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Quali sono le patenti speciali?

19 Marzo 2021 | Autore:
Quali sono le patenti speciali?

I mutilati e i minorati fisici possono ottenere un permesso per guidare veicoli di particolari tipi e caratteristiche. Nel documento sono indicate determinate prescrizioni ed adattamenti mediante specifici codici.

La legge [1] consente anche ai disabili di abilitarsi alla guida e, quindi, di conseguire la patente al fine di condurre veicoli a motore modificati secondo le proprie esigenze. Più precisamente, ai disabili possono venire rilasciate le così dette patenti speciali dopo avere seguito un’apposita procedura, che inizia con la visita presso la Commissione medica locale (CML) di appartenenza.

Quali sono le patenti speciali? Sono quelle riconducibili a 4 specifiche categorie, ad ognuna delle quali corrisponde una diversa tipologia di veicoli che si possono condurre. Peraltro, l’introduzione di patenti di guida uniformi in tutta Europa mediante l’adozione del modello in formato card, ha facilitato la libera circolazione dei cittadini disabili nel territorio dell’UE. Elemento fondamentale di tale uniformità è stato l’uso di codici armonizzati, che vengono adoperati per le annotazioni sul documento di guida relative al conducente e alle modifiche al veicolo.

In altre parole, mediante tali codici vengono indicati eventuali restrizioni presenti nelle abilitazioni del titolare del documento come ad esempio obblighi particolari, limitazioni, adattamenti dei veicoli. Nel campo 9, è stampata la categoria per la quale è stata emessa la patente e viene inserito anche il riferimento al rilascio della patente speciale (carattere S dopo la categoria ad esempio “AS”o “BS”).

Cosa e quali sono le patenti speciali?

Le patenti speciali sono dei certificati di idoneità che vengono rilasciati alle persone affette da minorazioni anatomiche, funzionali o sensoriali, per la guida di veicoli opportunatamente modificati in funzione delle proprie patologie o di veicoli che comunque presentano caratteristiche costruttive tali da non rendere necessario uno specifico adattamento.

Chi è stato colpito da una disabilità successivamente al conseguimento della patente, per non perdere la validità della stessa, deve sottoporsi ad apposita visita medica per ottenere il rilascio della patente speciale.

Dopo l’abolizione della categoria delle patenti F, possono essere rilasciate le patenti speciali A, B, C e D.

Nel regolamento di esecuzione del Codice della strada sono stabiliti le tipologie di veicoli e le caratteristiche specifiche dei mezzi che possono essere guidati con le seguenti patenti speciali:

  • patente ASo A speciale per la guida di tutti i motoveicoli di massa complessiva sino a 1,3 tonnellate;
  • patente BS o B speciale per la guida dei motoveicoli, esclusi i motocicli, e degli autoveicoli di massa complessiva non superiore a 3,5 tonnellate e il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, non è superiore a 8;
  • patente CSo C speciale per la guida degli autoveicoli di massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate ma inferiore a 11,5 tonnellate;
  • patente DS o patente D speciale per la guida degli autoveicoli il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, non è superiore a 16.

Inoltre, è stato eliminato ogni limite di massa rimorchiabile e, di conseguenza, si possono rilasciare patenti speciali delle categorie BE, C1E, CE, D1E, DE e guidare anche veicoli che trainano i rimorchi. Il conseguimento di una di queste patenti è subordinato alla verifica della capacità del candidato di potere effettuare la prova di aggancio e lo sgancio del rimorchio dalla motrice [2].

Patenti speciali: quali sono i requisiti fisici e psichici

Il Codice della strada prevede che nel caso di mutilati e minorati fisici l’accertamento dei requisiti fisici e psichici deve essere fatto esclusivamente da apposite Commissioni mediche locali [3]. Tali Commissioni sono costituite presso le Asl dei capoluoghi di provincia. Nelle città con popolazione superiore a 500.000 abitanti, le CML possono essere più di una.

Le minorazioni e le mutilazioni fisiche oggetto di valutazione da parte della CML, nei casi dubbi e quando espressamente previsto dal Regolamento di esecuzione del Codice della strada, sono:

  • efficienza degli arti;
  • amputazioni;
  • minorazioni anatomiche o funzionali a carico degli arti o della colonna vertebrale;
  • anchilosi invalidanti;
  • malattie dell’apparato visivo;
  • diminuzione della vista;
  • diminuzione dell’udito;
  • anomalie della conformazione e/o dello sviluppo somatico.

