoporre i lavoratori a visita nelle seguenti occasioni:

  • prima dell’assunzione;
  • con periodicità annuale, durante lo svolgimento dell’attività di lavoro, o con la diversa periodicità stabilita dal medico in base ai rischi specifici presenti in azienda;
  • in caso di modifica delle mansioni assegnate al dipendente;
  • in caso di assenza del lavoratore per più di 60 giorni, prima del rientro in servizio;
  • in caso di cessazione del rapporto di lavoro.

Le visite mediche realizzate dal medico competente si concludono con un giudizio di idoneità alla mansione specifica.

In particolare, il medico competente può rilevare che il lavoratore è:

  • idoneo alle mansioni;
  • idoneo alle mansioni con prescrizioni e/o limitazioni;
  • non idoneo alle mansioni.

Il giudizio di idoneità o non idoneità può essere temporaneo o permanente.

Quando è obbligatorio nominare un medico competente?

La nomina del medico competente è obbligatoria in tutti i casi in cui il datore di lavoro deve organizzare il servizio di sorveglianza sanitaria a causa dei rischi connessi alle attività lavorative svolte in seno all’azienda.

In particolare, la nomina del medico competente è obbligatoria quando i lavoratori svolgono delle attività lavorative esposte ai seguenti rischi:

  • rischio relativo al rumore;
  • rischio chimico;
  • rischio da vibrazioni;
  • rischio da movimentazione manuale dei carichi;
  • rischio di esposizione all’amianto, al piombo e ad altri agenti pericolosi;
  • lavoratori che svolgono mansioni d’ufficio che prevedono l’utilizzo della postazione videoterminale per più di 20 ore a settimana;
  • lavoratori che svolgono mansioni che determinano lo svolgimento di lavoro notturno.

Il mancato rispetto dell’obbligo di nominare il medico competente può condurre, in caso di infortunio o malattia professionale, a conseguenze sanzionatorie per il datore di lavoro sia sul piano civile che sul piano penale.

Per questo è importante non solo nominare il medico ma essere anche in condizione di provare l’avvenuta nomina. La Cassazione [4] ha sottolineato infatti che il datore di lavoro deve documentare l’avvenuta nomina del medico competente, esibendo la relativa documentazione.


note

[1] Art. 2087 cod. civ.

[2] D.lgs. 81/2008.

[3] Art. 41,D.lgs. 81/2008.

[4] Cass. 21 gennaio 2019, n. 2580


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