Altresì, le CML in relazione a tutte le patenti, indipendentemente se siano speciali o meno, accertano anche l’esistenza di altre malattie e patologie ai fini della validità/durata limitata nel tempo della patente in relazione della patologia accertata come ad esempio in caso di diabete, di malattie del sistema nervoso o di malattie psichiche [4].

Come si consegue una patente speciale

Per conseguire una patente speciale, il disabile deve sottoporsi a visita presso la CML di appartenenza oppure può rivolgersi a una Commissione diversa da quella di residenza. Al momento della prenotazione della visita, deve presentare un certificato medico redatto su apposito modulo e un documento di riconoscimento. Durante la visita, il disabile può farsi assistere, a proprie spese, da un medico di fiducia.

Qualora la CML abbia dubbi circa l’idoneità del soggetto, questi dovrà sottoporsi ad una prova pratica su un veicolo adattato in relazione alle particolari esigenze.

La CML rilascia un certificato, valido 90 giorni, nel quale sono riportati i dispositivi che il disabile deve applicare alla propria vettura. Tali dispositivi devono essere riportati, poi, nel foglio rosa e nella patente.

Dopo il riconoscimento dell’idoneità e il rilascio del foglio rosa, il disabile può sostenere gli esami pratici per il conseguimento della patente.

Durante l’esame pratico, l’ingegnere della Motorizzazione civile può confermare gli adattamenti previsti dalla CML oppure aggiungerne altri.

Nella patente speciale, vanno indicati gli adattamenti definitivi che il disabile dovrà attivare sul proprio veicolo. Il collaudo del mezzo viene effettuato dalla Motorizzazione civile presso le officine che ne hanno curato l’allestimento.

Come si rinnova una patente speciale

La durata della patente speciale è di 5 anni anche se è la CML può prevedere una durata inferiore in relazione alle patologie e alle condizioni del disabile.

Per rinnovare una patente speciale bisogna distinguere due ipotesi:

  1. se durante la prima visita di accertamento dei requisiti di idoneità psicofisici la CML ha accertato l’esistenza di una patologia stabilizzata, il disabile deve effettuare i rinnovi presso un medico monocratico. In tal caso, la scadenza della patente sarà quella prescritta per i permessi di guida “ordinari” ovvero ogni 10 anni fino a 50 anni, ogni 5 anni fino a 70 anni e ogni 3 anni fino agli 80 anni;
  2. se la patologia, invece, è suscettibile di aggravamento, deve rivolgersi alla CML seguendo lo stesso iter previsto per il rilascio della patente.

Verbale negativo della CML: si può impugnare?

Se la CML esprime un parere negativo sull’idoneità alla guida è possibile presentare ricorso al Tar entro 60 giorni dalla data di notifica del provvedimento oppure al Presidente della Repubblica nel termine di 120 giorni.

In alternativa, il disabile si può sottoporre a proprie spese a nuova visita medica presso gli organi sanitari periferici della Rete Ferroviaria Italiana spa. In caso di esito positivo, il nuovo certificato medico relativo alla visita, deve essere prodotto direttamente agli uffici della Motorizzazione civile per il riesame, in autotutela, del provvedimento stesso, mediante l’annullamento o la modifica nel senso indicato dal certificato stesso.

La nuova certificazione medica più favorevole rilasciata da Rfi deve essere presentata all’Ufficio motorizzazione civile entro il termine massimo di 120 giorni dal ritiro del certificato medico non condiviso della Commissione medica locale.

L’ufficio Motorizzazione Civile può accettare certificazioni presentate oltre questo limite solo nel caso in cui:

  • il conducente dimostra di aver richiesto la visita medica tempestivamente e nei termini;
  • il ritardo è imputabile unicamente a Rfi.

note

[1] Nuovo cod. strada (D. Lgs. n. 285/1992 con successive modificazioni) e Regolamento di esecuzione e attuazione del cod. strada (D. Lgs. n. 495/1992).

[2] Art. 11 L. n. 115/2015.

[3] Art. 119 co. 4 cod. strada.

[4] Art. 320 app. II al titolo IV Reg. esec. cod. strada.


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